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	<title>NIN &#8211; I3Italy</title>
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	<description>Una guida per gli italiani in Inghilterra</description>
	<lastBuildDate>Sun, 15 Mar 2026 12:01:43 +0000</lastBuildDate>
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	<title>NIN &#8211; I3Italy</title>
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		<title>Le Pensioni in UK</title>
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		<dc:creator><![CDATA[I3ItalyStaff]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Feb 2021 14:23:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I3Italy]]></category>
		<category><![CDATA[NIN]]></category>
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					<description><![CDATA[Guida alle pensioni in UK: la new state pension, le workplace pension, i limiti, gli importi, come calcolare la propria pensione futura.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph"><em>Nulla in questa pagina costituisce&nbsp;legal o financial advice: l’obiettivo è unicamente fornire informazioni in lingua italiana a chi vive in UK. Per questioni relative alla propria situazione fiscale consigliamo caldamente di rivolgersi ad esperti nel tema, come commercialisti o HMRC.</em></p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">La <strong><em>New State Pension</em></strong> è entrata ufficialmente in vigore ad aprile 2016, con l&#8217;obiettivo di rendere più chiaro e comprensibile l&#8217;intero procedimento pensionistico. Questa si applica a tutti gli uomini nati dopo il 6 Aprile 1951 e le donne nate dopo il 6 Aprile 1953, ed è interamente fondata su un meccanismo contributivo basato sul National Insurance Number.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em>In poche parole, se si accumulano 35 anni di contributi NIN si ha diritto ad un importo pari a <a href="https://www.gov.uk/new-state-pension/what-youll-get" data-type="link" data-id="https://www.gov.uk/new-state-pension/what-youll-get"><strong>£230.25</strong> alla settimana</a> (l’importo viene aggiornato in base all’inflazione ogni anno). Bisogna aver versato un minimo di 10 anni di contributi (“National Insurance Contributions”) per poter aver diritto all’importo minimo.</em></p>
</blockquote>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-large is-resized"><a href="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2021/02/pensione.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="667" height="500" src="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2021/02/pensione.jpg?w=667" alt="Anziani su una panchina" class="wp-image-1947" style="width:338px;height:253px" srcset="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2021/02/pensione.jpg 667w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2021/02/pensione-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 667px) 100vw, 667px" /></a></figure>
</div>


<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph"><strong><span style="text-decoration:underline;">Cosa costituisce esattamente un &#8220;anno di contributi&#8221;?</span></strong><br>Per avere un anno intero di contributi, valido ai sensi della pensione, bisogna guadagnare una cifra minima intorno ai £6000 all&#8217;anno, e versare i relativi contributi. Le cifre aggiornate sono consultabili <a href="https://www.gov.uk/new-state-pension/your-national-insurance-record-and-your-state-pension" target="_blank" rel="noreferrer noopener">qui</a>. Vengono conteggiati anche gli anni precedenti l&#8217;entrata in vigore del nuovo sistema pensionistico e non è necessario che siano consecutivi. Se ci sono dei gap nel numero di anni, cosa di cui <a href="https://www.gov.uk/government/organisations/hm-revenue-customs" target="_blank" rel="noreferrer noopener">HMRC</a> generalmente provvede a fornire comunicazione, è possibile versarli in un secondo momento&nbsp;in modo da soddisfare i requisiti temporali, entro un certo limite di tempo. Quanto si è versato finora può essere verificato <a href="https://www.gov.uk/check-national-insurance-record" target="_blank" rel="noreferrer noopener">qui</a>.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Come in molti altri paesi europei è possibile posticipare l&#8217;età di pensionamento e ricevere un importo maggiore, ottenendo un incremento del 5.8% per ogni anno aggiuntivo a lavoro. Altra cosa cui fare attenzione: i redditi pensionistici sono tassabili, per ogni importo che sfora la soglia tax-free, attualmente fissata a circa 12500 sterline annue (anche questo importo viene aggiornato ogni anno, ma è congelato fino al 2029).</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph"><strong><span style="text-decoration:underline;">Cosa succede se si è senza lavoro o ci si sta occupando di un bambino?&nbsp;</span></strong><br>È possibile colmare i gap nel numero di anni di contributi tramite i <em>National Insurance Credits</em>, per i quali va fatta richiesta presso un job centre se non ottenuti automaticamente in determinati casi. I <em>NI Credits</em> vengono erogati quando si percepisce una jobseeker allowance, si è in maternità o assenti dal lavoro per un lungo periodo di malattia. <a href="https://www.gov.uk/national-insurance-credits/overview" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Questa tabella</a> dal sito del governo semplifica i vari casi. Quindi se vi ritrovate senza lavoro, non disperate!</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph"><strong><span style="text-decoration:underline;">Come faccio a calcolare quanto riceverò di pensione?</span></strong><br>Utilizzando <a href="https://www.moneyadviceservice.org.uk/en/tools/pension-calculator" target="_blank" rel="noreferrer noopener">questo link</a> si accede ad un tool di the Money Advice Service, dove è possibile stimare quanto si riceverà di pensione. Questo strumento è citato anche sul sito del governo, quindi da ritenere sufficientemente accurato. </p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph"><a href="https://www.gov.uk/check-state-pension" target="_blank" rel="noopener" title="Cliccando qui">Cliccando qui</a> si può inoltre visualizzare il proprio pension forecast ufficiale, se si ha un account digitale HMRC.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph"><strong style="line-height:1.5;"><span style="text-decoration:underline;">Ma come si fa a vivere con così poco?</span></strong><br>In effetti pensare di vivere la propria vecchiaia con così poco è una prospettiva non ottimale. Eppure se si resta in Inghilterra si continua ad avere libero accesso alla sanità gratuita, bus pass, oltre a tutte le altre misure a sostegno del reddito. Oltre a questo il governo britannico conta sul fatto che i futuri pensionati riescano ad integrare la propria pensione con&nbsp;investimenti privati, pensioni integrative e la Workplace Pension.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph"><strong><span style="text-decoration: underline;">Voluntary contributions: recuperare anni di pensione</span></strong><br>Il Regno Unito permette a tutti coloro che non hanno versato abbastanza contributi per la pensione in un anno di pagare £824.20 (o, nel caso di contributi parziali, una somma inferiore) per recuperare quest&#8217;anno e far sì che venga conteggiato ai fini della pensione. Infatti, se bastano 10 anni per ricevere una pensione, per percepire l&#8217;importo massimo della New State Pension occorrono 35 anni di contributi. <br>Ma attenzione: non è sempre conveniente versare questi contributi volontari! Sicuramente però vale la pena di considerare la possibilità per due categorie di persone: chi ha più di 40 anni e non arriverebbe a 35 anni pieni considerando i contributi già versati, e in alcuni casi chi ha in programma di tornare in Italia prima della pensione. Infatti, grazie alla procedura della &#8220;totalizzazione&#8221; gli anni di contributi in UK si sommano a quelli in Italia: se pensiamo che riscattare la laurea può costare anche decine di migliaia di euro nel bel paese, può valere la pena riflettere! Inoltre, può convenire per chi lavorerà meno di 35 anni in UK: infatti si sommano per i requisiti, ma non per l&#8217;importo.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Dal 6 aprile 2025 non è più possibile pagare contributi per anni tra il 2006 e il 2018, e dal 6 aprile di ogni anno verrà tolta la possibilità di pagare il primo dei sei anni in precedenza (quindi dal 6 aprile 2026 non si potrà più pagare per il 2019, e così via). Spesso è possibile pagare le contributions solo per alcuni di questi anni: ciò dipende da vari fattori. Sul proprio account digitale HMRC è possibile verificare la propria situazione contributiva e gli anni che potrebbero essere integrati.</p>



