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	<title>I3Italy</title>
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	<description>Una guida per gli italiani in Inghilterra</description>
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	<title>I3Italy</title>
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		<title>Usare una VPN dall&#8217;Inghilterra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[I3ItalyStaff]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 20:11:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[Parliamo di cos'è una VPN, a cosa serve, e quali consigliamo a un italiano in Inghilterra.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi anni l’accesso a molti servizi online è diventato più frammentato: restrizioni sui cookies, banner sulla privacy,  account obbligatori e verifiche dell&#8217;età hanno reso la navigazione meno immediata rispetto al passato. Nel Regno Unito dal 25 luglio 2025 i siti e le app che permettono l’accesso a contenuti per adulti devono usare <a href="https://www.gov.uk/government/publications/online-safety-act-explainer/online-safety-act-explainer" data-type="link" data-id="https://www.gov.uk/government/publications/online-safety-act-explainer/online-safety-act-explainer">sistemi robusti di verifica dell&#8217;età</a>: scansione del volto o di un documento di identità, utilizzo di una carta di credito, e così via. Dal 2027 il tema potrebbe allargarsi anche ai social media, con nuove proposte per limitare l’accesso dei minori di 16 anni e controllare meglio alcune funzioni delle piattaforme. Anche l&#8217;Italia ha introdotto <a href="https://www.agendadigitale.eu/cittadinanza-digitale/identita-digitale/porno-accesso-con-verifica-delleta-tutti-i-dubbi-chiariti/" data-type="link" data-id="https://www.agendadigitale.eu/cittadinanza-digitale/identita-digitale/porno-accesso-con-verifica-delleta-tutti-i-dubbi-chiariti/">alcune restrizioni di questo tipo</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Molti servizi online applicano regole diverse in base al paese da cui risulta provenire la connessione. A tale scopo viene utilizzato come fonte primaria l&#8217;indirizzo IP, che è un codice numerico che identifica il proprio dispositivo sul web e che è, di solito, <a href="https://whatismyipaddress.com/ip-lookup" data-type="link" data-id="https://whatismyipaddress.com/ip-lookup">facilmente possibile localizzare</a>. Trattandosi dell&#8217;indirizzo necessario per ricevere i dati del sito che si visita, non è possibile occultarlo. Una VPN interviene su questo aspetto tecnico. Il dispositivo dell’utente si collega prima a un server della VPN, e da quel server prosegue poi verso il sito richiesto. Il sito vede quindi la connessione come proveniente dal server VPN, non direttamente dalla rete domestica o mobile dell’utente. Questo può permettere di scegliere il paese da cui appare provenire la connessione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le verifiche dell’età hanno una finalità dichiarata: impedire ai minori di accedere a contenuti non adatti. Per gli adulti, però, questi sistemi pongono anche questioni pratiche di privacy e sicurezza. Alcuni strumenti richiedono dati biometrici, fotografie di documenti, dati finanziari o verifiche tramite soggetti terzi. La mancanza di un sistema unico e riconoscibile può inoltre rendere difficile distinguere un servizio affidabile da uno costruito male, da uno che espone l&#8217;utente a rischi inutili o addirittura da uno costruito per rubare dati personali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo contesto, per un adulto è opportuno valutare di dotarsi di una VPN come strumento di protezione della connessione, riduzione del tracciamento basato sull’indirizzo IP e gestione più flessibile della propria presenza online.</p>



<p class="has-text-align-center alignwide has-nv-dark-bg-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-726fa4b7f4ad59f289abdb9cd2e3fbbe wp-block-paragraph"><strong>In breve: noi consigliamo <a href="https://refer-nordvpn.com/DZeoXJfIPyi" data-type="link" data-id="https://refer-nordvpn.com/DZeoXJfIPyi">NordVPN</a> (a pagamento) o <a href="https://protonvpn.com/free-vpn" data-type="link" data-id="https://protonvpn.com/free-vpn">ProtonVPN</a> (gratuita).</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Cos&#8217;è una VPN?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Una VPN, sigla di Virtual Private Network, è uno strumento che crea una connessione protetta tra il proprio dispositivo e internet. Con una VPN il proprio dispositivo non si collega direttamente ai siti che si visitano: invece, si collega prima a un server della VPN, ed è da quel server che parte poi la connessione verso il sito richiesto. Il sito non vede direttamente l’indirizzo IP della connessione domestica o mobile, ma quello del server della VPN, e pensa quindi che la connessione provenga da quell&#8217;indirizzo IP.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad esempio se si attiva una VPN il cui server si trova in Italia, tutti i siti web che si visitano vedranno una connessione italiana e si comporteranno di conseguenza. Ad esempio i siti web di streaming mostreranno, di solito, il catalogo italiano e i siti web applicheranno le impostazioni italiane su blocchi, restrizioni e funzionalità. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La maggioranza delle VPN commerciali possiede server in (quasi) tutti i paesi del mondo, e permette all&#8217;utente di scegliere dove trovarsi.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img data-dominant-color="e4817a" data-has-transparency="false" fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="702" src="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2026/06/image-1024x702.avif" alt="" class="wp-image-16468 not-transparent" style="--dominant-color: #e4817a; aspect-ratio:1.4587108330521015;width:510px;height:auto" srcset="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2026/06/image-1024x702.avif 1024w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2026/06/image-300x206.avif 300w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2026/06/image-768x527.avif 768w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2026/06/image.avif 1120w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il sito web vede una connessione dall&#8217;Italia: in realtà, l&#8217;utente si trova nel Regno Unito!</figcaption></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Un altro utilizzo comune di una VPN è nel business: molti lettori ne avranno una fornita dal proprio datore di lavoro che è obbligatorio utilizzare per accedere ai contenuti web e server interni dell&#8217;azienda.</p>



<h2 class="wp-block-heading">A cosa serve una VPN</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo vantaggio di una VPN riguarda la sicurezza della connessione. Infatti praticamente ogni VPN applica crittografia al traffico tra il dispositivo e il server VPN, rendendolo illeggibile. Questo risulta molto utile quando si usa una rete Wi-Fi pubblica, per esempio in aeroporto, in hotel, in biblioteca o in un bar, perché impedisce a chiunque si trovi sulla stessa rete di &#8220;spiare&#8221; la vostra attività: vedrebbe solo traffico da e per un server VPN.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro dei vantaggi più comuni di una VPN è che permette di <strong>mascherare la propria posizione</strong>, potendo comunicare di trovarsi altrove nel mondo. Ancora, una VPN è molto utile se ci si trova all&#8217;estero e si desidera navigare sul web come se ci si trovasse ancora a casa propria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono inoltre vantaggi notevoli riguardo la privacy: se è vero che non basta cambiare indirizzo IP per rendersi anonimi sul web, certamente farlo aiuta molto. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Concretamente, un italiano in Inghilterra potrebbe beneficiare di una VPN commerciale per:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Visualizzare contenuti riservati a chi si collega dall&#8217;Italia, come dirette televisive o streaming.</li>



<li>Visualizzare i cataloghi italiani di servizi di streaming on-demand come Youtube, Netflix o RaiPlay.</li>



<li>Gestire il paese da cui appare provenire la connessione: questo può essere rilevante in un contesto in cui alcuni siti applicano controlli diversi a seconda del paese.</li>



<li>Tutelare la propria privacy sul web mascherando il proprio indirizzo IP.</li>



<li>Utilizzare connessioni wifi pubbliche o aperte in modo più sicuro.</li>



<li>Utilizzare siti web, account o applicazioni ristrette in alcuni paesi esteri. Questo può riguardare, per esempio, servizi bancari, app di supermercati, piattaforme commerciali o account digitali che limitano alcune funzioni quando l&#8217;utente si trova all’estero.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Sapevate, ad esempio, che i siti di alcuni enti pubblici italiani sono accessibili solamente dall&#8217;Italia? E anche per quelli di solito accessibili dall&#8217;estero a volte non è così: nel caso di attacchi ddos in corso, l&#8217;accesso viene limitato agli IP italiani. È accaduto ad esempio nel 2024 per i siti consolari per un&#8217;intera settimana. Accade spesso anche per <a href="https://prenotami.esteri.it" data-type="link" data-id="https://prenotami.esteri.it">Prenot@mi</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">È legale usare una VPN?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel Regno Unito <strong>l’uso di una VPN è legale</strong>. Le VPN vengono utilizzate ogni giorno da aziende, studenti, governo, lavoratori da remoto e in generale da chiunque desideri proteggere la propria connessione o accedere a reti interne. <a href="https://cyberdefensewire.com/new-study-shows-which-countries-use-vpn-most-and-least/" data-type="link" data-id="https://cyberdefensewire.com/new-study-shows-which-countries-use-vpn-most-and-least/">È stato stimato</a> che, nel 2025, circa il 19% degli utenti nel Regno Unito ha usato regolarmente una VPN.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Naturalmente non è legale usare una VPN per qualsiasi attività illegale, proprio come per qualsiasi altro strumento. Un&#8217;attività lecita resta lecita anche se svolta tramite VPN. Un&#8217;attività illecita resta illecita anche se svolta tramite VPN.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche nell&#8217;ambito dell&#8217;Online Safety Act, il governo britannico ha chiarito che <a href="https://www.gov.uk/government/news/keeping-children-safe-online-changes-to-the-online-safety-act-explained" data-type="link" data-id="https://www.gov.uk/government/news/keeping-children-safe-online-changes-to-the-online-safety-act-explained">le VPN restano legali e non sono vietate</a>, anche se ha ammesso che rappresentano un grosso ostacolo riguardo l&#8217;applicazione pratica dei controlli basati sulla localizzazione geografica. È un orientamento diffuso nei paesi democratici: pensate che gli unici paesi nel mondo a bloccare o limitare l&#8217;utilizzo delle VPN commerciali sono Corea del Nord, Turkmenistan, Bielorussia, Iraq, Cina, Russia, Iran, Emirati Arabi Uniti, Oman, Turchia, Pakistan e Myanmar.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Limiti e svantaggi</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Esistono anche alcuni possibili svantaggi, che elenchiamo qui sotto. È opportuno però menzionare che è, di solito, molto semplice disattivare la VPN (anche temporaneamente) se necessario.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Una VPN può ridurre la velocità della connessione, anche se le principali VPN commerciali garantiscono velocità più che accettabili per l&#8217;utilizzo quotidiano.</li>



<li>Alcuni siti possono bloccare o limitare le connessioni VPN. Ad esempio Wikipedia non permette di modificare alcun articolo se ci si collega con una VPN, per combattere lo spam.</li>



<li>Utilizzare una VPN presume fiducia implicita nel fornitore: infatti, tutto il proprio traffico passerà attraverso i server del servizio scelto (anche se, se si usa https, sarà ulteriormente crittografato). Per questo è opportuno usare fornitori conosciuti, con politiche chiare sulla gestione dei dati e verifiche indipendenti. In particolare è opportuno stare molto attenti alle VPN gratuite, perché il modello economico può prevedere limiti tecnici, pubblicità, raccolta di dati o altri compromessi&#8230; a meno che non vengano fornite come parte di un pacchetto più ampio di servizi <a href="https://protonvpn.com/free-vpn" data-type="link" data-id="https://protonvpn.com/free-vpn">come Proton VPN</a>.</li>



<li>Usare una VPN, soprattutto dall&#8217;estero, può causare violazioni dei termini di servizio o delle regole (ad esempio a lavoro) in molte situazioni.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Noi vi consigliamo NordVPN</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>NordVPN</strong> è uno dei servizi VPN più noti e utilizzati a livello internazionale. Si tratta della VPN che usiamo anche noi del team!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il motivo principale per cui ve lo consigliamo tra i tanti è la <strong>semplicità di utilizzo</strong>, che permette anche ad utenti non esperti di avvalersi di una VPN con notevole facilità. Con il nostro link di referral, oltre a <a href="https://www.i3italy.org/sostieni-i3italy/" data-type="post" data-id="5680">sostenere I3Italy</a>, avrete tre mesi gratis di prova (acquistando un piano annuale). Se non vi piacesse, cancellare è molto semplice tramite il pannello di controllo del proprio account.</p>



<div class="wp-block-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-fe48e5de wp-block-buttons-is-layout-flex">
<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-neve-link-hover-color-background-color has-background wp-element-button" href="https://refer-nordvpn.com/DZeoXJfIPyi">Prova NordVPN</a></div>
</div>



<p class="wp-block-paragraph">NordVPN è disponibile per computer, smartphone, tablet e molti altri dispositivi. È anche possibile, per utenti esperti, configurare direttamente il proprio router per utilizzare NordVPN. Un singolo abbonamento permette di usare il servizio su più dispositivi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il servizio dichiara una politica <strong>no-logs</strong>, cioè afferma di non conservare registri dell’attività online degli utenti. Tale politica è stata sottoposta più volte a verifiche indipendenti, l&#8217;ultima volta da Deloitte a dicembre 2025.</p>



<p class="wp-block-paragraph">NordVPN include anche diverse funzionalità aggiuntive incluse nel piano che possono essere utili:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Server offuscati</strong>: alcuni siti web bloccano le VPN o ne limitano la navigazione. Questa è una funzione pensata per rendere più stabile l’uso della VPN su reti che limitano o interferiscono con questo tipo di traffico.</li>



<li><strong>Protezione da malware e truffe</strong>: questa funzionalità opzionale permette di bloccare alcuni siti web con bassa reputazione o fasulli.</li>



<li><strong>Meshnet</strong>: permette di collegare i propri dispositivi in una rete interna unica e spostare facilmente files.</li>



<li><strong>Dark Web monitor</strong>: un servizio che avvisa l&#8217;utente quando la propria email appare in dei dati sottratti ad un&#8217;azienda, consigliando di cambiare la password.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Altre funzionalità a pagamento includono un indirizzo IP personale (anziché condiviso con altri utenti) e un password manager.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche dal punto di vista del costo NordVPN risulta conveniente, in particolare su piani annuali o pluriennali, con un costo contenuto (noi paghiamo £2.59 al mese, e cliccando sul link vedrete il prezzo del momento).</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img data-dominant-color="96ba5c" data-has-transparency="false" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2026/06/image-3-1024x682.avif" alt="" class="wp-image-16472 not-transparent" style="--dominant-color: #96ba5c; aspect-ratio:1.5021520036356832;width:274px;height:auto" srcset="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2026/06/image-3-1024x682.avif 1024w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2026/06/image-3-300x200.avif 300w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2026/06/image-3-768x511.avif 768w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2026/06/image-3-930x620.avif 930w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2026/06/image-3.avif 1400w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</div>


<div class="wp-block-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-fe48e5de wp-block-buttons-is-layout-flex">
<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-neve-link-hover-color-background-color has-background wp-element-button" href="https://refer-nordvpn.com/DZeoXJfIPyi">Prova NordVPN</a></div>
</div>



<h2 class="wp-block-heading">La migliore VPN gratuita: ProtonVPN</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per chi non desiderasse un servizio a pagamento, esistono anche VPN gratuite ma, come già detto, è più complicato fidarsi di un servizio gratuito. Prima di usare una VPN gratuita è opportuno verificare come si finanzia il servizio, quali dati raccoglie e a chi li cede o vende.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alcune VPN commerciali offrono anche una VPN gratuita, ma spesso è molto lenta o ha significativi limiti di utilizzo. Ne abbiamo provate varie ed è emerso un chiaro vincitore: <a href="https://protonvpn.com/free-vpn" data-type="link" data-id="https://protonvpn.com/free-vpn">ProtonVPN</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Proton è un&#8217;azienda leader nel campo della privacy e della protezione dei dati personali, e offre una VPN gratuita (per un singolo dispositivo). Proton dichiara che il piano gratuito non contiene pubblicità, non registra l’attività online dell’utente e non prevede un limite mensile di dati.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><a href="https://protonvpn.com/free-vpn"><img data-dominant-color="2f9b7f" data-has-transparency="false" decoding="async" width="300" height="168" src="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2026/06/image-4.avif" alt="" class="wp-image-16473 not-transparent" style="--dominant-color: #2f9b7f; aspect-ratio:1.7858803832201655;width:166px;height:auto"/></a></figure>
</div>


<div class="wp-block-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-fe48e5de wp-block-buttons-is-layout-flex">
<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-italypurple-background-color has-background wp-element-button" href="https://protonvpn.com/free-vpn">Scarica ProtonVPN</a></div>
</div>