<div class="wp-block-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-fe48e5de wp-block-buttons-is-layout-flex">
<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-italyblue-background-color has-background wp-element-button" href="https://www.gov.uk/check-state-pension" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Verifica le tue National Insurance Contributions</a></div>



<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-italygreen-background-color has-background wp-element-button" href="https://www.moneysavingexpert.com/savings/voluntary-national-insurance-contributions/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Guida di MoneySavingExpert</a></div>
</div>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Se si intende procedere occorre telefonare al <strong>Future Pension Fund (08007310175)</strong> per ottenere un reference number di 18 cifre, e poi fare un normale bonifico bancario. Durante la telefonata otterrete anche consigli personalizzati sulla vostra situazione. La pressione su questo servizio è elevata: non aspettate l&#8217;ultimo momento! In alternativa, di recente al sito del governo è stato aggiunto un tool per simulare l&#8217;effetto di eventuali contributions, ed è anche possibile effettuarle online.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Attenzione: le Voluntary Contributions non sono l&#8217;unico modo per &#8220;recuperare&#8221; anni: in molti casi (malattia, disoccupazione, maternità, etc) è possibile richiedere i NI Credits, a volte anche retroattivamente, che sono gratuiti e vanno ad integrare gli anni di contributi assenti o parziali.</p>



<p class="has-background wp-block-paragraph" style="background-color:#92efb6">Il Comites di Londra ha realizzato un eccellente<strong> webinar sulle pensioni private</strong>. Consiglio a tutti gli interessati di dedicare un&#8217;ora del proprio tempo a guardarlo, o almeno a leggere le slides. <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.comiteslondra.info/news/pensioni-private-in-uk-cosa-ce-da-sapere-slides-e-informazioni-di-contatto/" target="_blank">Lo trovate qui</a>.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-large is-resized"><a href="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2021/02/pensione3.jpg"><img decoding="async" width="751" height="501" src="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2021/02/pensione3.jpg?w=751" alt="Tramonto" class="wp-image-1951" style="width:271px;height:181px" srcset="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2021/02/pensione3.jpg 751w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2021/02/pensione3-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 751px) 100vw, 751px" /></a></figure>
</div>


<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph"><strong><span style="text-decoration:underline;">Cos&#8217;è la <a href="https://www.gov.uk/workplace-pensions/about-workplace-pensions" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Workplace Pension</a>?</span></strong><br>È fondamentale riuscire ad integrare il reddito della State Pension con una pensione predisposta dal vostro &nbsp;datore di lavoro, tramite una deduzione salariale di vostra scelta (in genere il 5%). Molte aziende corrispondono un importo equivalente o superiore a quanto decidete di sacrificare del vostro salario. Ad esempio se scegliete di versare 150£ al mese, il datore di lavoro ne corrisponderà altre 150£, o più. Generalmente i soldi della vostra pensione vengono investiti in un fondo privato, scelto dal datore di lavoro, quindi è importante informarsi su dove questi fondi vengano versati. È ovviamente sempre possibile che la banca o l&#8217;istituto che gestisce il fondo possano fallire, ma si riesce ad ottenere una compensazione se il fondo è autorizzato dalla Financial Conduct Authority ai sensi del Financial Services Compensation Scheme (FSCS).</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em>Non dimenticate che avere un Workplace Pension Scheme ed un provider è da qualche anno&nbsp;</em><strong>obbligatorio</strong><em>&nbsp;per ogni datore di lavoro. In pratica verrete automaticamente inseriti in uno schema pensionistico, e potrete scegliere (entro 30 giorni) se rinunciare o no. Per la stragrande maggioranza delle persone, conviene rimanere nello schema!</em></p>
</blockquote>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Ogni anno è possibile contribuire fino a un massimo di circa £60000 (la <a href="https://www.gov.uk/tax-on-your-private-pension/annual-allowance" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>annual allowance</em></a>) nel proprio schema pensionistico (il che significa che, contribuendo di più, quei soldi verranno tassati). In passato era possibile avere un massimo di circa £1073000 (la <em><a href="https://www.gov.uk/tax-on-your-private-pension/lifetime-allowance" target="_blank" rel="noreferrer noopener">lifetime allowance</a></em>) nei propri &#8220;pension pots&#8221;, ma questo limite è stato abolito da aprile 2023. </p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph"><strong><span style="text-decoration:underline;">E se voglio fare da me?</span></strong><br>È possibile anche aprire un SIPP (&#8220;Self Invested Pension Plan&#8221;) e gestire per conto proprio i propri fondi pensionistici. I contributi pagati in un SIPP vengono detratti dalle tasse, e maturano nel corso della propria vita (non c&#8217;è tassazione su dividendi e/o capital gain, come negli <a href="https://www.i3italy.org/2021/02/27/investire-in-azioni-in-uk/" title="Investire in azioni in UK">ISA</a>). Al momento del ritiro, il primo 25% è esentasse, e sul resto si paga la normale <a href="https://www.i3italy.org/2021/02/26/pagare-le-tasse-in-uk/" title="Pagare le tasse in UK">Income Tax</a> (ma non la <a href="https://www.i3italy.org/2021/02/24/national-insurance-number/" title="National Insurance Number">National Insurance</a> Tax). <br>Tuttavia, molti datori di lavoro scelgono di non offrire contributi analoghi a quelli che offrono per gli schemi standard offerti da loro (le <em>employer contributions</em>), e dunque scegliere un SIPP in questi casi penalizzerebbe l&#8217;importo base del fondo. Pertanto, sostituire la propria <em>workplace pension</em> con un SIPP non è quasi mai la scelta migliore. Tuttavia, è possibile aprire un SIPP in aggiunta alla pensione del proprio workplace e versarci i relativi contributi, purché la somma di tutti i contributi versati in tutti gli <em>schemes</em> per quell&#8217;anno fiscale rimanga sotto la <a href="https://www.gov.uk/tax-on-your-private-pension/annual-allowance" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>annual allowance</em></a> (globale) di £60000. Per ulteriori informazioni potete consultare <a href="https://www.moneyadviceservice.org.uk/en/articles/self-invested-personal-pensions" target="_blank" rel="noreferrer noopener">quest&#8217;articolo</a>. </p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph"><strong><span style="text-decoration:underline;">Che succede se cambio lavoro?</span></strong><br>È possibile spostare i propri soldi da uno schema pensionistico all&#8217;altro, purché riconosciuto in UK. Inoltre, è possibile combinare diverse <em>Workplace Pension</em>: in altre parole, ogni schema vi corrisponderà una certa cifra al momento del pensionamento: non c&#8217;è nessuna esclusività! Potete averne quanti volete. Tuttavia, pensioni in vecchi fondi a volte possono comportare spese ingenti, diminuendo l&#8217;importo finale che vi sarà corrisposto… pertanto è opportuno tenere traccia dei propri fondi, e trasferirli solo se opportuno. Un approfondimento è disponibile a <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.which.co.uk/money/pensions-and-retirement/personal-pensions/switching-providers-and-consolidating-pensions/should-i-combine-my-pensions-a79863g1pm14" target="_blank">questo link</a>.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph"><strong><span style="text-decoration:underline;">Che succede se torno in Italia?</span></strong><br>Partiamo dalla &#8220;New State Pension&#8221;. Sarà possibile sommare gli anni di contributi versati a HMRC con quelli versati in Italia (o in altri paesi idonei) al fine del calcolo totale per i requisiti della pensione. Questa procedura si chiama <a href="https://www.pensionioggi.it/dizionario/la-totalizzazione" target="_blank" rel="noreferrer noopener">totalizzazione</a>. In particolare, per percepire la pensione da UK basterà avere 10 anni di contributi <strong>in totale</strong> tra Italia e UK. L&#8217;importo invece viene determinato proporzionalmente alle quote dei contributi. L&#8217;INPS ha confermato che <a href="https://www.pensionioggi.it/notizie/previdenza/brexit-salva-la-pensione-in-totalizzazione-785768768" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ciò rimane valido anche dopo la Brexit</a>. Rimandiamo dunque all&#8217;<a href="https://www.pensionioggi.it/notizie/previdenza/brexit-salva-la-pensione-in-totalizzazione-785768768" target="_blank" rel="noreferrer noopener">eccellente articolo di PensioniOggi</a> che riporta tutti i riferimenti normativi. Analogamente, per percepire la pensione dall&#8217;Italia basterà avere 20 anni di contributi in totale tra Italia e UK.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni paese paga separatemente le proprie quote, e dunque per chi si troverà fuori dal Regno Unito <strong>consigliamo di ricevere i pagamenti in sterline su un conto multivaluta senza costi fissi</strong> come Wise Borderless, così da minimizzare i costi di gestione e di cambio. <a href="https://www.i3italy.org/convertire-tra-sterlina-e-euro/" data-type="post" data-id="3704">In un altro articolo approfondiamo il tema</a>.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Ancora, consigliamo fortemente di <a href="https://www.i3italy.org/government-gateway-con-passaporto-italiano/" data-type="post" data-id="8582"><strong>aprire un account Government Gateway</strong></a> e un account <a href="https://www.gov.uk/using-your-gov-uk-one-login" data-type="link" data-id="https://www.gov.uk/using-your-gov-uk-one-login"><strong>Gov.UK One Login</strong></a> prima di lasciare il Regno Unito (è in generale è una buona idea averne uno!). Questo vi permetterà di tenere traccia facilmente dei contributi versati nel Regno Unito, stampare rendiconti e in generale gestire il tutto con facilità online.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">E le workplace pensions? E i SIPP? Questo è un tema più complicato. Si può certamente ricevere tale pensione dal Regno Unito (sempre meglio su un conto multivaluta senza costi fissi, come Wise Borderless), ma potrebbero applicarsi regimi di tassazione particolarmente esosi. Per questo motivo, molte persone preferirebbero trasferire i contributi in un fondo italiano&#8230; tuttavia, dal 6 Aprile 2017, infatti, <strong>HMRC ha rimosso tutti i fondi italiani dall&#8217;<a href="https://www.gov.uk/guidance/check-the-recognised-overseas-pension-schemes-notification-list" target="_blank" rel="noreferrer noopener">elenco dei fondi esteri</a> (ROPS) in cui autorizzano il trasferimento dei contributi senza tassarli alla fonte</strong> (si ritiene che i fondi italiani non soddisfino dei requisiti minimi stabiliti dal governo inglese). Pertanto, da allora il trasferimento diretto è sottoposto a una tassazione preventiva del 40%, improponibile per la maggioranza delle persone.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-large is-resized"><a href="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2021/02/pensione2.jpg"><img decoding="async" width="740" height="500" src="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2021/02/pensione2.jpg?w=740" alt="Anziano sul balcone" class="wp-image-1949" style="width:312px;height:211px" srcset="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2021/02/pensione2.jpg 740w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2021/02/pensione2-300x203.jpg 300w" sizes="(max-width: 740px) 100vw, 740px" /></a></figure>
</div>