<h2 class="wp-block-heading">Altre VPN</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto riguarda le VPN a pagamento, un&#8217;altra opzione popolare e con un&#8217;ottima reputazione è <a href="https://mullvad.net/it/pricing" data-type="link" data-id="https://mullvad.net/it/pricing">Mullvad VPN</a> che, però, costa circa il 40% in più. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra quelle più economiche c&#8217;è anche <a href="https://surfshark.com/pricing" data-type="link" data-id="https://surfshark.com/pricing">Surfshark</a>, ma provandola ci è sembrata meno facile da utilizzare e leggermente più lenta.</p>
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		<title>Trasmissione della cittadinanza italiana a chi nasce all&#8217;estero</title>
		<link>https://www.i3italy.org/cittadinanza/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[I3ItalyStaff]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jul 2025 18:26:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I3Italy]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[La nuova legge n.74 sulla trasmissione della cittadinanza italiana ai nati all'estero. Normativa, esempi, impatto e consigli.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph">Questo articolo si riferisce alle regole più aggiornate in vigore in seguito all&#8217;entrata in vigore della <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2025-05-23&amp;atto.codiceRedazionale=25A03081&amp;elenco30giorni=false" data-type="link" data-id="https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2025-05-23&amp;atto.codiceRedazionale=25A03081&amp;elenco30giorni=false">Legge n.74/2025</a> che ha convertito, con modificazioni, il Decreto Legge 28 marzo 2025 n.36. Questo articolo ha un focus sugli italiani nel Regno Unito: pertanto, alcune delle affermazioni ivi contenute potrebbero implicitamente omettere informazioni o discriminanti rilevanti per altri paesi. Questo articolo non fornisce consigli legali e ha finalità illustrativa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal 23 maggio 2025 sono profondamente cambiate le regole sulla trasmissione della cittadinanza italiana per discendenza, cioè da un genitore al figlio, in tutti i casi in cui il figlio nasce all&#8217;estero. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Se prima era di fatto automatica e garantita, adesso non lo è, e avviene solo <strong>in alcuni casi</strong> e con diverse fattispecie e adempimenti per i genitori. In questo articolo descriviamo la normativa, e forniamo alcuni esempi e risorse utili ad orientarsi. La guidance non è esaustiva e ci sono casi sui quali interpretazioni diverse potrebbero dare esiti diversi: consigliamo, in caso di dubbi, di chiedere un consiglio legale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Hai fretta? Il questionario è creato per rispondere velocemente a tutte le tue domande:</p>



<div class="wp-block-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-fe48e5de wp-block-buttons-is-layout-flex">
<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-nv-c-1-background-color has-background has-text-align-center wp-element-button" href="https://i3italy.fillout.com/cittadinanza">Questionario per autodeterminare la situazione per un bambino (in Italiano)</a></div>



<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-italyblue-background-color has-background wp-element-button" href="https://i3italy.fillout.com/nationality">Questionnaire to self-assess a child&#8217;s status (in English)</a></div>
</div>



<p class="wp-block-paragraph">A chi sta per avere un figlio consigliamo anche la lettura dell&#8217;articolo &#8220;<a href="https://www.i3italy.org/avere-un-bambino-in-inghilterra/" data-type="post" data-id="5770">Avere un bambino in Inghilterra</a>&#8220;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Descrizione della normativa</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La normativa interrompe l&#8217;automatismo della trasmissione per i figli di cittadini italiani che nascono fuori dal territorio italiano: in altre parole, per i nati all&#8217;estero, <strong>non basta più essere figli di un genitore italiano per essere italiani</strong>. Si è italiani, o si può diventarlo, solo in alcuni casi.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img data-dominant-color="b98e6b" data-has-transparency="false" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" src="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2025/07/regolecitt25-1024x1024.avif" alt="" class="wp-image-15663 not-transparent" style="--dominant-color: #b98e6b; width:472px;height:auto" srcset="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2025/07/regolecitt25-1024x1024.avif 1024w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2025/07/regolecitt25-300x300.avif 300w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2025/07/regolecitt25-150x150.avif 150w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2025/07/regolecitt25-768x768.avif 768w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2025/07/regolecitt25.avif 1080w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Chi <strong>nasce in Italia</strong> da almeno un genitore italiano è sempre <strong>cittadino italiano dalla nascita</strong> 🟢.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per chi nasce <strong>fuori dall&#8217;Italia</strong>, i casi in cui la cittadinanza viene ancora trasmessa sono i seguenti. È sufficiente che si rientri in una sola delle fattispecie per garantire la trasmissione.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Chi ha almeno un genitore cittadino italiano dalla nascita che ha <strong>vissuto in Italia per almeno due anni</strong> consecutivi prima della nascita del bambino è <strong>cittadino italiano dalla nascita</strong> 🟢.</li>



<li>Chi ha almeno un genitore cittadino italiano acquisito che ha <strong>vissuto in Italia per almeno due anni</strong> consecutivi prima della nascita del bambino e dopo aver acquisito la cittadinanza italiana è <strong>cittadino italiano dalla nascita</strong> 🟢.</li>



<li>Chi ha almeno un genitore che è <strong>esclusivamente cittadino italiano</strong>, cioè non ha altre cittadinanze, è <strong>cittadino italiano dalla nascita</strong> 🟢. </li>



<li>Chi ha almeno un nonno che è <strong>esclusivamente cittadino italiano</strong>, cioè non ha altre cittadinanze, o lo era al momento della morte (se deceduto), è <strong>cittadino italiano dalla nascita</strong> 🟢. </li>



<li>Chi <strong>non ha diritto ad altre cittadinanze</strong> alla nascita, e non può acquisirne tramite &#8220;semplice dichiarazione&#8221;, è <strong>cittadino italiano dalla nascita</strong> 🟢. </li>



<li>Chi ha almeno un genitore cittadino italiano dalla nascita (oppure riconosciuto come cittadino iure sanguinis) e non è cittadino italiano dalla nascita può <strong>acquisire la cittadinanza italiana per beneficio di legge</strong> se i genitori presentano una dichiarazione entro tre anni dalla nascita 🟠.</li>



<li>Chi ha almeno un genitore cittadino italiano dalla nascita (oppure riconosciuto come cittadino iure sanguinis), non è cittadino italiano dalla nascita e aveva meno di 18 anni alla data del 23 maggio 2025 può <strong>acquisire la cittadinanza italiana per beneficio di legge</strong> se viene presentata da lui o dai genitori una dichiarazione entro il 31 maggio 2029🟠.</li>



<li>Se non si applica nessuna di queste condizioni, il bambino non è cittadino italiano 🔴.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Per &#8220;genitore&#8221; intendiamo chi appare sul certificato di nascita come tale. Si applicano regole simili, ma non identiche, nel caso di adozioni che non approfondiamo in questo articolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alcune precisazioni e risposte a domande frequenti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Se si rientra in più di un caso, si può scegliere di quale avvalersi quando si registra. Per ridurre costi e complessità della pratica, a chi rientra in più di una casistica consigliamo di privilegiare la <strong>residenza del genitore per 2 anni</strong>, poi l&#8217;<strong>esclusiva cittadinanza del nonno</strong>, poi l&#8217;<strong>esclusiva cittadinanza del genitore</strong> e infine il <strong>non-diritto ad altre cittadinanze</strong>.</li>



<li>Se un cittadino italiano vive due anni consecutivi in Italia &#8220;riguadagna&#8221; il diritto di trasmissione della cittadinanza ai figli nati all&#8217;estero.</li>



<li>I due anni devono risultare dal certificato di residenza storica, cioè si usa la residenza e devono risultare almeno 730 (o 731 se durante anni bisestili) giorni consecutivi di residenza in Italia.</li>



<li>Chi era già registrato come cittadino, o aveva iniziato la procedura formale di riconoscimento o domanda, alla data del 27 marzo 2025 rimane cittadino sulla base delle vecchie regole.</li>



<li>Esistono meccanismi agevolati per ottenere la cittadinanza italiana trasferendosi in Italia, come una fattispecie dichiarativa per minori (se i genitori presentano dichiarazione e il minore vive per due anni in Italia è cittadino) o un visto lavorativo per italo-discendenti. </li>



<li>Chi viene riconosciuto come cittadino per &#8220;jure sanguinis&#8221; è considerato tale dalla nascita, anche retroattivamente. Tuttavia, ciò <strong>non dà diritto ad effettuare la dichiarazione di acquisto per i figli già nati</strong> se hanno più di tre anni di età. Infatti la deroga al 31 maggio 2029 non si applica ai cittadini JS riconosciuti sulla base di una domanda presentata dopo il 28 marzo 2025. Se i figli rientrassero nei casi &#8220;verdi&#8221;, andrebbe fatta una domanda autonoma di riconoscimento JS.</li>



<li>In una fase iniziale venivano richiesti i certificati di residenza storica e di cittadinanza, che vanno ottenuti dai Comuni in Italia: non sono tra quelli <a href="https://www.i3italy.org/certificati-italiani-dallestero/" data-type="link" data-id="https://www.i3italy.org/certificati-italiani-dallestero/">scaricabili da ANPR</a>. Tuttavia <a href="https://www.facebook.com/i3italy/posts/pfbid0cLxgiPte7RkrpcfviX3utXwy1rJDCvBMbfpNm49VSeWUxtUnf431uHPibucMv4epl?__cft__[0]=AZWr7t6qXJfGRa_7LVoSw3L71Vah7GZpGddRRvDA2jQKkic7t2p-vmMiXZeghKqb1p0JRHJUCXBLtoFw_fUqNAOvs1FFEuNf610PUbF5-1eVk4O-Lr3tg48S31GylNJEaoy8Rxt5yZQSwDN_pjjKE5Ha5GhiyzAEY3o6TvwvlESahQ&amp;__tn__=%2CO%2CP-R" data-type="link" data-id="https://www.facebook.com/i3italy/posts/pfbid0cLxgiPte7RkrpcfviX3utXwy1rJDCvBMbfpNm49VSeWUxtUnf431uHPibucMv4epl?__cft__[0]=AZWr7t6qXJfGRa_7LVoSw3L71Vah7GZpGddRRvDA2jQKkic7t2p-vmMiXZeghKqb1p0JRHJUCXBLtoFw_fUqNAOvs1FFEuNf610PUbF5-1eVk4O-Lr3tg48S31GylNJEaoy8Rxt5yZQSwDN_pjjKE5Ha5GhiyzAEY3o6TvwvlESahQ&amp;__tn__=%2CO%2CP-R">da settembre <strong>sono accettate le autocertificazioni</strong> al posto di questi certificati</a>, in conformità con l&#8217;<a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?:2000;445~art40!vig=" data-type="link" data-id="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?:2000;445~art40!vig=">art. 40 del DPR n.445/2000</a> che dispone che i certificati siano sempre sostituiti da autocertificazioni nei rapporti tra organi della pubblica amministrazione.</li>



<li>Non sono invece accettate autocertificazioni per attestare il mancato possesso di altre cittadinanze diverse da quella italiana.</li>



<li>Se fossero comunque richiesti, i certificati vanno richiesti <strong>con marca da bollo o in carta libera</strong>? Al momento non è chiaro e enti diversi applicano prassi diverse. Come menzionato, normalmente i certificati tra organi della PA sono vietati e si usano le autocertificazioni &#8211; questa sarebbe un&#8217;eccezione, e la prassi è dunque incerta. Nel dubbio consigliamo di domandare al Consolato di riferimento o al Comune, e nel caso di incertezza di preferire quelli con marca da bollo in questa fase iniziale, sperando che presto la guidance diventi esplicita.</li>



<li>Le informazioni sulla residenza storica sono richieste nella maggioranza dei casi, ma con finalità distinte: può servire a dimostrare la residenza in Italia per due anni del genitore, oppure a fornire uno storico dei paesi in cui il genitore ha risieduto che determina quali documenti di &#8220;non naturalizzazione&#8221; vanno prodotti nella casistica &#8220;genitore esclusivamente italiano&#8221;.</li>



<li>Un cittadino per beneficio di legge <strong>non è cittadino per nascita</strong>&nbsp;e dunque non potrà a sua volta presentare una dichiarazione per i suoi figli in futuro.</li>



<li>La prova di non-naturalizzazione britannica ufficiale è quella fornita da Home Office: il <a href="https://www.gov.uk/government/publications/apply-for-proof-that-you-do-not-have-british-citizenship-form-nq" data-type="link" data-id="https://www.gov.uk/government/publications/apply-for-proof-that-you-do-not-have-british-citizenship-form-nq">form NQ</a>, che costa ben £459 (più apostille e traduzione). Tuttavia i Consolati sono disposti a considerare anche prove alternative. Come esempi vengono menzionati share codes, e dichiarazioni di diritto di voto esclusivamente per le elezioni amministrative rilasciate dal Council.<br>Sottolineamo però che il semplice &#8220;share code&#8221; non può, da solo, essere ritenuto sufficiente. Purtroppo infatti l&#8217;account UKVI di chi si naturalizza <a href="https://www.i3italy.org/doppia-cittadinanza/" data-type="post" data-id="7614">rimane quasi sempre attivo</a>, e dunque la maggioranza degli italo-britannici naturalizzati di recente può generare share codes validi.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Queste nuove regole si applicano anche a tutte le domande di riconoscimento della cittadinanza &#8220;<strong>iure sanguinis</strong>&#8220;, cioè quelle degli italo-discendenti. <strong>Chi ha avi italiani non avrà dunque più diritto a diventare italiano</strong>, a meno che non rientri in una delle casistiche qui sopra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Qualora fossero accettate autocertificazioni al posto dei certificati, <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-nv-c-2-color">fate molta attenzione a non autocertificare il falso</mark> </strong>per errore, comodità o guadagno personale. <a href="https://www.brocardi.it/codice-penale/libro-secondo/titolo-vii/capo-iv/art495.html" data-type="link" data-id="https://www.brocardi.it/codice-penale/libro-secondo/titolo-vii/capo-iv/art495.html">Le conseguenze penali sono serissime</a>, con la reclusione da due a sei anni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come muoversi</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo passo è capire in quale situazione ci si trova. A tale scopo, abbiamo realizzato una <strong>flowchart</strong>:</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img data-dominant-color="b29666" data-has-transparency="false" loading="lazy" decoding="async" width="2171" height="1080" src="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2025/07/flowchart25.avif" alt="" class="wp-image-15664 not-transparent" style="--dominant-color: #b29666; width:805px;height:auto" srcset="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2025/07/flowchart25.avif 2171w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2025/07/flowchart25-300x149.avif 300w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2025/07/flowchart25-1024x509.avif 1024w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2025/07/flowchart25-768x382.avif 768w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2025/07/flowchart25-1536x764.avif 1536w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2025/07/flowchart25-2048x1019.avif 2048w" sizes="auto, (max-width: 2171px) 100vw, 2171px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">e un <strong>questionario</strong> che può aiutare ad orientarsi tra le varie casistiche e fornisce i link giusti alla guidance consolare sul tema (clicca sull&#8217;immagine!):</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><a href="https://i3italy.fillout.com/cittadinanza"><img loading="lazy" decoding="async" width="1202" height="676" src="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2025/07/image-3.avif" alt="" class="wp-image-14568" style="width:432px;height:auto" srcset="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2025/07/image-3.avif 1202w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2025/07/image-3-300x169.avif 300w" sizes="auto, (max-width: 1202px) 100vw, 1202px" /></a></figure>
</div>


<div class="wp-block-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-fe48e5de wp-block-buttons-is-layout-flex">
<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-italyblue-background-color has-background wp-element-button" href="https://i3italy.fillout.com/nationality">Questionnaire to self-assess a child&#8217;s status (in English)</a></div>
</div>



<p class="wp-block-paragraph">Naturalmente, i risultati sono indicativi e dipendono dalle risposte fornite e dalle vostre auto-valutazioni. Non si tratta dunque di consigli legali, e consigliamo di rivolgersi a professionisti abilitati oppure ai Consolati a chi ne avesse bisogno.</p>