<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">In verità, <strong>non serve spostare i risparmi all&#8217;estero da un fondo pensionistico privato</strong>. La scelta migliore nella maggioranza dei casi sarà infatti lasciarli dove sono e, al raggiungimento dell&#8217;età minima, iniziare a percepire una pensione da quel fondo. A tale scopo è consigliabile avvalersi di <a href="https://www.i3italy.org/convertire-tra-sterlina-e-euro/" data-type="post" data-id="3704">conti multivaluta</a> o conti per residenti all&#8217;estero presso banche nel Regno Unito. È vero, sarà tassata secondo le regole del paese in cui si risiederà, ma&#8230; poco male! Se scegliete questa strada e tornate in Italia, ricordate che dovrete dichiarare il possesso di questo fondo pensionistico all&#8217;estero nel quadro RW (ma <a href="https://www.studiocerbone.com/piani-pensionistici-self-invested-personal-pension-sipp-e-international-pension-plan-ipp-natura-previdenziale-risposta-n-5-dell-11-gennaio-2024-dellagenzia-delle-entrate/" data-type="link" data-id="https://www.studiocerbone.com/piani-pensionistici-self-invested-personal-pension-sipp-e-international-pension-plan-ipp-natura-previdenziale-risposta-n-5-dell-11-gennaio-2024-dellagenzia-delle-entrate/">non pagarci le tasse</a>, finché non iniziate a ritirare).</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Per chi volesse comunque farlo, <strong>esiste un&#8217;escamotage</strong>: è possibile trasferire (senza pagare tasse) i contributi maturati nel Regno Unito in un fondo europeo riconosciuto, e da lì spostarlo in Italia. Ad esempio, è possibile usare uno dei <a href="https://www.gov.uk/guidance/check-the-recognised-overseas-pension-schemes-notification-list#countries-m-to-r" target="_blank" rel="noreferrer noopener">29 fondi pensionistici maltesi riconosciuti da HMRC</a>, e successivamente trasferirli da lì in un fondo italiano, senza pagare tasse grazie ad accordi bilaterali Italia-Malta. Tuttavia, quest&#8217;opzione ha costi fissi abbastanza elevati, rendendola conveniente solo per persone con pensioni ingenti.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph"><strong><span style="text-decoration:underline;">Posso vivere in Italia e godere della mia pensione britannica?</span></strong><br>È assolutamente possibile vivere all&#8217;estero e percepire una pensione britannica. A dire il vero questo è il caso per molti pensionati inglesi, che scelgono di approfittare del maggiore potere di acquisto della sterlina per vivere in Italia o nella soleggiata Spagna o in Portogallo. Inoltre, <a href="https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/web/guest/schede/agevolazioni/regime-opzionale-per-i-pensionati-esteri-che-cose-cittadini" target="_blank" rel="noreferrer noopener">alcune località del Sud Italia</a> hanno regimi fiscali agevolati per i pensionati che scelgono di trasferirsi lì.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Se si è fuori dal Regno Unito nel momento in cui l&#8217;età pensionabile viene raggiunta, bisogna fare domanda per la pensione UK presso le amministrazioni competenti in cui si risiede attualmente, la nostra INPS ad esempio. Vi rimandiamo anche a <a href="http://www.litrg.org.uk/tax-guides/migrants-and-tax/national-insurance-migrants/national-insurance-and-uk-state-pension#claim" target="_blank" rel="noreferrer noopener">questo articolo.</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Fonti</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.gov.uk/new-state-pension" target="_blank">Gov.uk</a><br><a rel="noreferrer noopener" href="http://www.moneysavingexpert.com/savings/state-pensions" target="_blank">MoneySavingExpert</a>&nbsp;<br><a rel="noreferrer noopener" href="https://well-tax.com/it/news-detail/188/contributi-pensionistici-italiani-in-inghilterra:-come-trasferirli-in-italia-dopo-la-brexit" target="_blank">Well-tax</a></p>
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		<title>Pagare le tasse in UK</title>
		<link>https://www.i3italy.org/pagare-le-tasse-in-uk/</link>
					<comments>https://www.i3italy.org/pagare-le-tasse-in-uk/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Cesare G. Ardito]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Feb 2021 15:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I3Italy]]></category>
		<category><![CDATA[NIN]]></category>
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					<description><![CDATA[Guida alle tasse nel Regno Unito: le aliquote, i limiti, il calcolo dello stipendio netto e la national insurance contribution. PAYE e self employment.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-justify has-small-font-size wp-block-paragraph">Nulla in questa pagina costituisce&nbsp;<em>financial advice</em>&nbsp;o&nbsp;<em>tax advice</em>: l’obiettivo è unicamente fornire una guida sintetica e introduttiva al sistema fiscale del Regno Unito.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Per la maggioranza delle persone il sistema fiscale del Regno Unito è di una sorprendente semplicità, sia nella comprensione che nell&#8217;utilizzo.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><span style="text-decoration: underline;">Lavoratori dipendenti: il PAYE</span></h4>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">PAYE (Pay As You Earn) è un sistema attraverso il quale le tasse vengono prelevate direttamente dalla busta paga, semplificando la vita a dipendente e datore di lavoro. È paragonabile al concetto italiano di &#8220;ritenuta&#8221;.</p>



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<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-italyblue-background-color has-background wp-element-button" href="https://www.thesalarycalculator.co.uk/salary.php" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Calcola il tuo salario netto</strong></a></div>
</div>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Esaminando una qualsiasi busta paga, che in inglese si dice <em>payslip</em>, troverete varie voci. Le esaminiamo una per una:</p>



<h5 class="wp-block-heading"><span style="text-decoration: underline;">Tax</span></h5>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Il sistema inglese ha tre aliquote e una soglia di esenzione. La soglia di esenzione è determinata dal vostro tax code, che per la maggioranza delle persone è <strong>1257L</strong>. Questo significa che, in un anno fiscale (che va dal 6 aprile al 5 aprile dell&#8217;anno successivo).</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Non si pagano tasse sui primi £12570 guadagnati.</li>



<li>Si paga un&#8217;aliquota del 20% da £12571 a £50000.</li>



<li>Si paga un&#8217;aliquota del 40% da £50001 a £150000.</li>



<li>Oltre £150,000 lordi l&#8217;aliquota è del 45%.</li>
</ul>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le soglie possono variare di anno in anno. <a href="https://www.gov.uk/income-tax-rates" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Clicca qui per vedere quelle precedenti</a>.</strong></p>
</blockquote>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">In alcuni casi il tax code può essere differente, il che modifica le soglie di calcolo del PAYE. I casi più comuni in cui ciò accade sono qualora si lavori da casa, o se si ha più di un lavoro (in quel caso i £12570 esentasse vengono ripartiti tra i due lavori), o se si guadagnano più di £100000: in quel caso la cifra esentasse viene ridotta di £1 per ogni £2 oltre tale soglia.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph"><em>Se </em><strong>lavorate da casa potete richiedere un rimborso delle tasse pari a circa £6 a settimana</strong><em>. Questo farebbe diventare il vostro tax code </em><strong>1281L</strong><em>. Per farlo, </em><a href="https://www.gov.uk/tax-relief-for-employees/working-at-home" target="_blank" rel="noreferrer noopener">cliccate qui</a><em>.</em></p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Di fatto, dunque, l&#8217;aliquota totale è progressiva e cresce al crescere del guadagno.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Facciamo un esempio: Carlo ha uno stipendio annuale lordo di £60000. I primi £12570 sono esentasse. Sui successivi £37430, viene applicata un&#8217;aliquota del 20%, dunque £7486 in tasse. Infine, sui successivi £10000 viene applicata un&#8217;aliquota del 40%, e dunque £4000 in tasse. In totale, dunque, Carlo pagherà £11486, il che rappresenta il 22,9% di aliquota totale sul proprio stipendio. </p>