<h3 class="wp-block-heading">🟢 Cittadino italiano dalla nascita: registrazione</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Se il bambino è nei casi &#8220;verdi&#8221;, cioè è cittadino italiano dalla nascita anche secondo la nuova legge, <strong>occorre registrarne la nascita al Consolato di riferimento</strong>. Si ha tempo fino ai 18 anni di età per farlo (anche se consigliamo di provvedere al più presto). Si tratta di una procedura di stato civile per cui occorre il certificato tradotto e apostillato, alcuni moduli e documenti dei genitori, e certificati idonei a dimostrare che il bambino ha appunto diritto alla trasmissione della cittadinanza, che variano a seconda dei casi. Il <a href="https://i3italy.fillout.com/cittadinanza" data-type="link" data-id="https://i3italy.fillout.com/cittadinanza">questionario</a> vi fornisce links alla guidance dei tre Consolati nel Regno Unito rilevante per la vostra situazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Molto spesso si rientra in più di un caso e occorre dunque scegliere di quale fattispecie avvalersi: per via degli adempimenti documentali richiesti, a chi rientra in più di una casistica consigliamo di privilegiare la <strong>residenza del genitore per 2 anni</strong>, poi l&#8217;<strong>esclusiva cittadinanza del nonno</strong>, poi l&#8217;<strong>esclusiva cittadinanza del genitore</strong> e infine il <strong>non-diritto ad altre cittadinanze</strong>. Il motivo è molto semplice: la residenza si dimostra con un semplice certificato, l&#8217;esclusiva cittadinanza può invece essere complessa&#8230; soprattutto per chi ha vissuto nel Regno Unito: la prova di non-naturalizzazione fornita da Home Office è il form NQ e costa ben £459 (più apostille e traduzione), e sebbene siano possibili prove alternative esse dipendono da caso a caso.</p>



<h3 class="wp-block-heading">🟠 Cittadino italiano per beneficio di legge: dichiarazione</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Se il bambino è nei casi &#8220;arancioni&#8221;, cioè non è cittadino italiano dalla nascita ma ha diritto a diventarlo, occorre che i genitori presentino una dichiarazione di volontà dell’acquisto&nbsp;in Consolato <strong>entro tre anni dalla nascita</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre a produrre la documentazione necessaria per registrare la nascita, occorre prenotare un appuntamento tramite email e presentarsi fisicamente. La procedura non prevede costi aggiuntivi dal 30 dicembre 2025. Si tratta di una procedura che può richiedere tempo: <strong>consigliamo agli interessati di muoversi prima possibile</strong>. Il <a href="https://i3italy.fillout.com/cittadinanza" data-type="link" data-id="https://i3italy.fillout.com/cittadinanza">questionario</a> vi fornisce links alla guidance dei tre Consolati nel Regno Unito rilevante per la vostra situazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In via eccezionale è in vigore una <strong>deroga</strong> secondo cui se il bambino è figlio di almeno un genitore italiano dalla nascita (o riconosciuto iure sanguinis), era minorenne in data 23 maggio 2025, la dichiarazione di volontà dell’acquisto al Consolato può essere presentata&nbsp;<strong>entro il 31 maggio 2029</strong>. Devono farlo i genitori, o il bambino stesso se avesse nel frattempo compiuto 18 anni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine, per completezza, menzioniamo che nel caso di trasferimento in Italia un minorenne figlio di almeno un genitore italiano dalla nascita (o riconosciuto iure sanguinis) si può fare la dichiarazione di cui sopra anche oltre il termine dei tre anni, ma impegnandosi a risiediere in Italia per i successivi due anni.</p>



<h3 class="wp-block-heading">🔴 Il bambino non è cittadino italiano </h3>



<p class="wp-block-paragraph">Ci dispiace. Anzitutto: siete sicuri? La nuova normativa, per quanto complessa, tende ad includere la maggioranza dei figli e nipoti di emigrati dall&#8217;Italia, quindi prima di gettare la spugna raccomandiamo di approfondire o magari chiedere una consulenza legale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se fosse confermato, <strong>consigliamo di mantenervi aggiornati</strong>. È verosimile che ci siano altre modifiche a questa normativa nel prossimo futuro, ed è bene essere pronti a registrare il proprio figlio se, in futuro, la legge tornasse ad essere più generosa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Esempi</h2>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img data-dominant-color="bd8d6c" data-has-transparency="false" loading="lazy" decoding="async" width="1080" height="1080" src="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2025/07/primoex.avif" alt="" class="wp-image-15668 not-transparent" style="--dominant-color: #bd8d6c; width:462px;height:auto" srcset="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2025/07/primoex.avif 1080w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2025/07/primoex-300x300.avif 300w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2025/07/primoex-1024x1024.avif 1024w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2025/07/primoex-150x150.avif 150w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2025/07/primoex-768x768.avif 768w" sizes="auto, (max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Il primo esempio è una delle due situazioni più comuni: </p>



<ol class="wp-block-list">
<li>Un italiano, Antonio, che vive in Italia da generazioni decide di emigrare nel Regno Unito. Supponiamo che decida, prima di avere figli, di naturalizzarsi e diventare cittadino britannico.</li>



<li>Antonio fa un figlio, Biagio, che è cittadino italiano per nascita in automatico. Infatti, la cittadinanza viene trasmessa tramite i due anni di residenza, oppure tramite un genitore di Antonio (se esclusivamente cittadino italiano) 🟢.</li>



<li>Biagio trascorre la sua vita nel Regno Unito senza mai tornare residente in Italia, e fa un figlio, Carlo, che non è cittadino italiano per nascita in automatico. Infatti non si applica nessuna delle tre condizioni previste dalla legge. Tuttavia, Biagio può presentare entro tre anni una dichiarazione e Carlo diventa cittadino italiano per beneficio di legge 🟠.</li>



<li>Carlo trascorre la sua vita nel Regno Unito senza mai tornare residente in Italia e fa un figlio, Daniele. Non è cittadino per nascita, e nemmeno Carlo, quindi non si applica neppure la dichiarazione. Essendo britannico, non è neppure apolide. Daniele non è cittadino italiano, e la linea si interrompe 🔴.</li>
</ol>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img data-dominant-color="bb8d6b" data-has-transparency="false" loading="lazy" decoding="async" width="1080" height="1080" src="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2025/07/secondoes.avif" alt="" class="wp-image-15666 not-transparent" style="--dominant-color: #bb8d6b; width:457px;height:auto" srcset="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2025/07/secondoes.avif 1080w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2025/07/secondoes-300x300.avif 300w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2025/07/secondoes-1024x1024.avif 1024w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2025/07/secondoes-150x150.avif 150w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2025/07/secondoes-768x768.avif 768w" sizes="auto, (max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Il secondo esempio è una delle due situazioni più comuni:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>Un italiano, Andrea, che vive in Italia da generazioni decide di emigrare nel Regno Unito… ma non prende mai la cittadinanza britannica.</li>



<li>Andrea fa una figlia, Beatrice, che è cittadina italiana per nascita in automatico e, nella maggioranza dei casi, anche britannica. La cittadinanza italiana viene trasmessa da Andrea in quanto italiano che ha vissuto in Italia per 2+ anni (oppure in quanto esclusivamente cittadino italiano) 🟢.</li>



<li>Beatrice trascorre la sua vita nel Regno Unito senza mai tornare residente in Italia, e fa una figlia, Cecilia, che è cittadina italiana per nascita, avendo un nonno (Andrea) esclusivamente cittadino italiano 🟢.</li>



<li>Cecilia trascorre la sua vita nel Regno Unito senza mai tornare residente in Italia e fa un figlio, Diego, che non è cittadino italiano in automatico. Infatti non si applica nessuna delle tre condizioni previste dalla legge. Tuttavia, Cecilia può presentare entro tre anni una dichiarazione e Diego diventa cittadino italiano per beneficio di legge 🟠.</li>



<li>Diego trascorre la sua vita nel Regno Unito senza mai tornare residente in Italia e fa una figlia, Elena. Non è cittadina per nascita, e nemmeno Diego, quindi non si applica neppure la dichiarazione. Essendo britannica, non è neppure apolide. Elena non è cittadina italiana, e la linea si interrompe 🔴.</li>
</ol>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img data-dominant-color="ba906e" data-has-transparency="false" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" src="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2025/07/1-1024x1024.avif" alt="" class="wp-image-14576 not-transparent" style="--dominant-color: #ba906e; width:463px;height:auto" srcset="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2025/07/1-1024x1024.avif 1024w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2025/07/1-300x300.avif 300w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2025/07/1-150x150.avif 150w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2025/07/1-768x768.avif 768w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2025/07/1.avif 1080w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Il terzo esempio riguarda chi è recentemente diventato italiano:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>Anisa ha preso la cittadinanza italiana per residenza, naturalizzandosi e mantenendo anche la sua cittadinanza straniera, e ha poi scelto di emigrare nel Regno Unito meno di due anni dopo essere diventata cittadina italiana.</li>



<li>Anisa fa un figlio che nasce nel Regno Unito, Boris, che non è cittadino italiano. Infatti il genitore non ha cittadinanza esclusivamente italiana, e neanche un nonno. Un genitore non ha neppure vissuto per due anni in Italia da cittadino italiano… e, infine, nessun genitore è cittadino per nascita (dunque neppure la dichiarazione si applica). La cittadinanza si trasmetterebbe solamente se Boris fosse altrimenti apolide ma, con ogni probabilità, Boris avrà diritto alla cittadinanza originaria della madre e spesso anche a quella britannica. Dunque, la linea si interrompe 🔴.</li>
</ol>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img data-dominant-color="bb8e6b" data-has-transparency="false" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" src="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2025/07/primoes-1-1024x1024.avif" alt="" class="wp-image-15667 not-transparent" style="--dominant-color: #bb8e6b; width:480px;height:auto" srcset="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2025/07/primoes-1-1024x1024.avif 1024w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2025/07/primoes-1-300x300.avif 300w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2025/07/primoes-1-150x150.avif 150w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2025/07/primoes-1-768x768.avif 768w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2025/07/primoes-1.avif 1080w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Anche il quarto e ultimo esempio riguarda chi è recentemente diventato italiano:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>Adrian ha preso la cittadinanza italiana per residenza, naturalizzandosi e mantenendo anche la sua cittadinanza straniera, e ha poi scelto di emigrare nel Regno Unito dopo essere rimasto in Italia per più di due anni dopo essere diventato cittadino italiano.</li>



<li>Adrian fa un figlio, Benedetto, che è cittadino italiano per nascita in automatico. Infatti, la cittadinanza viene trasmessa da Adrian in quanto cittadino italiano che ha acquisito la cittadinanza e ha vissuto in Italia per almeno due anni 🟢.</li>



<li>Benedetto trascorre la sua vita nel Regno Unito senza mai tornare residente in Italia, e fa un figlio, Ciro, che non è cittadino italiano per nascita in automatico. Infatti non si applica nessuna delle tre condizioni previste dalla legge. Tuttavia, Benedetto è cittadino per nascita e dunque può presentare entro tre anni una dichiarazione per far diventare Ciro cittadino italiano per beneficio di legge 🟠.</li>



<li>Ciro trascorre la sua vita nel Regno Unito senza mai tornare residente in Italia e fa un figlio, Dario. Non è cittadino per nascita, e nemmeno Ciro, quindi non si applica neppure la dichiarazione. Non è neppure apolide. Dario non è cittadino italiano, e la linea si interrompe 🔴.</li>
</ol>



<h2 class="wp-block-heading">Impatto sulla comunità italiana nel Regno Unito</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Senza dubbio, la legge spezzerà in pochi anni il legame con l&#8217;Italia del possesso della cittadinanza di tutte le comunità storiche di emigrati giunte nel Regno Unito prima della seconda guerra mondiale. Infatti, questa legge interviene anche sulle domande jure sanguinis, impedendo a milioni di persone nel mondo di ottenere la cittadinanza italiana. Associata alla Brexit, che ha reso i cittadini britannici extracomunitari, questo sarà un forte disincentivo per gli italo-discendenti non italiani a venire a studiare o lavorare in Italia, che diventerà per loro un paese estero come un altro. Con il tempo, il legame sarà dunque sempre più teorico e sottile, fino a scomparire. Alcuni commentatori hanno usato l&#8217;espressione &#8220;colpo mortale&#8221; che, sebbene forte, è in questo caso appropriata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ciò detto, facciamo tuttavia alcune doverose precisazioni: come abbiamo visto qui sopra, <strong>acquisire o meno la cittadinanza britannica non cambia molto</strong> nelle situazioni più comuni. Non naturalizzandosi si ritarda la perdita della cittadinanza italiana solamente di una generazione, per giunta assai lontana: dai bis-nipoti ai tris-nipoti. Questo perché il Regno Unito ha una forma quasi totale di ius soli, per cui dopo al massimo due generazioni si acquisisce in automatico la cittadinanza britannica, ed è dunque impossibile rimanere &#8220;esclusivamente italiani&#8221; (salvo rinunce esplicite che, tuttavia, non troverebbero motivi concreti e anzi complicherebbero la vita degli interessati).</p>



<p class="wp-block-paragraph">E dunque con questa nuova legge la cittadinanza italiana, anziché essere trasmessa indefinitamente come in passato con il solo obbligo di registrazione, viene persa<strong> alla quarta o quinta generazione</strong>. Si tratta comunque di una normativa più generosa di molte altre (tra cui quella sulla cittadinanza britannica).</p>



<p class="wp-block-paragraph">È peraltro importante capire che la normativa non vuole &#8220;punire&#8221; chi ha acquisito un&#8217;altra cittadinanza (che, ripetiamo, nel Regno Unito è pseudo-automatico) ma solo usare la circostanza come indicativa dell&#8217;anzianità migratoria: in altre parole, chi non ha genitori né nonni esclusivamente italiani è probabile che sia emigrato da varie generazioni, e dunque non riceve la cittadinanza italiana in trasmissione. In tal senso la normativa originale di marzo prevedeva la nascita in Italia di genitori o nonni, ad esempio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, l&#8217;attuale legge presenta alcune criticità e avrà impatti sproporzionati su alcune categorie, che elenchiamo di seguito:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Il possesso di altre cittadinanze come criterio di anzianità migratoria è impreciso e sicuramente penalizzerà molte persone che, per propria storia familiare, hanno altre cittadinanze pur avendo mantenuto forti legami con l&#8217;Italia. </li>



<li>Chi ha acquisito la cittadinanza italiana ed è emigrato dopo meno di due anni dall&#8217;acquisizione ha compromesso il diritto alla cittadinanza dei propri figli, senza aver potuto averne consapevolezza all&#8217;epoca della scelta. Questo colpirà le molte comunità etniche presenti nel Regno Unito come gli italo-pakistani, gli italo-bengalesi e gli italo-nigeriani.</li>



<li>Gli adempimenti documentali possono essere complessi e costosi per chi ha vissuto in molti paesi e desidera avvalersi della fattispecie &#8220;esclusivamente italiano&#8221;: infatti non esiste una prassi internazionale per i documenti di non-naturalizzazione, per cui occorrerà interfacciarsi con tutti i paesi in cui si ha vissuto. Anche il solo Regno Unito, come già menzionato, fornisce una lettera&#8230; al costo di £459.</li>



<li>Chi non si è <a href="https://www.i3italy.org/iscriversi-allaire/" data-type="post" data-id="1996">iscritto all&#8217;AIRE</a> per tempo potrebbe paradossalmente beneficiare del mancato adempimento perché dal certificato di residenza storico risulterà la residenza di 2+ anni in Italia. Questo potrebbe introdurre un incentivo perverso alla non-iscrizione all&#8217;AIRE, che pure ha conseguenze non banali come approfondiamo nell&#8217;articolo dedicato.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Regole in vigore prima del 23 maggio 2025</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le regole prima del 27 marzo 2025 erano essenzialmente universali &#8211; il figlio di un cittadino italiano era dunque italiano, salvo rarissime eccezioni o scelte diverse del genitore. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Le regole tra il 28 marzo 2025 e il 22 maggio 2025 erano invece simili a quelle attuali, ma utilizzando come criterio l&#8217;essere &#8220;nati in Italia&#8221;, e non prevedevano la fattispecie della dichiarazione di volontà.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Fonti documentali e aggiornamenti</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Questa sezione è pensata per essere d&#8217;aiuto agli &#8220;addetti ai lavori&#8221; o a chi volesse approfondire le fonti delle affermazioni riportate nell&#8217;articolo, e per monitorare l&#8217;evoluzione della normativa e della sua interpretazione. Non includiamo atti obsoleti come il DL 36/2025 (superato dalla sua versione convertita).</p>



<h4 class="wp-block-heading">Legge 74/2025</h4>



<p class="wp-block-paragraph">La <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2025/05/23/25G00082/SG" data-type="link" data-id="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2025/05/23/25G00082/SG">legge 74/2025</a> ha convertito il <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2025/05/23/25A03081/sg" data-type="link" data-id="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2025/05/23/25A03081/sg">decreto legge 36/2025</a> apportando modifiche significative. La legge introduce principalmente modifiche alla <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1992-02-05;91" data-type="link" data-id="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1992-02-05;91">legge 91/1992</a>, che regola la trasmissione della cittadinanza italiana da genitore a figlio.</p>