<p class="wp-block-paragraph">A questo va aggiunta la national insurance:</p>



<h5 class="wp-block-heading"><strong><span style="text-decoration:underline;">National Insurance&nbsp;(NI)</span></strong></h5>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Il national insurance contribution è l&#8217;equivalente inglese dei contributi previdenziali. Viene calcolato sullo stipendio lordo settimanale:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Fino ad un guadagno di £241 a settimana (che corrisponde a £12570 l’anno) non è dovuto.</li>



<li>Da £242 a £967 a settimana si applica un&#8217;aliquota dell&#8217;8%.</li>



<li>Oltre i £968 a settimana si applica un&#8217;aliquota del 2%.</li>
</ul>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em>Di nuovo, </em><strong>queste soglie possono variare di anno in anno. <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.gov.uk/national-insurance/how-much-you-pay" target="_blank">Clicca qui per vedere quelle attuali</a>.</strong></p>
</blockquote>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Come prima, il contributo alla National Insurance sarà quindi una media dei vari scaglioni. Calcolando come sopra, Carlo pagherebbe quindi £5311.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Chi ha più di un lavoro può accedere al &#8220;deferral&#8221; della NI, nel qual caso i calcoli cambiano.</p>



<h5 class="wp-block-heading"><strong><span style="text-decoration: underline;">Workplace pension</span></strong></h5>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">In moltissimi casi nelle buste paga troverete una terza deduzione: la workplace pension. Vi rimandiamo all&#8217;<a title="Le Pensioni in UK" href="https://www.i3italy.org/2021/02/27/le-pensioni-in-uk/">articolo dedicato</a> per capirne di più, ma ci teniamo a ribadire un concetto: sebbene sia obbligatorio per l&#8217;employer ammettervi in automatico al proprio schema pensionistico, avete il diritto di uscirne e recuperare dunque questi contributi. Tuttavia, uscire dal proprio schema pensionistico <strong>non è quasi mai conveniente</strong>.</p>



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<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-italyblue-background-color has-background wp-element-button" href="https://www.thesalarycalculator.co.uk/salary.php" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Un utile calcolatore per capire la propria busta paga</strong></a></div>
</div>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Qualora riscontraste discrepanze, problemi con il tax code o anche se avete semplicemente domande, potete contattare HMRC (l&#8217;Agenzia delle Entrate inglese). Gli operatori sono estremamente preparati, gentili e possono spesso risolvere direttamente problemi di lieve entità.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.gov.uk/check-income-tax-current-year" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.gov.uk/check-income-tax-current-year</a></li>