<div class="wp-block-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-fe48e5de wp-block-buttons-is-layout-flex">
<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-italyt-background-color has-background has-text-align-center wp-element-button" href="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2025/08/attocompletolegge1992.pdf">Testo legge 91/1992</a></div>



<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-nv-c-1-background-color has-background wp-element-button" href="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2025/08/attocompletocittadinanza.pdf">Testo del DL convertito (incluse le modifiche)</a></div>
</div>



<h4 class="wp-block-heading">Circolare 26185 del 28 maggio 2025 &#8211; Legge 23 maggio 2025, n. 74, di conversione, con modificazioni, del decreto<br>legge 28 marzo 2025, n. 36, recante &#8220;Disposizioni urgenti in materia di cittadinanza&#8221;. Prime istruzioni operative.</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta della prima circolare emanata dal Ministero dell&#8217;Interno pochi giorni dopo la nuova legge. Essa stabilisce alcune interpretazioni importanti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Le nuove disposizioni introducono <strong>condizioni aggiuntive e non autonome</strong>: in altre parole, i meccanismi di trasmissione della cittadinanza rimangono gli stessi, che vengono ristretti a casi specifici. Ad esempio un bambino con un nonno esclusivamente italiano i cui genitori non sono cittadini italiani non è cittadino italiano dalla nascita, perché la trasmissione dal nonno teoricamente disposta dalle nuove norme non ha effetto, stante che i genitori non sono cittadini italiani.<br>Semplificando, chi non sarebbe stato cittadino italiano alla nascita secondo le vecchie regole continua a non esserlo, e chi lo sarebbe stato lo è ancora solo se rientra in una delle condizioni disposte.</li>



<li>Spetta ai richiedenti fornire prove di esclusiva cittadinanza italiana, con oneri a loro carico, e le autodichiarazioni non sono utilizzabili a tale scopo.</li>



<li>I figli minorenni di chi acquista o riacquista la cittadinanza italiana a partire dal 24 maggio 2025 acquistano anch&#8217;essi la cittadinanza solo se sono residenti in Italia da almeno due anni continuativi, o dalla nascita.</li>



<li>Le dichiarazioni di volontà di acquisto vanno rese di persona alla presenza di un ufficiale di stato civile.</li>
</ul>



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<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-italyt-background-color has-background wp-element-button" href="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2025/08/circolare28maggio.pdf">Circolare 28 maggio 2025</a></div>
</div>



<h4 class="wp-block-heading">Circolare ai prefetti del 24 luglio 2025 &#8211; Legge 23 maggio 2025, n. 74, di conversione, con modificazioni, del decreto legge 28 marzo 2025, n. 36, recante “Disposizioni urgenti in materia di cittadinanza”. Ulteriori istruzioni operative.</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta della seconda circolare emanata dal Ministero dell&#8217;Interno a luglio 2025. Essa precisa e chiarisce alcuni aspetti interpretativi:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>La fattispecie secondo cui un cittadino italiano che ha risieduto in Italia per 2 o più anni consecutivi, possedendo la cittadinanza italiana in quegli anni, può trasmettere la cittadinanza ai propri figli <strong>si applica a tutti i cittadini italiani</strong>, inclusi quelli che lo sono dalla nascita. In particolare chi viene riconosciuto come cittadino per &#8220;jure sanguinis&#8221; è considerato tale dalla nascita, anche retroattivamente.<br>Alcuni Comuni e Consolati avevano inizialmente interpretato tale disposizione come rivolta soltanto ai cittadini per acquisto (matrimonio, residenza, etc), ma invece si applica a tutti. </li>



<li>Alcuni ulteriori chiarimenti sui figli minorenni di chi acquista o riacquista la cittadinanza italiana a partire dal 24 maggio 2025, che delineano un quadro estremamente restrittivo perché si verifichi tale possibilità.</li>
</ul>



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<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-neve-link-hover-color-background-color has-background wp-element-button" href="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2025/08/circolare24luglio.pdf">Circolare 24 luglio 2025</a></div>
</div>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028&#8243;</strong>.</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Nella legge di bilancio per il 2026 sono state modificate alcune disposizioni relative alla cittadinanza per beneficio di legge:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Modificato il termine per i genitori di nuovi nati che rientrano in tale casistica da un anno a tre anni dalla nascita.</li>



<li>Azzerato il costo di tale pratica, prima fissato a €250.</li>
</ul>



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<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-neve-link-hover-color-background-color has-background wp-element-button" href="https://www.camera.it/leg19/126?leg=19&amp;idDocumento=2750">Legge di bilancio 2026</a></div>
</div>



<h4 class="wp-block-heading">Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 dicembre 2025, n. 200, recante disposizioni urgenti in materia di termini normativi</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Nella legge di conversione del Decreto Milleproroghe 2025 è stata modificata nel comma 19-ter una disposizione relativa alla cittadinanza per beneficio di legge:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Modificata la deadline per usufruire della deroga per i figli di cittadini italiani per nascita che erano minorenni al 23 maggio 2025 e non sono già cittadini italiani dalla nascita in automatico. È stata spostata dal 31 maggio 2026 al 31 maggio 2029.</li>
</ul>



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<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-neve-link-hover-color-background-color has-background wp-element-button" href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2026/02/28/26G00044/SG">Conversione del Decreto Milleproroghe 2025</a></div>
</div>



<h4 class="wp-block-heading">Corte Costituzionale (12 marzo 2026)</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Il 12 marzo 2026 la Corte costituzionale <a href="https://www.cortecostituzionale.it/uploads/release/69b2adc90cb9b.pdf" data-type="link" data-id="https://www.cortecostituzionale.it/uploads/release/69b2adc90cb9b.pdf">ha dichiarato in parte non fondate e in parte inammissibili</a> le questioni di legittimità costituzionale, sollevate dal Tribunale di Torino, aventi ad oggetto la Legge numero 74 del 2025, respingendo i ricorsi. Pertanto la legge è rimasta com&#8217;era. Le motivazioni della sentenza <a href="https://www.cortecostituzionale.it/scheda-pronuncia/2026/63" data-type="link" data-id="https://www.cortecostituzionale.it/scheda-pronuncia/2026/63">sono state depositate il 30 aprile 2026</a>.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Corte Costituzionale (23 luglio 2026)</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Il 23 luglio 2026 è stato depositato <a href="https://www.cortecostituzionale.it/scheda-pronuncia/2026/147" data-type="link" data-id="https://www.cortecostituzionale.it/scheda-pronuncia/2026/147">il giudizio del 9 giugno 2026</a> in cui, pur ribadendo che la decisione precedente di costituzionalità è ritenuta coerente con la normativa europea, sceglie di sottoporre la questione direttamente alla Corte di Giustizia Europea. I tempi di risposta sono abbastanza lunghi, di solito circa un anno e mezzo, più ulteriori mesi per il responso definitivo della Corte Costituzionale una volta acquisito il giudizio della Corte di Giustizia Europea.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>ETA &#8211; Visa Waiver per il Regno Unito</title>
		<link>https://www.i3italy.org/eta/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[I3ItalyStaff]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Nov 2024 22:03:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I3Italy]]></category>
		<category><![CDATA[viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[visitatore]]></category>
		<category><![CDATA[visto]]></category>
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					<description><![CDATA[Informazioni sui nuovi visa waiver richiesti per visitare il Regno Unito da aprile 2025.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Nel 2025 si è materializzata una delle conseguenze più radicali della Brexit, con la fine dei viaggi con il semplice passaporto tra paesi dell&#8217;Unione Europea e Regno Unito. Infatti, il Regno Unito ha introdotto l&#8217;Electronic Travel Authorisation (ETA). L&#8217;Unione Europea, inclusa l&#8217;Italia, dovrebbe introdurre l&#8217;European Travel Information and Authorisation System (ETIAS) ma pare che ciò non avverrà prima del 2026.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">In entrambi i casi, si tratta di <em>visa waiver</em>, molto simili all&#8217;ESTA statunitense già in vigore da decenni. In questo articolo analizziamo l&#8217;ETA; che è obbligatorio per tutti i visitatori e turisti europei <strong>dal 2 aprile 2025</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, dal 25 febbraio 2026 non saranno più fatte eccezioni: se si rientra nelle categorie di chi ne ha bisogno, servirà avere un&#8217;ETA, o sarà rifiutato l&#8217;imbarco. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Per capire più in generale la nuova prassi relativa ai viaggi in UK per turisti, residenti e cittadini, <a href="https://www.i3italy.org/viaggi-italia-uk/" data-type="post" data-id="3100">leggete l&#8217;articolo dedicato</a>!</p>



<h3 class="wp-block-heading">ETA (per andare nel Regno Unito)</h3>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">L&#8217;ETA va ottenuto da <strong>chi visita il Regno Unito per brevi soggiorni: dunque turisti o visitatori</strong>, esattamente coloro che prima dell&#8217;introduzione di questo schema potevano venire nel Regno Unito solamente esibendo il passaporto.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">A dispetto di quanto riportato erroneamente da moltissime testate, <strong>l&#8217;ETA non è un visto</strong>, né un visto elettronico o simili: è una forma di autorizzazione digitale aggiuntiva, che <strong>non sostituisce il visto</strong>.</p>



<p class="has-text-align-justify has-nv-site-bg-color has-neve-link-hover-color-background-color has-text-color has-background has-link-color wp-elements-fc4a7bdffd01b2f93f4736887b55dea0 wp-block-paragraph">L&#8217;ETA è necessario per i cittadini europei a partire dal <strong>2 aprile 2025</strong>, con possibilità di presentare domanda dal <strong>5 marzo 2025</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;ETA <strong>non è richiesto</strong> a:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Cittadini britannici, o cittadini irlandesi.</li>



<li>Persone già in possesso di un visto, status (presettled, settled&#8230;), o permesso di residenza per vivere nel Regno Unito.</li>



<li>Persone residenti in Irlanda la cui nazionalità è tra quelle che non necessitano di visto per visitare il Regno Unito (inclusi italiani e cittadini di paesi dell&#8217;Unione Europea).</li>



<li>Non viene richiesto un ETA in caso di transito aeroportuale &#8220;airside&#8221; (cioè senza passare ai gates dell&#8217;immigrazione) nel Regno Unito. Questa è <a href="https://www.ein.org.uk/news/home-office-announces-plans-increase-immigration-fees-including-worker-sponsorship" data-type="link" data-id="https://www.ein.org.uk/news/home-office-announces-plans-increase-immigration-fees-including-worker-sponsorship">una novità</a> rispetto a quanto annunciato in origine.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;ETA è dunque richiesto a:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Cittadini di paesi dell&#8217;Unione Europea che vengono nel Regno Unito come <a href="https://www.i3italy.org/visitare-il-regno-unito-dopo-la-brexit/" data-type="post" data-id="2793">visitatori</a> (dunque per un periodo inferiore a 180 giorni, e senza intenzione di lavorare o intraprendere altre attività per cui serve un visto).<br>Quanto sopra include tutti i viaggiatori, inclusi neonati e bambini: ciascuno dovrà chiedere e ottenere il proprio ETA associato al proprio documento.</li>
</ul>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Attenzione! I <strong><a href="https://www.i3italy.org/doppia-cittadinanza/" data-type="post" data-id="7614">doppi cittadini</a></strong> non hanno bisogno di un ETA, né possono ottenerlo.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Ottenere l&#8217;ETA</h4>



<p class="has-text-align-justify has-nv-site-bg-color has-italyred-background-color has-text-color has-background has-link-color wp-elements-cad18145d0c3b7a9d5d63ad633379294 wp-block-paragraph"><strong>Attenzione</strong>: esistono tantissimi siti non ufficiali che, manipolando l&#8217;algoritmo dei motori di ricerca, cercano di ingannare gli utenti fingendo di essere il portale ufficiale degli ETA. Quello che avviene è che, inserendo i propri dati, questi siti fanno domanda al posto vostro facendosi pagare di più &#8211; e potrebbero utilizzare i vostri dati anche per scopi meno nobili. Evitate questi siti e affidatevi unicamente <strong><a href="https://www.gov.uk/guidance/apply-for-an-electronic-travel-authorisation-eta" data-type="link" data-id="https://www.gov.uk/guidance/apply-for-an-electronic-travel-authorisation-eta">al sito e alle app ufficiali</a>.</strong> <strong>L&#8217;ETA costa, dall&#8217;8 aprile 2026, £20: non un centesimo di più!</strong></p>



<div class="wp-block-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-fe48e5de wp-block-buttons-is-layout-flex">
<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-italygreen-background-color has-background wp-element-button" href="https://apps.apple.com/us/app/uk-eta/id6444912481">App UK ETA (iOS)</a></div>



<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-italyblue-background-color has-background wp-element-button" href="https://play.google.com/store/apps/details?id=uk.gov.HomeOffice.ho3">App UK ETA (Android)</a></div>



<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-italyred-background-color has-background wp-element-button" href="https://apply-for-an-eta.homeoffice.gov.uk/apply/electronic-travel-authorisation/easier-on-the-app">Portale online</a></div>



<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-italyt-background-color has-background wp-element-button" href="https://www.gov.uk/check-eta">Controllare la propria ETA</a></div>
</div>



<p class="wp-block-paragraph">Ottenere un&#8217;ETA è estremamente semplice:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Anzitutto assicurarsi di avere effettivamente bisogno di un&#8217;ETA: occorre non essere già residenti nel Regno Unito, e avere intenzione di visitare il Regno Unito come visitatori, dunque per meno di 180 giorni, e non per lavoro. In caso di dubbi consultate il tool del governo britannico: <a href="http://www.gov.uk/check-uk-visa" data-type="link" data-id="www.gov.uk/check-uk-visa">check UK visa</a>.</li>



<li>Scaricare l&#8217;app &#8220;UK ETA&#8221;, disponibile per Android e iOS (consigliato). In alternativa, è possibile utilizzare <a href="https://apply-for-an-eta.homeoffice.gov.uk/apply/electronic-travel-authorisation/" data-type="link" data-id="https://apply-for-an-eta.homeoffice.gov.uk/apply/electronic-travel-authorisation/">il portale web apposito</a>. Quest&#8217;ultima opzione è obbligatoria se si fa domanda per conto di terzi.</li>



<li>Fornire i dati del passaporto, scansionandolo tramite la funzionalità NFC quando e se richiesto.</li>



<li>Scattare una fotografia con la fotocamera frontale (o caricarne una).</li>



<li>Sottoporsi a scansione facciale tramite la fotocamera frontale per la verifica dell&#8217;identità (se possibile).</li>



<li>Rispondere ad alcune domande.</li>



<li>Pagare la tariffa di <strong>£20</strong> (fino al 7 aprile 2026 costava invece £16; prima ancora costava £10) tramite carta di debito, carta di credito, Apple Pay o Google Pay. Si può pagare anche in altre valute, ma con una piccola fee di conversione: a chi non dispone di una carta in sterline, noi <a href="https://www.i3italy.org/convertire-tra-sterlina-e-euro/" data-type="post" data-id="3704">consigliamo di procurarsene una</a>, anche in vista della visita nel Regno Unito.</li>



<li>Una volta approvato, l’ETA sarà valido per un totale di due anni per più viaggi nel Regno Unito, ma sarà legato al passaporto. Se il passaporto scadesse o venisse rinnovato, andrebbe di nuovo fatta la domanda per l&#8217;ETA.</li>



<li>L&#8217;ETA è digitale: non vengono rilasciate autorizzazioni cartacee, e al gate e alla frontiera britannica il documento verrà scansionato per verificare se è associato o meno ad un ETA (o status, o visto).</li>



<li>Purtroppo al momento <strong>l&#8217;app è disponibile solo in lingua inglese</strong>. Lo stesso vale per il portale online, ma almeno per quello è possibile usare la traduzione integrata nella maggioranza dei browser moderni (tasto destro -&gt; traduci). </li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Di seguito il video ufficiale che mostra la procedura.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="nv-iframe-embed"><iframe loading="lazy" title="How to Apply For a UK Electronic Travel Authorisation (ETA)" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/uG1zaOMl63M?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Nella maggioranza dei casi si riceverà risposta in pochi minuti. La guidance menziona una risposta entro <strong>tre giorni lavorativi</strong> nella stragrande maggioranza dei casi, ma ciò non è garantito: consigliamo quindi, a buon rendere, di fare domanda con largo anticipo rispetto al viaggio. Non esistono procedure per sollecitare il rilascio di un ETA. La <em>guidance</em> menziona che utilizzare l&#8217;app è opportuno per avere una risposta più rapida.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">La domanda di ETA può essere <strong>rifiutata</strong> (rejected) in caso di errori tecnici nella compilazione, nel qual caso si potrà immediatamente ripresentare, oppure <strong>respinta</strong> (refused): in questo caso non si potrà fare appello e, se si desidera ancora visitare il Regno Unito, bisognerà fare domanda per un visitor visa, con tutti i costi e le tempistiche del caso.</p>