<li><span class="type">Telefono: 0300 200 3300</span>.</li>



<li><span class="type">Textphone: 0300 200 3319</span>.</li>



<li><span class="type">Outside UK:</span> +44 135 535 9022.</li>
</ul>



<h4 class="wp-block-heading"><span style="text-decoration: underline;">Self-employed: le &#8220;partite IVA&#8221; inglesi</span></h4>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Cosa deve fare, invece, chi lavora in proprio? Il sistema fiscale è identico (tre aliquote, più la National Insurance) ma ci sono due differenze essenziali:</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Anzitutto è obbligatorio <a title="registrarsi come self-employe" href="https://www.gov.uk/register-for-self-assessment/self-employed" target="_blank" rel="noopener">registrarsi come self-employed</a> non appena i ricavi superano i £1000 (fino a tale cifra sono esentasse). Una volta raggiunta tale soglia, bisognerà inviare un &#8220;Self Assessment Tax Return&#8221; ogni anno: insomma, una dichiarazione dei redditi. Farlo è per fortuna estremamente facile e user-friendly nella maggioranza dei casi: si fa online, tramite moduli di facile utilizzo, e tutte le aliquote e gli scaglioni della National Insurance vengono calcolati in automatico da HMRC.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">La seconda differenza, e l&#8217;unico caveat, è che, per bilanciare il fatto che le tasse vengono versate molto in ritardo rispetto al PAYE, HMRC richiede a chi è self-employed di versare un acconto sulle tasse previste per l&#8217;anno successivo. Ma non preoccupatevi! Tramite email o lettere, riceverete istruzioni precise al riguardo.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Questo vale anche per chi è sia employed che self-employed. In questo caso bisognerà comunque fare un Self Assessment Tax Return, indicando anche i redditi da employed che saranno considerati già tassati (tramite PAYE) ma che si sommeranno al reddito da self-employed per determinare le aliquote corrette.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><span style="text-decoration: underline;">Dividendi, investimenti e proprietà</span></h4>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">La tassazione di investimenti, redditi esteri o simili è separata e procede secondo uno schema preciso: ci sono importi esentasse sotto i quali non è necessario né pagare tasse né inviare una dichiarazione (il &#8220;self assessment&#8221;), divisi in categorie. Se si supera un allowance occorre inviare una dichiarazione dei redditi online, il self assessment, come indicato qui sopra. Esistono ad esempio <a href="https://www.gov.uk/capital-gains-tax/rates" data-type="link" data-id="https://www.gov.uk/capital-gains-tax/rates">capital gain allowance</a> (guadagni su investimenti), <a href="https://www.gov.uk/tax-on-dividends" data-type="link" data-id="https://www.gov.uk/tax-on-dividends">dividend allowance</a> (dividendi), trading allowance (vedi qui sopra), <a href="https://www.gov.uk/guidance/tax-free-allowances-on-property-and-trading-income" data-type="link" data-id="https://www.gov.uk/guidance/tax-free-allowances-on-property-and-trading-income">property income allowance</a> (guadagni generati dalla proprietà, ad esempio affittare un parcheggio), <a href="https://www.gov.uk/rent-room-in-your-home/the-rent-a-room-scheme" data-type="link" data-id="https://www.gov.uk/rent-room-in-your-home/the-rent-a-room-scheme">rent a room allowance</a> (affittare a terzi una stanza nella propria casa), e altre ancora. A volte le aliquote che si applicano sono fisse, altre volte variano in base all&#8217;aliquota secondo cui si pagano le tasse sul proprio guadagno principale.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><span style="text-decoration: underline;">Tra mito e leggenda: farsi &#8220;restituire&#8221; le tasse</span></h4>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Nei gruppi di italiani all&#8217;estero c&#8217;è una domanda frequente: se torno a vivere in Italia, posso farmi restituire le tasse che ho pagato fino a quel momento?</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Molti vi diranno che, sì, è possibile&#8230; la risposta ovviamente è <strong>no</strong>, ma come tutte le leggende anche questa ha un fondo di verità.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Abbiamo visto che il PAYE applica un sistema a tre aliquote basato sul reddito <strong>annuale</strong>, ma che le tasse vengono trattenute in busta paga a cadenza <strong>mensile</strong> o <strong>settimanale</strong>. Cosa succede, quindi, se il reddito cambia durante l&#8217;anno fiscale?</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Facciamo un esempio: Carlo ha un lavoro pagato £60000 all&#8217;anno, e percepisce dunque £5000 di stipendio lordo mensile. Carlo lavora aprile, maggio, e giugno: poi, stanco della pioggia, decide di tornare a vivere in Italia e si licenzia. A questo punto il reddito annuale di Carlo dal punto di vista del Regno Unito sarà non più £60000, ma £15000: bisogna dunque ricalcolare tutto! Nelle sue prime tre buste paga, Carlo ha pagato troppe tasse.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Chi risiede nel Regno Unito e cambia o perde il lavoro non deve fare nulla: al termine di un anno fiscale (aprile), HMRC calcola in automatico le tasse dovute e invia il rimborso tramite assegno, via lettera, o online se si ha un account registrato con loro. Tuttavia, chi lascia il paese non riceverà tale lettera, ed ecco che nasce la leggenda: se lasciate il Regno Unito dovete <a title="dirlo a HMRC tramite questo form" href="https://www.gov.uk/tax-right-retire-abroad-return-to-uk" target="_blank" rel="noopener">dirlo a HMRC tramite questo form</a>, e riceverete indietro una parte delle tasse in eccesso che avete pagato durante quello stesso anno fiscale. Nell&#8217;immaginario collettivo questo rimborso è diventato &#8220;ricevere indietro le tasse&#8221; e c&#8217;è chi, ingenuamente, pensa di poterle richiedere tutte indietro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutto qui! Non potete recuperare tasse versate negli anni precedenti!</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>National Insurance Number</title>
		<link>https://www.i3italy.org/national-insurance-number/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Cesare G. Ardito]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Feb 2021 15:32:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I3Italy]]></category>
		<category><![CDATA[NIN]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://italianiamanchester.com/?p=1970</guid>

					<description><![CDATA[Guida al National Insurance Number. Come si richiede, che documenti servono, a cosa serve e quanto tempo ci vuole per ottenerlo. ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Se siete appena arrivati o ancora in cerca di un lavoro, è obbligatorio disporre del <em>National Insurance number</em> (NIN o NINo), ovvero l&#8217;analogo inglese del codice fiscale. Il NIN va comunicato al proprio datore di lavoro (sarà il datore di lavoro infatti a chiedervelo), ma è necessario anche per altre ragioni (ad esempio ottenere eventuali benefit).</p>