<h5 class="wp-block-heading"><span style="text-decoration: underline;"><span style="text-decoration: underline;">Cosa mi serve per fare domanda tramite app per conto di qualcun altro?</span></span></h5>



<p class="wp-block-paragraph">Per fare domanda serve aver scaricato l&#8217;app su uno smartphone con funzionalità NFC (lo stesso chip con cui si paga contactless, ad esempio, di cui la maggioranza dei dispositivi moderni è dotata). Va bene anche usare quello di un amico visto che l&#8217;app non salva i dati.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Un&#8217;email a cui arriverà un codice di sei cifre per la verifica, e poi l&#8217;esito della domanda.</li>



<li>Il passaporto, che andrà prima fotografato e poi scansionato con il chip NFC.</li>



<li>La presenza fisica del richiedente, il cui volto sarà prima fotografato e poi scansionato con la fotocamera frontale.</li>



<li>L&#8217;indirizzo di residenza in Italia, dichiarare che lavoro fate, e dichiarare eventuali precedenti penali.</li>



<li>Una carta di debito, di credito, o Apple Pay o Google Pay. Si può pagare in una valuta a scelta, ma a chi non dispone di una carta in sterline noi <a href="https://www.i3italy.org/convertire-tra-sterlina-e-euro/" data-type="post" data-id="3704">consigliamo di procurarsene una</a>, anche in vista della visita nel Regno Unito.</li>
</ul>



<h5 class="wp-block-heading"><span style="text-decoration: underline;"><span style="text-decoration: underline;">Cosa mi serve per fare domanda tramite il portale web per conto di qualcun altro?</span></span></h5>



<p class="wp-block-paragraph">Per fare domanda tramite <a href="https://apply-for-an-eta.homeoffice.gov.uk/apply/electronic-travel-authorisation/easier-on-the-app" data-type="link" data-id="https://apply-for-an-eta.homeoffice.gov.uk/apply/electronic-travel-authorisation/easier-on-the-app">il portale web</a> servono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Un&#8217;email a cui arriverà un codice di sei cifre per la verifica, e poi l&#8217;esito della domanda.</li>



<li>Una fotografia frontale, in cui si vedano sia volto che spalle, con sfondo neutro e senza occhiali da sole o simili accessori che nascondono il volto. Va benissimo scattarla da se con uno smartphone davanti ad un muro bianco.</li>



<li>Una fotografia o scansione del passaporto.</li>



<li>L&#8217;indirizzo di residenza in Italia.</li>



<li>Dichiarare che lavoro fate (per chi ne ha uno).</li>



<li>Dichiarare eventuali precedenti penali. </li>



<li>Una carta di debito, di credito, o Apple Pay o Google Pay. Si può pagare in una valuta a scelta. Si può pagare in una valuta a scelta, ma a chi non dispone di una carta in sterline noi <a href="https://www.i3italy.org/convertire-tra-sterlina-e-euro/" data-type="post" data-id="3704">consigliamo di procurarsene una</a>, anche in vista della visita nel Regno Unito.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Non sono necessari invece né un numero di telefono (che si può includere, ma è opzionale), né alcun dettaglio riguardo il viaggio che avete in programma verso il Regno Unito (ma ricordate: <a href="https://www.i3italy.org/visitare-il-regno-unito-dopo-la-brexit/" data-type="post" data-id="2793">tale controllo potrebbe avvenire alla frontiera britannica</a>).</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img data-dominant-color="8a728e" data-has-transparency="false" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="673" src="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2024/11/fotoeta-1024x673.avif" alt="" class="wp-image-13327 not-transparent" style="--dominant-color: #8a728e; width:452px;height:auto" srcset="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2024/11/fotoeta-1024x673.avif 1024w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2024/11/fotoeta-300x197.avif 300w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2024/11/fotoeta-768x505.avif 768w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2024/11/fotoeta-png.avif 1028w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Esempio del tipo di fotografia richiesto (in alto a sinistra), e tre errori da evitare (sfondo caotico, foto troppo ravvicinata, o occhiali da sole).</em></figcaption></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Quando ci abbiamo provato noi, l&#8217;ETA è stato approvato in meno di 5 minuti. La procedura è molto semplice e intuitiva, per fortuna, e potrete facilmente fare domanda per conto di parenti o amici che, per qualsiasi motivo, sono impossibilitati a farla da soli.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img data-dominant-color="cf8976" data-has-transparency="false" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" src="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2024/11/uketaapprove-1024x1024.avif" alt="" class="wp-image-13282 not-transparent" style="--dominant-color: #cf8976; width:486px;height:auto" srcset="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2024/11/uketaapprove-1024x1024.avif 1024w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2024/11/uketaapprove-300x300.avif 300w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2024/11/uketaapprove-150x150.avif 150w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2024/11/uketaapprove-768x768.avif 768w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2024/11/uketaapprove-png.avif 1080w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</div>


<h5 class="wp-block-heading"><span style="text-decoration: underline;">Ho presettled/settled status. mi serve l&#8217;ETA?</span></h5>



<p class="wp-block-paragraph">No. Chi ha uno status o visto di qualsiasi tipo non è &#8220;visitatore&#8221; e quindi non è richiesto l&#8217;ETA. Viene però richiesto che il documento sia collegato al proprio status. Ciò ha il nome di &#8220;<a href="https://www.i3italy.org/viaggi-italia-uk/" data-type="post" data-id="3100">eVisa</a>&#8220;, ma è solo nuovo lessico per il semplice account digitale UKVI (quello con cui generate share codes). In parole povere, bisogna solo assicurarsi che il documento con cui si viaggia sia collegato al proprio status, <a href="https://www.gov.uk/update-uk-visas-immigration-account-details" data-type="link" data-id="https://www.gov.uk/update-uk-visas-immigration-account-details">registrandolo sul portale</a>. Consigliamo anche di generare e stampare (o portare in pdf) uno share code, in caso di problemi con il sistema digitale.</p>



<h5 class="wp-block-heading"><span style="text-decoration: underline;">Ho già un&#8217;ETA? Non mi ricordo/non sono sicuro?</span></h5>



<p class="wp-block-paragraph">È possibile verificare la validità della propria ETA tramite il sito ufficiale del governo britannico: <a href="https://www.gov.uk/check-eta">Check your electronic travel authorisation (ETA) &#8211; GOV.UK</a>.</p>



<h5 class="wp-block-heading"><span style="text-decoration: underline;">Si può fare una domanda collettiva/di gruppo?</span></h5>



<p class="wp-block-paragraph">No. Ogni individuo deve fare la propria domanda, che potrà avere tempi di risposta diversi.</p>



<h5 class="wp-block-heading"><span style="text-decoration: underline;">Ho dimenticato di chiedere l&#8217;ETA, posso farlo in aeroporto?</span></h5>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">L&#8217;ETA si chiede online tramite app o portale ufficiale, dunque la risposta è sì. I tempi di risposta quasi sempre brevissimi tra l&#8217;altro significano che sicuramente vale la pena tentare. Peraltro, l<a href="https://www.gov.uk/guidance/apply-for-an-electronic-travel-authorisation-eta#how-long-it-takes" data-type="link" data-id="https://www.gov.uk/guidance/apply-for-an-electronic-travel-authorisation-eta#how-long-it-takes">a guidance ufficiale afferma che basta averlo richiesto prima di mettersi in viaggio verso il Regno Unito</a>, anche se è facile immaginare che in questi casi potrebbero esserci disguidi all&#8217;imbarco.</p>



<h5 class="wp-block-heading"><span style="text-decoration: underline;">In quali casi viene respinta una domanda di ETA?</span></h5>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Al momento, non è noto. La <a href="https://www.gov.uk/government/publications/electronic-travel-authorisation-caseworker-guidance" data-type="link" data-id="https://www.gov.uk/government/publications/electronic-travel-authorisation-caseworker-guidance">guidance</a>, per fortuna, conferma che &#8220;<em>I richiedenti a cui è stato rifiutato il permesso di ingresso in qualsiasi fattispecie diversa da visitatore non dovrebbero vedersi respingere un&#8217;ETA sulla base di tale rifiuto</em>&#8220;: in altre parole chi ha rifiuti di domande di presettled status o altri visti (diversi da quello da visitatore) non ha motivi di temere, a priori, un respingimento. Va però aggiunto che, tuttavia, non esistono particolari accorgimenti per tutelarsi: in ogni caso è bene fare domanda, rispondere onestamente alle domande, e attendere la risposta.</p>



<h5 class="wp-block-heading"><span style="text-decoration: underline;">L&#8217;ETA garantisce l&#8217;ingresso nel Regno Unito?</span></h5>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">La risposta è <strong>NO</strong>. Questa è una domanda fondamentale che, prevediamo, causerà tantissima confusione. L&#8217;ETA è un requisito <strong>aggiuntivo</strong> che non modifica l&#8217;attuale prassi che descriviamo nell&#8217;articolo &#8220;<a href="https://www.i3italy.org/visitare-il-regno-unito-dopo-la-brexit/" data-type="post" data-id="2793">Visitare il Regno Unito dopo la Brexit</a>&#8220;. È ancora possibile essere sottoposti a controlli alla frontiera, e gli ufficiali di frontiera hanno ancora il potere di negare l&#8217;ingresso a loro discrezione per una serie di motivi. È dunque bene applicare le medesime accortezze utilizzate fino al 2024, essendo pronti a rispondere a eventuali domande per dimostrare di essere davvero visitatori o turisti. A tal proposito, rimandiamo <a href="https://www.i3italy.org/visitare-il-regno-unito-dopo-la-brexit/" data-type="post" data-id="2793">all&#8217;articolo dedicato</a>.</p>



<h5 class="wp-block-heading"><span style="text-decoration: underline;">Posso lavorare con l&#8217;ETA? Posso chiedere il presettled?</span></h5>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">La risposta è <strong>NO</strong>. L&#8217;ETA non è un visto, e non dà alcun diritto di residenza nel Regno Unito. <strong>È assolutamente vietato lavorare se si entra nel Regno Unito come visitatori</strong>, pertanto non si può lavorare con un ETA. Infine, il presettled status è riservato <a href="https://www.i3italy.org/eu-settlement-scheme/" data-type="post" data-id="1957">a chi viveva nel Regno Unito prima del 31/12/2020, e ai loro familiari</a>.</p>



<h5 class="wp-block-heading"><span style="text-decoration: underline;">Sono cittadino britannico, se viaggio con il passaporto europeo mi serve un ETA?</span></h5>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Un cittadino britannico non può ottenere l&#8217;ETA, dunque deve verificare <a href="https://www.i3italy.org/viaggi-italia-uk" data-type="link" data-id="https://www.i3italy.org/viaggi-italia-uk">le opzioni a sua disposizione</a> a seconda della propria situazione precedente. In particolare, <a href="https://www.forum.ukcen.com/forum/settlement-scheme-questions/84190-settled-status-after-naturalisation" data-type="link" data-id="https://www.forum.ukcen.com/forum/settlement-scheme-questions/84190-settled-status-after-naturalisation">non ha diritto ad alcuno status di immigrazione</a>: se il suo eventuale passaporto europeo non darà riscontri, l&#8217;imbarco potrebbe essere rifiutato. </p>



<h5 class="wp-block-heading"><span style="text-decoration: underline;">Ho pagato l&#8217;ETA un bel po&#8217;, come mai?</span></h5>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Se hai pagato l&#8217;ETA più di £20 (circa €26 o €27 a seconda del cambio applicato e delle fees per chi ha scelto di pagare in euro) sei stato con ogni probabilità indotto ad utilizzare un portale non ufficiale. Come menzionato nell&#8217;articolo ci sono infatti tantissimi siti web che provano ad ingannare gli utenti facendosi passare per il portale governativo, copiandone grafica e linguaggio. In realtà questi siti sono semplici intermediari: raccolgono i tuoi dati, li inoltrano al sistema ufficiale e trattengono la differenza come &#8220;commissione di servizio&#8221;»&#8221;. L’operazione è formalmente lecita nel Regno Unito, ma di fatto fa pagare fra £30 e £100 per una procedura che sul sito o sull’app ufficiale costa soltanto £20.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Se ti accorgi di essere finito su un portale del genere, conserva la ricevuta e scrivi subito all’agenzia chiedendo il rimborso della parte eccedente: molti viaggiatori hanno ottenuto la restituzione totale o parziale. In alternativa, puoi valutare di contestare il pagamento alla banca o all’emittente della carta di credito segnalando la pratica commerciale ingannevole. L’ETA emessa tramite l’intermediario resta comunque valida, quindi non serve presentare una nuova domanda sul sito ufficiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fonti:<br><a href="https://www.gov.uk/government/publications/electronic-travel-authorisation-caseworker-guidance" data-type="link" data-id="https://assets.publishing.service.gov.uk/media/66e2fb8a3f1299ce5d5c3db4/Electronic+Travel+Authorisation+Guidance__11_.pdf">Guidance ufficiale</a><br><a href="https://www.gov.uk/guidance/apply-for-an-electronic-travel-authorisation-eta" data-type="link" data-id="https://www.gov.uk/guidance/apply-for-an-electronic-travel-authorisation-eta">Portale ufficiale</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Rimborso dell&#8217;IVA per acquisti in Italia</title>
		<link>https://www.i3italy.org/rimborso-iva/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[I3ItalyStaff]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jan 2024 10:27:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I3Italy]]></category>
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					<description><![CDATA[Parliamo del rimborso dell'IVA per acquisti effettuati in Italia da un residente in Inghilterra. Come ottenerlo, quando si applica, e qualche consiglio.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">A seguito dell&#8217;uscita del Regno Unito dall&#8217;Unione Europea, i residenti nel Regno Unito che effettuano acquisti in Italia per uso personale per un importo superiore a<strong> €70</strong> (IVA inclusa) a partire dal 1 febbraio 2024 possono beneficiare del rimborso dell&#8217;IVA. Poiché in Italia l&#8217;IVA è al 22% per la maggioranza dei beni, di fatto questo si concretizza in uno <strong>sconto del 18%</strong> sul prezzo totale dei beni. In altre parole, acquistando 100€ di beni si potrebbero ricevere 18€ di rimborso IVA. </p>



<h4 class="wp-block-heading">Requisiti</h4>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph"><strong>Residenza</strong>: la residenza anagrafica dell&#8217;acquirente deve risultare, per lo stato italiano, all&#8217;estero e fuori dall&#8217;Unione Europea (in questo articolo parleremo di residenti nel Regno Unito). In altre parole, se cittadini occorre essere <a href="https://www.i3italy.org/iscriversi-allaire/" data-type="post" data-id="1996">iscritti all&#8217;AIRE</a> e inoltre non essere soggetti passivi IVA di imposta in Italia. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Commercio</strong>: il bene deve essere acquistato da un commerciante in Italia. Sono esclusi i servizi.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph"><strong>Soglia</strong>: dal 1 febbraio 2024 la soglia di spesa minima per il rimborso dell&#8217;IVA è scesa a 70€: per acquisti precedenti a quella data, la soglia minima era di €154,94. Ricordiamo che in entrambi i casi questa soglia si applica al totale della fattura, anche nel caso di beni di diverso genere, e non a ogni bene singolo.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph"><strong>Uso personale</strong>: importante ricordare anche che questo beneficio è riservato ad <strong>acquisti di beni ad uso personale</strong>, e in tal senso viene considerata sia la tipologia che la quantità. La valutazione è sulla base di <a href="https://www.adm.gov.it/portale/documents/20182/883891/circ145_10giu1998.pdf/a631326f-e1e9-4cd3-a69e-f1b105563193" data-type="link" data-id="https://www.adm.gov.it/portale/documents/20182/883891/circ145_10giu1998.pdf/a631326f-e1e9-4cd3-a69e-f1b105563193" target="_blank" rel="noreferrer noopener">un&#8217;apposita circolare</a>, che elenca varie categorie di beni e applica il concetto più ampio possibile di &#8220;uso personale&#8221; (includendo ad esempio quello di eventuali familiari).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Trasporto</strong>: questi beni vanno trasportati all’estero tramite bagagli personali entro tre mesi dall’acquisto, e la fattura con il visto doganale va restituita al venditore entro quattro mesi.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>La procedura per il rimborso</strong></h4>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Per poter ottenere il rimborso è fondamentale che <strong>al momento dell&#8217;acquisto</strong> la fattura venga emessa in formato elettronico dal venditore, riportando dati anagrafici, il paese di residenza, la data di nascita, il tipo del documento, il numero e il paese di emissione del passaporto, e eventuali prove aggiuntive della residenza all’estero. Non sarà possibile ottenere il rimborso successivamente, anche se dotati di scontrini o ricevute diversi dalla fattura.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Se necessario, come prove della residenza all&#8217;estero è possibile anche usare un documento che riporti tale circostanza, o un <a href="https://www.i3italy.org/certificati-italiani-dallestero/" data-type="post" data-id="5007">certificato di iscrizione all&#8217;AIRE</a>.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">A scelta del venditore, è possibile che l’IVA venga pagata per poi essere rimborsata in una fase successiva, oppure che la fattura venga emessa senza IVA. Quest’ultima ipotesi è più rara, visto che spetterebbe al venditore regolarizzare l’imposta se la procedura non andasse a buon fine.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Il <a href="https://www.adm.gov.it/portale/progetti-aida-otello">sistema OTELLO</a> (Online Tax Refund at Exit: Light Lane Optimization) gioca un ruolo fondamentale nella digitalizzazione del processo di rimborso dell&#8217;IVA. Dal 1° settembre 2018, è obbligatorio emettere le fatture tax free in modo elettronico, e il visto doganale su tali fatture avviene digitalmente attraverso OTELLO. Pertanto, la fattura emessa al momento dell’acquisto riporterà un codice OTELLO (CRF0) che servirà negli step successivi alla pratica. Per chi ha <a href="https://www.i3italy.org/ottenere-spid-dallestero/">SPID o CIE</a>, è possibile consultare in tempo reale lo status di rilascio del visto doganale <a href="https://www.adm.gov.it/portale/consultazione-fatture-online" target="_blank" rel="noreferrer noopener">tramite l’apposito portale</a>.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Può capitare che il venditore sia associato a intermediari Tax Free (agenzie di<em> tax refund</em>), come ad esempio Global Blue. In quel caso la fattura riporterà questa circostanza, oppure (come nella maggioranza dei casi) che non ci siano intermediari indicati. In entrambi i casi, lo step successivo è recarsi all’ufficio doganale in aeroporto muniti della copia della fattura (o al desk di un intermediario), trasportando questi beni nel proprio bagaglio personale. Ciò deve avvenire entro tre mesi dall’acquisto. Una volta ottenuto il visto, la fattura viene digitalmente vistata e il venditore può verificare online l&#8217;avvenuta uscita del bene dal territorio comunitario, procedendo al rimborso se l’IVA era stata versata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sinteticamente, i passi necessari una volta accertato di avere diritto sono i seguenti:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>Acquistare un bene in Italia per un importo superiore a 70€, e farsi rilasciare fattura con dati anagrafici, numero di passaporto, prova di residenza all&#8217;estero e contenente un codice OTELLO (CFR0).</li>



<li>Entro tre mesi, esibire all&#8217;ufficio doganale di un aeroporto (o stazione, o porto) i beni acquistati, trasportati nel proprio bagaglio personale, assieme alla fattura, per l&#8217;apposizione del visto elettronico.</li>



<li>Ritrasmettere al venditore la fattura per completare la procedura e poter ricevere il rimborso.</li>



<li>In alternativa, rivolgersi a un intermediario che tratterrà parte del rimborso ma effettuerà la procedura per voi.</li>
</ol>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Amazon.it</strong><strong></strong></h4>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Amazon.it offre un&#8217;ulteriore facilitazione. Al momento, se l&#8217;acquisto soddisfa i seguenti requisiti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Articoli venduti e spediti da Amazon.it.</li>



<li>Valore complessivo dei beni acquistati superiore a 70 EUR (IVA inclusa).</li>



<li>L&#8217;ordine deve essere spedito in Italia.</li>



<li>L&#8217;indirizzo associato alla modalità di pagamento deve corrispondere con l&#8217;indirizzo di residenza estera.</li>
</ul>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">è possibile inviare <a href="richiesta-fattura@amazon.it">tramite email</a> una prova di residenza all’estero (consigliamo il <a href="https://www.i3italy.org/certificati-italiani-dallestero/">certificato di iscrizione all’AIRE</a>) e ottenere il rimborso diretto dell&#8217;IVA non appena l&#8217;acquisto viene consegnato a un indirizzo in Italia, senza necessità di formalità doganali successive. Si tratta di una procedura temporanea che, però, è in vigore da oltre un anno e risulta in vigore al momento di scrittura di questo articolo.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Suggeriamo tuttavia di sincerarsene prima di effettuare l&#8217;acquisto: per maggiori dettagli è possibile contattare l’indirizzo email <a href="mailto:richiesta-fattura@amazon.it">richiesta-fattura@amazon.it</a>. Se qualcosa fosse cambiato, fateci sapere!</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Dogana UK</strong></h4>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Il rimborso dell&#8217;IVA per i residenti nel Regno Unito rappresenta una significativa opportunità di risparmio, oltre ad un incoraggiamento ad effettuare acquisti in Italia. Ricordiamo che (raramente) per alcuni tipi di beni <a href="https://www.gov.uk/bringing-goods-into-uk-personal-use/arriving-in-Great-Britain" data-type="link" data-id="https://www.gov.uk/bringing-goods-into-uk-personal-use/arriving-in-Great-Britain">potrebbe dover essere necessario dichiararli alla dogana del Regno Unito</a> ed eventualmente pagare dazi o tasse. Esistono limiti specifici relativamente ad alcune categorie di beni, e inoltre una generica soglia di valore di £390. Tuttavia, anche se si supera quella soglia, su alcune categorie di beni i dazi da pagare sono <a href="https://www.gov.uk/guidance/simplified-rates-for-bringing-personal-goods-into-the-uk" data-type="link" data-id="https://www.gov.uk/guidance/simplified-rates-for-bringing-personal-goods-into-the-uk">azzerati o molto bassi, come indicato qui</a>, e quasi sempre inferiori all&#8217;IVA risparmiata. Le procedure doganali sono complesse, e non ci occupiamo del tema in maniera più approfondita di così.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Approfondimenti</h4>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Per ulteriori approfondimenti tecnici, fonti normative, e per analizzare la procedura dal punto di vista del rivenditore, è possibile consultare <a href="https://fiscomania.com/cessioni-a-turisti-extra-ue/" data-type="link" data-id="https://fiscomania.com/cessioni-a-turisti-extra-ue/">questo link</a>.</p>
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		<title>Avere un bambino in Inghilterra</title>
		<link>https://www.i3italy.org/avere-un-bambino-in-inghilterra/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Cesare G. Ardito]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Sep 2023 19:28:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I3Italy]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://italianiamanchester.com/?p=5770</guid>

					<description><![CDATA[Informazioni per chi vuole avere un figlio in Inghilterra, o lo ha già: documenti, benefit, procedure.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-justify has-small-font-size wp-block-paragraph">Alcune informazioni in questo articolo sono state raccolte grazie al sito web Italian Mums (<a title="" href="https://italianmums.co.uk" target="_blank" rel="noopener">italianmums.co.uk</a> &#8211; ora offline). Le informazioni in questo articolo non costituiscono <em>legal advice</em>, <em>financial advice</em> o <em>immigration advice</em>. Gli importi nell&#8217;articolo vengono aggiornati ogni anno e potrebbero dunque non essere quelli attuali &#8211; cliccando sull&#8217;importo si potrà visualizzare quello più aggiornato sul sito gov.uk.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Soprattutto dopo la Brexit, ci sono varie informazioni che è opportuno che tutti i neo-genitori conoscano. Le raccogliamo in questo articolo, partendo dalla gravidanza fino ai mesi successivi al parto. </p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="#gravidanza" title="Gravidanza">Gravidanza</a>.</li>



<li><a href="#parto" title="Parto">Parto</a>.</li>



<li><a href="#registrazioneuk" title="">Registrazione della nascita nel Regno Unito</a></li>



<li><a href="#registrazione" title="">Registrazione della nascita al Consolato e passaporto italiano</a>.</li>



<li><a href="#passaportouk" title="">Passaporto britannico</a>.</li>



<li><a href="#childbenefit" title="">Child benefit</a>.</li>
</ul>



<h4 class="wp-block-heading" id="gravidanza">La gravidanza in Inghilterra</h4>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Dopo aver scoperto la gravidanza attraverso un test, è opportuno informare <a href="https://www.i3italy.org/sanita/" title="Guida alla Sanità in Inghilterra">il proprio GP</a>, che con ogni probabilità vi metterà in contatto con una <em>midwife</em> (traducibile come ostetrica, levatrice). In Inghilterra questa figura è centrale durante la gravidanza, fornendo assistenza e informazioni a ogni passo. Specialisti come ginecologi e pediatri intervengono solo in casi specifici o anomalie durante la gravidanza.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Tramite la <em>midwife</em>, si seguirà il protocollo NHS che prevede esami, screening, ecografie secondo <a href="https://www.nhs.uk/pregnancy/your-pregnancy-care/your-antenatal-appointments/" target="_blank" rel="noopener" title="un calendario preciso">un calendario preciso</a>, che garantirà di ricevere tutte le cure, e le eventuali terapie, necessarie fino al momento del parto. Riceverete inoltre il vostro Personal Maternity Record (o <em>maternity notes</em>), un libricino (o un portale accessibile online) che ha il compito di raccogliere tutte le informazioni su visite, esami, e progressione della gravidanza, che dovrete portare a tutte le visite e gli esami successivi. La <em>midwife</em> che vi segue durante la gravidanza potrebbe non essere la stessa presente durante il parto, e a volte potrebbe cambiare da visita a visita (soprattutto se si è seguiti da un team). In linea di massima, vengono offerti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Un&#8217;ecografia tra l&#8217;8° e la 14° settimana, che aiuta a determinare la data prevista del parto e a verificare se si tratta di una gravidanza multipla.</li>



<li>Un&#8217;ecografia tra la 18° e la 21° settimana, per esaminare l&#8217;anatomia del bambino e individuare eventuali anomalie strutturali.</li>



<li>Test per valutare il rischio di condizioni genetiche come la sindrome di Down, la sindrome di Edwards e la sindrome di Patau.</li>



<li>Test per la sifilide, HIV e epatite B, per garantire che queste condizioni siano identificate e gestite correttamente se presenti.</li>



<li>Test per anemia e per verificare il gruppo sanguigno e il fattore Rh.</li>



<li>Test per l&#8221;anemia falciforme e la talassemia, condizioni emoglobiniche ereditarie che possono influenzare la salute del bambino.</li>



<li>Fornitura di materiali informativi, come volantini e libretti, che spiegano il percorso della gravidanza e i servizi disponibili.</li>



<li>Accesso a gruppi di supporto e consulenza, se necessario, per affrontare eventuali preoccupazioni o ansie relative alla gravidanza.</li>



<li>Ulteriori ecografie o test diagnostici se emergono preoccupazioni durante la gravidanza.</li>
</ul>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">La prima visita è particolarmente importante: è consigliato non attendere oltre l&#8217;ottava settimana per prenotarla e, se possibile, di accompagnarsi con il partner: infatti durante questa visita si discuteranno le storie mediche familiari di entrambi i genitori, che potrebbero determinare la necessità di eseguire alcuni test aggiuntivi. </p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Inoltre, potete iscrivervi alla newsletter <a href="https://www.nhs.uk/start-for-life/start-for-life-emails/" target="_blank" rel="noopener" title="Start4Life">Start4Life</a>, che vi invierà email settimanali con informazioni rilevanti per il momento della gravidanza in cui vi trovate, o successivamente dell&#8217;infanzia del bambino. In aggiunta a vari workshop gratuiti offerti da ospedali o strutture NHS, esistono moltissimi corsi pre-parto a pagamento organizzati dalla charity <a href="https://www.nct.org.uk/courses-workshops" target="_blank" rel="noopener" title="NCT">NCT</a>.</p>



<div class="wp-block-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-fe48e5de wp-block-buttons-is-layout-flex">
<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-neve-link-color-background-color has-background wp-element-button" href="https://www.nhs.uk/pregnancy/your-pregnancy-care/">Informazioni NHS sulla gravidanza</a></div>



<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-italygreen-background-color has-background wp-element-button" href="https://www.nhs.uk/start-for-life/start-for-life-emails/">Newsletter Start4Life</a></div>



<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-italypurple-background-color has-background wp-element-button" href="https://www.nct.org.uk/courses-workshops">Corsi NCT pre-parto</a></div>
</div>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">In Inghilterra, di solito vengono effettuate due ecografie standard durante la gravidanza, una alla dodicesima e una alla ventesima settimana, ma ecografie aggiuntive non ritenute strettamente necessarie possono essere effettuate a pagamento presso centri privati, per ulteriori rassicurazioni o verifiche.</p>



<h5 class="wp-block-heading">Benefit e congedo durante la gravidanza</h5>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Le donne in gravidanza in Inghilterra hanno diritto all&#8217;<a href="https://www.nhsbsa.nhs.uk/check-if-you-have-nhs-exemption/maternity-exemption-certificates" target="_blank" rel="noopener" title="Maternity Exemption Certificate"><strong>NHS Maternity Exemption Certificate</strong></a> per accedere a medicinali gratuiti fino al primo anno di vita del bambino, e a trattamenti dentali gratuiti. </p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Quasi sempre sarà la <em>midwife</em> a occuparsi delle pratiche burocratiche necessarie per ottenerlo: se utilizzerà il sistema online, riceverete un certificato per email, altrimenti lo riceverete per posta a casa nei 10 giorni successivi.</li>



<li>Il&nbsp;<em>Maternity Exemption Certificate è</em>&nbsp;valido sin da un mese prima della data in cui la richiesta viene ricevuta fino a dodici mesi dopo&nbsp;la data prevista per la nascita del bambino. Nel caso che il bambino nasca in ritardo, è possibile chiedere un’estensione.</li>



<li>Se avete pagato dei medicinali prima di ricevere il certificato, è&nbsp;possibile richiedere il rimborso per ogni medicinale pagato dall’inizio della data segnata sul vostro certificato, che di solito partirà un mese <strong>prima</strong> del giorno in cui viene ricevuta la vostra richiesta. Non è però&nbsp;possibile richiedere il rimborso per ogni medicinale, ma solamente quelli per cui avrete richiesto al farmacista&nbsp;<strong>uno scontrino FP57 e il relativo modulo per la richiesta del rimborso</strong>.&nbsp;È importante notare che questi ultimi devono essere richiesti al momento del pagamento, poiché <strong>non possono in alcun modo essere rilasciati successivamente</strong>.</li>



<li>Un altro certificato, il <a href="https://www.gov.uk/government/publications/maternity-certificate-mat-b1-guidance-for-health-professionals" target="_blank" rel="noopener" title="Maternity Certificate (MAT B1)">Maternity Certificate (MAT B1)</a> sarà necessario per richiedere congedo dal lavoro, vari benefit e eventualmente fare domanda per poter partorire in Italia.</li>
</ul>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Inoltre, tutte le donne in gravidanza hanno diritto per legge a un periodo di congedo dal lavoro, la <a href="https://www.nhs.uk/pregnancy/finding-out/maternity-and-paternity-benefits-and-leave/" target="_blank" rel="noopener" title="Statutory Maternity Leave"><strong>Statutory Maternity Leave</strong></a>, che può durare fino a 52 settimane, che possono iniziare a partire da 11 settimane prima la data prevista per il parto. Non è obbligatorio usufruirne, con un&#8217;eccezione: è obbligatorio prendere 2 settimane di ferie dopo il parto (4 per chi lavora in fabbrica).</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Durante questo periodo, si percepisce la <a title="Statutory Maternity Pay" href="https://www.gov.uk/maternity-pay-leave" target="_blank" rel="noopener">Statutory Maternity Pay</a>, che dà diritto a ricevere il 90% della propria paga normale per le prime 6 settimane, <a href="https://www.gov.uk/maternity-pay-leave/pay" data-type="link" data-id="https://www.gov.uk/maternity-pay-leave/pay">£184.03</a> a settimana (o il 90% della paga normale, se inferiore) per le successive 33 settimane, e nulla per le successive 13. Molte aziende hanno policies aggiuntive migliori incluse nei contratti di lavoro o nelle condizioni.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">È possibile condividere la <em>maternity leave</em> con l&#8217;altro genitore, tramite la <a title="Shared Parental Leave" href="https://www.gov.uk/shared-parental-leave-and-pay" target="_blank" rel="noopener">Shared Parental Leave</a> e la <a title="Statutory Shared Parental Pay" href="https://www.gov.uk/shared-parental-leave-and-pay" target="_blank" rel="noopener">Statutory Shared Parental Pay</a>: in questo caso un massimo di 50 settimane può essere condiviso tra i due genitori, e fino a 37 settimane di paga che, però, è da subito fissata a un massimo di <a href="https://www.gov.uk/maternity-pay-leave/pay" data-type="link" data-id="https://www.gov.uk/maternity-pay-leave/pay">£184.03</a> a settimana.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Una prassi diffusa è usufruire delle sei settimane di paga al 90% della Statutory Maternity Leave per la partoriente, per poi dividersi la Shared Parental Leave a seconda delle necessità familiari. Esistono criteri precisi e regole particolari in varie situazioni, e consigliamo di utilizzare il tool del governo per pianificare la propria situazione e dare ampia notifica ai propri datori di lavoro.</p>