<p class="has-text-align-justify has-blue-color has-text-color wp-block-paragraph">Al momento è permesso lavorare senza NIN, semplicemente completando una &#8220;starter checklist&#8221;. Non tutti i datori di lavoro lo sanno: insistete! Tuttavia, vi consigliamo di fare domanda al più presto e ottenerlo.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph"><strong><span style="text-decoration:underline;">Ma cos&#8217;è esattamente il National Insurance number?</span></strong><br>Ogni persona con un impiego ed uno stipendio al di sopra di <a href="https://www.gov.uk/government/publications/rates-and-allowances-national-insurance-contributions/rates-and-allowances-national-insurance-contributions" data-type="link" data-id="https://www.gov.uk/government/publications/rates-and-allowances-national-insurance-contributions/rates-and-allowances-national-insurance-contributions">una soglia fissata</a>, al di sopra dei 16 anni, o che guadagna più di <a href="https://www.gov.uk/government/publications/rates-and-allowances-national-insurance-contributions/rates-and-allowances-national-insurance-contributions" data-type="link" data-id="https://www.gov.uk/government/publications/rates-and-allowances-national-insurance-contributions/rates-and-allowances-national-insurance-contributions">una soglia fissata</a> se lavoratore autonomo, è tenuto a contribuire al National Insurance, ovvero il fondo statale per pensioni e benefits assistenziali. Il National Insurance Number è in effetti un codice alfanumerico, una sorta di codice fiscale britannico, a cui sono associati i contributi versati negli anni di impiego in UK. Il contributo viene automaticamente dedotto dal tuo stipendio lordo, come descritto <a href="https://italianiamanchester.com/2021/02/26/pagare-le-tasse-in-uk/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">qui</a>.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">In passato il NIN veniva rilasciato insieme ad un tesserino, ma ad oggi non è più così: vi arriverà una lettera contenente il vostro NIN, che starà a voi preservare (in caso di smarrimento <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.gov.uk/lost-national-insurance-number" target="_blank">è possibile richiedere un duplicato a HMRC</a>).</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">Richiedere il NIN è <strong>gratuito</strong> e non comporta spese di alcun tipo</p>
</blockquote>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph"><strong><span style="text-decoration:underline;">Quando posso richiedere il NIN?</span></strong><br>Si richiede il National Insurance number quando si risiede stabilmente in UK e si desidera iniziare a lavorare, sia come dipendenti (employed) sia in autonomia (self-employed). Inoltre, potete richiederlo anche nel caso siate temporaneamente in UK per un tirocinio e voleste pagare volontariamente dei contributi (possono richiederlo tutti quelli che pensano di poter avere dei vantaggi con il NIN).</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Dal 2021 per tutti i cittadini europei che usufruiscono dell&#8217;EU Settlement Scheme per avere il diritto di residenza in UK, per ottenere il NIN <strong>è obbligatorio aver prima ottenuto il Pre-Settled Status o il Settled Status</strong>.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph"><strong><span style="text-decoration:underline;">Come faccio ad ottenere il NIN?</span></strong><br>Chi fa domanda per un visto lavorativo lo riceve a volte in automatico poco dopo aver ricevuto il visto vero e proprio. Analogamente, i britannici lo ricevono in automatico a partire da tre mesi prima del compimento del sedicesimo anno.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Per tutti gli altri, per ottenere il National Insurance number, è necessario fare un&#8217;application online al seguente link:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.apply-national-insurance-number.service.gov.uk/">https://www.apply-national-insurance-number.service.gov.uk/</a></p>
</blockquote>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Per dimostrare che possedete presettled o settled status dovrete inserire un codice ottenuto dal sistema online nel modulo, nell&#8217;apposita sezione.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-large is-resized"><a href="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2021/02/nin2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="750" height="500" src="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2021/02/nin2.jpg?w=750" alt="Postbox in una strada di Londra" class="wp-image-1974" style="width:299px;height:199px" srcset="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2021/02/nin2.jpg 750w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2021/02/nin2-300x200.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /></a></figure>
</div>


<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Le &#8220;truffe</strong>&#8220;</span><br>Cercando sul web, troverete svariate agenzie che promettono di far domanda per il NIN per conto vostro, e di farvelo ottenere, pagando una somma. Usatele se volete, ma sappiate che:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Il National Insurance Number è sempre gratuito.</strong> </li>



<li>Il NIN è un numero da custodire gelosamente, per evitare furti di identità e altri spiacevoli inconvenienti. Le uniche persone a conoscenza del vostro NIN dovreste essere voi, HMRC e il vostro datore di lavoro. </li>
</ul>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Insomma, soldi buttati. Ignorate queste compagnie e fate da voi!</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph"><strong><span style="text-decoration:underline;">Riassumendo, come devo muovermi?</span></strong><br>Se siete in UK senza un visto in quanto cittadini europei entrati prima del 31 Dicembre 2020, dovrete aver ottenuto l&#8217;EU Settlement Scheme (pre-settled o settled status) prima di poter richiedere il NIN.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Bisognerà fare domanda per il NIN online <a href="https://www.apply-national-insurance-number.service.gov.uk/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">cliccando su questo link</a> e rispondendo alle domande.<br>Le domande hanno lo scopo di verificare se avete effettivamente bisogno di un NIN, oppure verificare che non abbiate già un NIN. In alcuni casi vi verrà richiesto l&#8217;attuale indirizzo, in modo da potervi spedire una lettera di invito per il successivo colloquio (interview) negli uffici più vicini. Vi daranno un reference number da annotare: <strong>questo non è un NIN!</strong> Serve solo a rintracciare la vostra application se andasse persa.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Vi verrà chiesto di fornire alcuni documenti come il passaporto o la carta d&#8217;identità, e una prova della vostra residenza in Inghilterra (contratto d&#8217;affitto, lettera della banca etc). Se già lavorate in UK, serviranno inoltre i documenti del vostro attuale datore di lavoro, come una busta paga, oppure una lettera di presentazione del datore di lavoro, in alcuni casi potrebbero richiedere anche il contratto di lavoro. Nel caso in cui siete in cerca di lavoro, vi potranno richiedere i dettagli delle agenzie di collocamento da voi contattate.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Alla fine vi verrà inviato a casa il NIN, ci vorranno non più di <em>8 settimane</em>. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Fonti:</strong><br><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.gov.uk/apply-national-insurance-number" target="_blank">https://www.gov.uk/apply-national-insurance-number</a></p>
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