<div class="wp-block-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-fe48e5de wp-block-buttons-is-layout-flex">
<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-italyblue-background-color has-background wp-element-button" href="https://www.gov.uk/plan-shared-parental-leave-pay">Shared Parental Leave calculator</a></div>



<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-italygreen-background-color has-background wp-element-button" href="https://www.gov.uk/government/publications/maternity-certificate-mat-b1-guidance-for-health-professionals/benefits-available-during-pregnancy-background-information">Benefit per donne in gravidanza</a></div>
</div>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Qualora si fosse self-employed (lavoratori autonomi), o in altri casi in cui non si applica la SMP, si ha invece diritto alla<strong> <a href="https://www.gov.uk/maternity-allowance" target="_blank" rel="noopener" title="Maternity Allowance">Maternity Allowanc</a></strong><a href="https://www.gov.uk/maternity-allowance" target="_blank" rel="noopener" title="Maternity Allowance"><strong>e</strong></a>, pagata da JobCentre Plus. Si riceveranno £172.60 a settimana (o il 90% dei guadagni normali, se inferiori), ma solo se si è in regola con le National Insurance Contributions &#8211; altrimenti <a href="https://www.gov.uk/maternity-allowance/what-youll-get" target="_blank" rel="noopener" title="l'importo potrebbe essere ridotto">l&#8217;importo potrebbe essere ridotto</a>.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Chi non avesse diritto né alla SMP, né alla MA, potrebbe avere diritto alla <a href="https://www.gov.uk/guidance/new-style-employment-and-support-allowance" target="_blank" rel="noopener" title="New Style Employment and Support Allowance"><strong>New Style Employment and Support Allowance</strong></a> &#8211; ciò dipende ancora dalle National Insurance Contributions,e dalla propria situazione.</p>



<h4 class="wp-block-heading" id="parto">Partorire</h4>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">In Inghilterra, il percorso verso il parto è un&#8217;esperienza ricca di informazioni, supporto e opzioni personalizzate, grazie all&#8217;assistenza costante delle <em>midwife</em>, professioniste che guidano le future mamme attraverso ogni fase della gravidanza fino al momento del parto.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">L&#8217;esperienza inizia con la creazione di un <a href="https://www.nhs.uk/pregnancy/labour-and-birth/preparing-for-the-birth/how-to-make-a-birth-plan/" target="_blank" rel="noopener" title="birth plan">birth plan</a>, un documento che racchiude le preferenze e i desideri delle future mamme per il giorno del parto. Questo piano, che viene discusso e sviluppato in collaborazione con la <em>midwife</em>, serve a comunicare al team medico le scelte personali su vari aspetti del parto, come il tipo di terapia antidolorifica desiderata, chi si vuole accanto durante il parto, e la preferenza per un contatto immediato pelle a pelle con il neonato post-parto, e le proprie preferenze in merito all&#8217;allattamento naturale.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">La scelta del <strong>luogo del parto</strong> è un altro aspetto fondamentale del percorso. Le future mamme hanno <a href="https://www.nhs.uk/pregnancy/labour-and-birth/preparing-for-the-birth/where-to-give-birth-the-options/" target="_blank" rel="noopener" title="diverse opzioni tra cui scegliere">diverse opzioni tra cui scegliere</a>: </p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Le <em>Midwifery Units</em> o i <em>Birth Centre</em>, delle strutture apposite che offrono un ambiente meno medicalizzato e più accogliente, con un&#8217;atmosfera rilassata che molte donne trovano rassicurante. Si trovano negli ospedali, quindi in caso di emergenza medica o necessità è possibile il trasferimento rapido in reparto per intervenire.</li>



<li>Una <em>birthing pool</em>, anch&#8217;essa situata in ospedale, che permette di partorire in acqua. Questa è un&#8217;opzione abbastanza popolare in Inghilterra.</li>



<li>Il reparto di maternità: indicato per chi desidera ricevere un&#8217;epidurale, fornisce l&#8217;accesso immediato a specialisti e attrezzature avanzate in caso di complicanze, rendendolo una scelta sicura per chi ha una gravidanza considerata ad alto rischio o per chi desidera avere a disposizione tutte le opzioni mediche disponibili.</li>



<li>La propria casa: il parto a casa è una scelta rara, ma possibile: richiede una valutazione accurata delle possibili emergenze e della prontezza nel trasferimento in ospedale se necessario. Sareste comunque assistiti da una <em>midwife</em> o più membri del team, anche se è possibile rifiutare quest&#8217;offerta e avere un&#8217;<em>unassisted birth</em>.</li>
</ul>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">In Inghilterra la tendenza è quella di promuovere il <strong>parto naturale</strong>, con il parto cesareo suggerito solo in caso di rischi specifici per la madre o il bambino. Tuttavia, chi desiderasse un parto cesareo ha il diritto di richiederlo, ed è frequente farlo. In Inghilterra, soprattutto nei reparti maternità, è molto più comune che in Italia l&#8217;utilizzo di <a href="https://www.nhs.uk/pregnancy/labour-and-birth/what-happens/forceps-or-vacuum-delivery/" target="_blank" rel="noopener" title="forcipe e ventose">forcipe e ventose</a>, che sono utilizzati in circa 1 parto su 8. Di nuovo, è possibile rifiutarne l&#8217;utilizzo nel proprio <em>birth plan</em>.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Durante la preparazione al parto ci sono corsi o volantini appositi dedicati ad ogni aspetto del parto, fornendo informazioni su come gestire il dolore, su quali sono le procedure standard in caso di complicanze, e su come personalizzare l&#8217;esperienza del parto per rispecchiare le proprie preferenze e necessità.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Dal punto di vista economico, NHS copre la maggior parte dei costi associati al parto, rendendo il ricorso ad un ospedale privato meno comune e molto più costoso, a meno che non si disponga di risorse economiche considerevoli. </p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Insomma, NHS consente a ognuno di orientarsi e fare le scelte che desidera per l&#8217;esperienza del parto. Per i più confusi e per aiutare a capire la prassi locale, diamo <a href="https://digital.nhs.uk/data-and-information/publications/statistical/nhs-maternity-statistics/2021-22" target="_blank" rel="noopener" title="qualche statistica">qualche statistica</a>:</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><a href="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/09/image-2.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="555" src="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/09/image-2-1024x555.png" alt="Statistiche NHS 2021-22" class="wp-image-9489" style="width:717px;height:389px" srcset="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/09/image-2-1024x555.png 1024w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/09/image-2-300x162.png 300w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/09/image-2-768x416.png 768w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/09/image-2.png 1047w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
</div>


<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Dopo il parto, una volta dimessi dall&#8217;ospedale, è possibile farsi assistere da una <a href="https://doula.org.uk/" target="_blank" rel="noopener" title="doula">doula</a>, una figura professionale che si occupa di affiancare i neo-genitori nei primi giorni di convivenza con il neonato.</p>



<h5 class="wp-block-heading">Partorire in Italia: modalità e conseguenze</h5>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Molti italiani in Inghilterra valutano l&#8217;opzione di far nascere il proprio bambino in Italia, per poter essere vicini alla propria famiglia, avere una rete di supporto migliore o per una preferenza personale riguardo le scelte cliniche italiane. Ricordiamo infatti che in Italia il ricorso al <a href="https://www.epicentro.iss.it/percorso-nascita/spinelli" target="_blank" rel="noopener" title="parto cesareo è assai più comune">parto cesareo è assai più comune</a> ed <a href="https://lareviewdellostetrica.com/2021/03/29/parto-operativo-nuove-linee-guida/" target="_blank" rel="noopener" title="è molto raro venga utilizzato il forcipe">è molto raro venga utilizzato il forcipe</a>. </p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Tuttavia, come sappiamo, gli italiani <a href="https://www.i3italy.org/iscriversi-allaire/" title="Iscriversi all’AIRE">iscritti all&#8217;AIRE</a> perdono la copertura sanitaria in Italia: è vero, come turisti possono utilizzare la propria <a href="https://www.i3italy.org/ehic/" title="EHIC o GHIC: copertura sanitaria in UE dopo la Brexit">NHS EHIC/GHIC</a> per accedere al sistema sanitario italiano, ma solo per cure necessarie non programmate. Ebbene, esiste per fortuna <strong>un&#8217;eccezione apposita</strong>: è possibile compilare un <a href="https://www.nhs.uk/using-the-nhs/healthcare-abroad/going-abroad-for-treatment/giving-birth-outside-the-uk/" target="_blank" rel="noopener" title="Giving birth abroad application form">Giving birth abroad application form</a>, e richiedere a NHS di coprire le spese del parto in Italia. Si può fare domanda per email o per posta, e occorrerà allegare <a href="https://www.gov.uk/government/publications/maternity-certificate-mat-b1-guidance-for-health-professionals" target="_blank" rel="noopener" title="il proprio certificato di maternità MAT B1">il proprio certificato di maternità MAT B1</a>. Ciò coprirà solo il parto e le spese relative alla gravidanza, dunque vi servirà comunque una EHIC/GHIC per ogni altra prestazione sanitaria associata. Ricordiamo, a scanso di equivoci, che <strong>tutto ciò è valido anche dopo la Brexit</strong>: infatti, l&#8217;accordo di recesso mantiene gli accordi sanitari tra Italia e Regno Unito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se dunque l&#8217;aspetto economico non è un problema, esistono tuttavia alcuni aspetti da considerare prima di prendere una decisione:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Se almeno uno dei due genitori è cittadino britannico, il bambino nato all&#8217;estero sarà britannico nella maggioranza dei casi. <a href="https://www.gov.uk/apply-citizenship-british-parent/born-on-or-after-1-july-2006" target="_blank" rel="noopener" title="">Non occorre registrarne la nascita</a>. Esistono alcuni casi particolari più complessi, <a href="https://www.gov.uk/apply-citizenship-british-parent/born-on-or-after-1-july-2006" target="_blank" rel="noopener" title="consultabili qui">consultabili qui</a>.</li>



<li>Se almeno uno dei due genitori ha il settled status, o un&#8217;altra forma di <em>indefinite leave to remain</em>, un bambino nato nel Regno Unito è automaticamente cittadino britannico. Per un bambino nato fuori dal Regno Unito, invece, <strong>non è così</strong>.</li>



<li>Se almeno uno dei due genitori ha il <a title="EU Settlement Scheme" href="https://www.i3italy.org/eu-settlement-scheme/">presettled o il settled status</a> (ottenuto sulla base dei propri diritti acquisiti di residenza prima della Brexit, e non tramite ricongiungimento familiare con terzi) prima di tornare nel Regno Unito con il proprio bambino nato in Italia sarà necessario fare domanda di presettled o settled status (gratuitamente, tramite l&#8217;app, collegandola allo status di uno dei genitori) ed è consigliato attendere risposta prima di viaggiare verso il Regno Unito.</li>



<li>In caso di genitori con visto o comunque senza uno status EUSS, le pratiche per portare il proprio bambino in UK con se potrebbero essere <a href="https://www.gov.uk/uk-family-visa/child" target="_blank" rel="noopener" title="più lunghe e costose">più lunghe e costose</a>.</li>
</ul>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Qualora il bambino nascesse in Italia, consigliamo a tutti di chiedere al proprio Comune il rilascio del certificato di nascita <strong>in formato plurilingue</strong>, per evitare di doverlo far tradurre. Le modalità variano da Comune a Comune, e ci è impossibile indicarvele tutte.</p>



<h4 class="wp-block-heading" id="registrazioneuk">Registrazione della nascita nel Regno Unito</h4>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Tutte le nascite in Inghilterra e Galles devono essere registrate<strong>&nbsp;entro 42 giorni dalla nascita del bambino</strong>. Puoi farlo presso&nbsp;<a href="https://web.archive.org/web/20200918165843/https://www.gov.uk/register-offices">l’ufficio locale di registrazione</a>&nbsp;dell’area in cui è nato il bambino o <strong>direttamente in ospedale</strong>, prima delle dimissioni. Ci si può anche recare presso un altro ufficio di registrazione, e saranno loro poi a mandare i dettagli all’ufficio corretto. Le regole per la registrazione delle nascite sono diverse a seconda che il bambino sia&nbsp;<a href="https://www.nrscotland.gov.uk/registration/registering-a-birth" target="_blank" rel="noopener" title="">nato in Scozia</a> o&nbsp;<a href="https://www.nidirect.gov.uk/index/information-and-services/government-citizens-and-rights/births-and-registration/registering-and-naming-your-baby.htm" target="_blank" rel="noopener" title="">Irlanda del Nord</a>.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Occorre avere con se un documento di identità/proof of address/certificato di nascita o simili. Basta un genitore qualsiasi a registrare la nascita, ma nel caso di genitori non sposati per far sì che <strong>sul certificato appaiano entrambi i nomi</strong> è necessario o andare insieme (consigliato) o far compilare al genitore assente una dichiarazione scaricabile seguendo il link sottostante. </p>



<div class="wp-block-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-fe48e5de wp-block-buttons-is-layout-flex">
<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-italyblue-background-color has-background wp-element-button" href="https://www.gov.uk/register-birth">Registrare una nascita (gov.uk)</a></div>
</div>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Un consiglio: <strong>chiedete più copie del certificato di nascita</strong>: una andrà, ad esempio, inviata al Consolato italiano. Esistono inoltre due tipi di certificato di nascita: breve e integrale. Consigliamo di richiedere e usare sempre quella integrale, e di portarlo con se quando si viaggia &#8211; soprattutto viaggia accompagnato solo da un genitore: in quel caso, <a href="https://www.i3italy.org/viaggi-italia-uk/" title="Viaggi da e per l’Italia">leggete qui cosa fare</a>.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">A seconda della situazione familiare, potrebbe inoltre essere necessario comunicare la nascita del bambino a vari enti, come il council, HMRC o DWP. Raccomandiamo una veloce analisi delle proprie circostanze e di cosa potrebbe cambiare, oltre alla lettura della sezione in merito ai Child benefit di questo articolo.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><a href="https://www.bing.com/images/create/"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" src="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/10/5fb9c242-52ef-4ac8-87c3-e3e836e7c6e4.jpg" alt="" class="wp-image-9514" style="width:338px;height:338px" srcset="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/10/5fb9c242-52ef-4ac8-87c3-e3e836e7c6e4.jpg 1024w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/10/5fb9c242-52ef-4ac8-87c3-e3e836e7c6e4-300x300.jpg 300w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/10/5fb9c242-52ef-4ac8-87c3-e3e836e7c6e4-150x150.jpg 150w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/10/5fb9c242-52ef-4ac8-87c3-e3e836e7c6e4-768x768.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
</div>


<h4 class="wp-block-heading" id="registrazione">Registrazione della nascita al Consolato e passaporto italiano</h4>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">In alcuni casi un bambino che nasce in Inghilterra o Galles da almeno un genitore italiano è automaticamente italiano, in altri casi non è così. Infatti la normativa è cambiata il 27 marzo 2025, e <a href="https://integrazionemigranti.gov.it/it-it/Ricerca-news/Dettaglio-news/id/4285/Cittadinanza-italiana-convertito-il-DL-362025-Le-novita-principali" data-type="link" data-id="https://integrazionemigranti.gov.it/it-it/Ricerca-news/Dettaglio-news/id/4285/Cittadinanza-italiana-convertito-il-DL-362025-Le-novita-principali">di nuovo il 24 maggio 2025</a>. Si vedano a tal proposito <a href="https://conslondra.esteri.it/it/servizi-consolari-e-visti/servizi-per-il-cittadino-italiano/stato-civile/come-registrare-una-nascita-in-italia/" data-type="link" data-id="https://conslondra.esteri.it/it/servizi-consolari-e-visti/servizi-per-il-cittadino-italiano/stato-civile/come-registrare-una-nascita-in-italia/">le indicazioni del Consolato di Londra</a>, <a href="https://consmanchester.esteri.it/it/servizi-consolari-e-visti/servizi-per-il-cittadino-italiano/stato-civile/atti-di-nascita/" data-type="link" data-id="https://consmanchester.esteri.it/it/servizi-consolari-e-visti/servizi-per-il-cittadino-italiano/stato-civile/atti-di-nascita/">e di Manchester</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Abbiamo dedicato un intero articolo al tema: vi invitamo a leggerlo e avvalervi delle risorse in esso contenute:</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><a href="https://www.i3italy.org/cittadinanza/"><img data-dominant-color="75a359" data-has-transparency="false" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2025/07/covercitta-1024x576.avif" alt="" class="wp-image-14579 not-transparent" style="--dominant-color: #75a359; width:514px;height:auto" srcset="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2025/07/covercitta-1024x576.avif 1024w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2025/07/covercitta-300x169.avif 300w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2025/07/covercitta-768x432.avif 768w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2025/07/covercitta.avif 1202w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
</div>


<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Nei casi in cui il bambino fosse cittadino italiano in automatico (che, ripetiamo, <a href="https://www.i3italy.org/cittadinanza/" data-type="post" data-id="14171"><strong>non è scontato! Leggete l&#8217;articolo!</strong></a>) occorre registrarne la nascita al Consolato di riferimento entro il diciottesimo compleanno (va da se, meglio farlo prima possibile!). In tal caso la procedura è postale, e occorre inviare al Consolato di riferimento (<a title="" href="https://conslondra.esteri.it/it/servizi-consolari-e-visti/servizi-per-il-cittadino-italiano/stato-civile/come-registrare-una-nascita-in-italia/" target="_blank" rel="noopener">Londra</a> o <a href="https://consmanchester.esteri.it/it/servizi-consolari-e-visti/servizi-per-il-cittadino-italiano/stato-civile/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Manchester</a>):</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Un <strong>originale</strong> del certificato di nascita britannico, <a title="apostillato " href="https://www.gov.uk/get-document-legalised" target="_blank" rel="noopener">apostillato</a> e tradotto. Da entrambi i consolati viene consigliato di avvalersi di un traduttore certificato, cioè registrato con il Chartered Institute of Linguists (<a href="https://www.ciol.org.uk/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">CIOL</a>), Institute of Translation and Interpreting (<a href="https://www.iti.org.uk/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ITI</a>), Association of Translation Companies (<a href="https://atc.org.uk/">ATC</a>), ma non è obbligatorio. In caso di errori, il Consolato potrebbe però respingere la traduzione effettuata dall&#8217;utente. Ogni Consolato cura anche una lista di traduttori sul proprio territorio (<a title="lista Londra" href="https://conslondra.esteri.it/it/info-utili/professionisti-ed-enti/traduttori-ed-interpreti/" target="_blank" rel="noopener">lista Londra</a>, <a href="https://consmanchester.esteri.it/it/servizi-consolari-e-visti/servizi-per-il-cittadino-italiano/altri-servizi/albo-consolare/professionisti-patronati-e-associazioni/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">lista Manchester</a>). In ogni caso, non occorre apostillare la traduzione. Attenzione: il Consolato non restituirà l&#8217;originale!</li>



<li>Il modulo di registrazione compilato e firmato da tutti i genitori che compaiono sul certificato di nascita.</li>



<li>Fotocopie dei documenti di identità di tutti i genitori che compaiono sul certificato di nascita.</li>



<li>Se i genitori non sono <a href="https://www.i3italy.org/iscriversi-allaire/" title="Iscriversi all’AIRE">iscritti all&#8217;AIRE</a>, la procedura si complica perché la nascita andrebbe teoricamente registrata presso il Comune italiano di residenza, o occorre iscriversi contestualmente. Se state leggendo questo articolo e avete in programma di avere un bambino in UK, ma siete illegittimamente non iscritti all&#8217;AIRE, <a href="https://www.i3italy.org/iscriversi-allaire/" title="Iscriversi all’AIRE">consigliamo di iscrivervi</a>!</li>



<li>Se il matrimonio dei genitori non è registrato con il Consolato, di nuovo non è possibile procedere prima di averlo registrato. Occorrerà quindi allegare, nella stessa busta, anche tutti i documenti relativi a questa richiesta. Questo si applica anche se uno dei genitori non è italiano.</li>



<li>Autocertificazioni e/o certificati a seconda della modalità di trasmissione della cittadinanza, che dipendono da caso a caso. Consultate la guidance consolare per la vostra situazione, o <a href="https://i3italy.fillout.com/cittadinanza">usate il nostro questionario</a> per capire quale sia la fattispecie migliore per voi.</li>
</ul>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Sia il Consolato di Londra che quello di Manchester, rispettivamente <a href="https://conslondra.esteri.it/it/servizi-consolari-e-visti/servizi-per-il-cittadino-italiano/stato-civile/come-registrare-una-nascita-in-italia/" data-type="link" data-id="https://conslondra.esteri.it/it/servizi-consolari-e-visti/servizi-per-il-cittadino-italiano/stato-civile/come-registrare-una-nascita-in-italia/">da settembre 2024</a> e da maggio 2025, richiedono di registrare prima il certificato di nascita, e solo in seguito richiedere il passaporto. <strong>Non si possono quindi mettere le due pratiche nella stessa busta</strong>.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Una volta inviato il plico, di solito si riceve una notifica tramite email dal Consolato di avvenuto invio al Comune AIRE di riferimento della pratica, e successivamente una notifica dal Comune di avvenuta trascrizione dell&#8217;atto di nascita. Tuttavia, purtroppo per disguidi logistici non è infrequente che queste notifiche non vengano recapitate. In tal caso consigliamo di controllare periodicamente il proprio stato di famiglia sull&#8217;<a href="https://anpr.interno.it" data-type="link" data-id="https://anpr.interno.it">Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente</a>, a cui si può accedere tramite <a href="https://www.i3italy.org/ottenere-spid-dallestero/" data-type="post" data-id="3031">SPID</a> o <a href="https://www.i3italy.org/rinnovare-la-carta-di-identita-italiana/" data-type="post" data-id="4940">CIE</a>: quando il bambino appare, la procedura è completata! L&#8217;emissione del passaporto è procedura successiva e separata dalla registrazione, anche se allegata nella stessa busta.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Come avete letto, è consigliato avvalersi di un traduttore certificato. Per questo motivo, molti traduttori offrono un servizio all-in-one in cui sbrigano tutte le pratiche per voi tramite posta, garantendo anche che i moduli vengano compilati correttamente e evitando potenziali errori o ritardi. Per questo servizio vi consigliamo <a title="Baraka Translations" href="https://barakatranslations.com/" target="_blank" rel="noopener">Baraka Translations</a>, sia per affidabilità che per prezzi.</p>



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<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-italygreen-background-color has-background wp-element-button" href="https://conslondra.esteri.it/it/servizi-consolari-e-visti/servizi-per-il-cittadino-italiano/passaporti-e-servizi/passaporto-per-minori-da-0-a-11-anni/">Primo passaporto (Londra, under 12)</a></div>
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<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-neve-link-hover-color-background-color has-background wp-element-button" href="https://consmanchester.esteri.it/it/servizi-consolari-e-visti/servizi-per-il-cittadino-italiano/stato-civile/atti-di-nascita/">Registrazione nascita (Manchester)</a></div>



<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-italyblue-background-color has-background wp-element-button" href="https://consmanchester.esteri.it/it/servizi-consolari-e-visti/servizi-per-il-cittadino-italiano/passaporti-e-carte-didentita/passaporto-per-minore-da-0-a-11-anni-solo-via-posta/">Primo passaporto (Manchester, under 12)</a></div>
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<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Sottolineamo che <strong>non è obbligatorio richiedere un passaporto italiano</strong> quando si registra un bambino come cittadino italiano! Ricordiamo infatti che il primo passaporto dura solo tre anni, e viene emesso al costo totale di circa £130: se per i bambini con una sola cittadinanza è indispensabile procurarsene uno, molti genitori di bambini con più di una cittadinanza scelgono di non richiedere il passaporto e limitarsi alla carta di identità, o a nessun documento italiano. Vi rimandiamo all&#8217;articolo &#8220;<a title="Doppia cittadinanza italo-britannica: consigli" href="https://www.i3italy.org/doppia-cittadinanza/">doppia cittadinanza</a>&#8221; per informazioni in tal senso.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Se il bambino<strong> non fosse automaticamente cittadino italiano</strong>, cioè se non valesse nessuna delle condizioni qui sopra, allora va considerata la sua altra cittadinanza (se non ne avesse una, sarebbe italiano): se il bambino fosse cittadino britannico dalla nascita, leggete qui sotto. Se il bambino fosse invece solo cittadino di altri paesi, europei e non, allora dovrebbe <a href="https://settled.org.uk/eusshelp-child-application/" data-type="link" data-id="https://settled.org.uk/eusshelp-child-application/">chiedere il presettled status</a> (o associarsi come dependant al visto del genitore italiano) entro 90 giorni, come indicato qui sotto, eventualmente avvalendosi di moduli cartacei.</p>



<h5 class="wp-block-heading">Presettled o settled status per il neonato: entro 90 giorni</h5>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Come abbiamo visto, se almeno uno dei due genitori ha la cittadinanza britannica, o ha il settled status, <mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-nv-c-1-color">o ha maturato il diritto al settled status<a href="#note" title="*">*</a></mark>, o ha un&#8217;altra forma di <em>indefinite leave to remain</em>, un bambino nato nel Regno Unito è <strong>automaticamente cittadino britannico</strong>. Ciò vuol dire che non necessita di alcun permesso o status, e <a href="https://www.gov.uk/get-a-child-passport/first-child-passport" target="_blank" rel="noopener" title="può richiedere il suo primo passaporto britannico">può richiedere il suo primo passaporto britannico</a> (al genitore sarà richiesto di fornire il proprio UAN, numero di 16 cifre in alto a destra nella propria lettera di conferimento dello status, <a href="https://www.i3italy.org/pre-settled-e-settled-status-restare-aggiornati/" title="Pre-settled e Settled status: restare aggiornati">o reperibile online</a>, come da <a href="https://www.gov.uk/government/publications/applying-for-a-child-passport-if-granted-ilr-under-the-eu-settlement-scheme" target="_blank" rel="noopener" title="guidance">guidance</a>).</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Tuttavia un bambino che nasce da due genitori senza uno dei requisiti di cui sopra, e non è dunque cittadino britannico, <strong>deve fare domanda di un permesso per rimanere nel Regno Unito entro 90 giorni dalla nascita</strong>. Se uno dei due genitori ha il presettled status (ottenuto sulla base dei propri diritti acquisiti di residenza prima della Brexit, e non tramite ricongiungimento familiare con terzi) questo permesso è a sua volta il presettled status. Esistono due modi di fare domanda di presettled status per il neonato:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Tramite app</strong> (<a href="https://www.i3italy.org/eu-settlement-scheme/" title="EU Settlement Scheme">come descritto qui</a>), collegando la domanda allo status del genitore fornendo il proprio UAN (reperibile <a href="https://www.i3italy.org/pre-settled-e-settled-status-restare-aggiornati/" title="Pre-settled e Settled status: restare aggiornati">come indicato qui</a>). Per procedere così, tuttavia, occorre essere in possesso di un documento biometrico per il bambino, e (stante l&#8217;attuale difficoltà nell&#8217;ottenere <a href="https://www.i3italy.org/rinnovare-la-carta-di-identita-italiana/" title="Rinnovare la carta di identità: informazioni e consigli">una carta di identità elettronica</a>) avere dunque registrato la nascita e ricevuto il passaporto dal Consolato. Non sempre ciò è possibile entro 90 giorni, purtroppo.</li>



<li><strong>Tramite moduli cartacei.</strong> Se non si riesce ad ottenere il passaporto in 90 giorni, <strong>si può anche fare l’application solamente fornendo il certificato di nascita</strong>. Bisogna contattare l’<a href="https://www.gov.uk/government/publications/apply-to-the-eu-settlement-scheme-by-post-or-email" target="_blank" rel="noreferrer noopener">EU Settlement Resolution Centre</a>&nbsp;telefonicamente che invierà per posta la documentazione da compilare e rispedire. Consigliamo di muoversi il prima possibile in quanto possono essere necessari anche 10 giorni lavorativi a inviare la documentazione. <br>In questo caso, una volta ottenuto un documento biometrico bisognerà collegare lo status del bambino al nuovo documento <a title="cliccando qui" href="https://www.gov.uk/update-uk-visas-immigration-account-details" target="_blank" rel="noopener">cliccando qui</a>, rispondendo alla domanda &#8220;<em>What identity document did you use in your application?</em>&#8221; con &#8220;<em>Passport</em>&#8221; ma inserendo poi il numero di riferimento della domanda cartacea. Vi verrà chiesto di inviare il documento all&#8217;Home Office via posta, usando una busta assicurata (recorded delivery). Suggeriamo di includere anche una busta pre-pagata con su scritto l&#8217;indirizzo di casa per il ritorno, per velocizzare e facilitare il tutto e scongiurare errori o smarrimenti.</li>
</ul>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">I bambini otterranno lo stesso status del genitore, quindi il presettled. Quando, in futuro, uno dei genitori farà domanda di settled status, potrà farne immediatamente un&#8217;altra per tutti i propri figli sotto i 21 anni per fargli ottenere immediatamente il settled status.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph"><span style="text-decoration: underline;">Cosa succede se non si riceve risposta in tempo?</span> Nulla, l&#8217;aver presentato domanda è sufficiente a conservare i diritti fino all&#8217;esito.<br><span style="text-decoration: underline;">Cosa succede se si fa domanda in ritardo?</span> La domanda è considerata una <em>late application</em>, occorre quindi giustificare il ritardo e i tempi possono allungarsi.<br><span style="text-decoration: underline;">Cosa succede se non si fa domanda?</span> Il bambino è ancora legalmente nel Regno Unito dopo 90 giorni dalla nascita, ma potrebbe avere problemi nel rientrare in UK dall&#8217;estero, e inoltre <a href="https://ima-citizensrights.org.uk/news_events/ima-urges-parents-and-carers-to-check-their-childrens-euss-application-status/" data-type="link" data-id="https://ima-citizensrights.org.uk/news_events/ima-urges-parents-and-carers-to-check-their-childrens-euss-application-status/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">potrebbe essere richiesto il pagamento di eventuali cure NHS &#8220;secondarie&#8221;</a> per il bambino successive al 90mo giorno (ad esempio, cure specialistiche).<br><span style="text-decoration: underline;">Cosa succede se la domanda viene rifiutata?</span> Sarebbe davvero insolito. In tal caso sarebbe importante rivolgersi velocemente a un legal advisor abilitato, come la <a href="https://settled.org.uk/contact-us/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">charity Settled</a> se si trattava del presettled status.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Se il presettled status del genitore in questione fosse invece ottenuto tramite ricongiungimento familiare con terzi, è essenziale rivolgersi a un advisor esperto in immigrazione come la <a href="https://settled.org.uk/contact-us/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">charity Settled</a> per capire il da farsi.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Se un bambino che nasce da due genitori senza i requisiti di cui sopra, e <strong>uno dei due genitori ha un visto</strong>, <a title="occorre fare domanda per un visto per il bambino entro 90 giorni dalla nascita" href="https://www.nhs.uk/nhs-services/visiting-or-moving-to-england/moving-to-england-from-outside-the-european-economic-area-eea/" target="_blank" rel="noopener">occorre fare domanda per un visto per il bambino entro 90 giorni dalla nascita</a> (di solito associandolo come <em>dependant</em>, si veda ad esempio <a title="qui per student visa" href="https://www.gov.uk/student-visa/family-members" target="_blank" rel="noopener">qui per student visa</a> e <a title="qui per skilled worker visa" href="https://www.gov.uk/skilled-worker-visa/your-partner-and-children" target="_blank" rel="noopener">qui per skilled worker visa</a>), e potrebbe essere necessario pagare anche l&#8217;Immigration Health Surcharge. In mancanza di un passaporto valido, consigliamo in prima istanza di contattare il consolato di riferimento, anche prima della nascita, per chiedere il da farsi (è ancora una casistica rara). In alternativa, chiedere un consiglio legale su come procedere e se sia possibile associare il neonato al proprio visto anche senza un passaporto. In generale, <strong>le modalità possono variare a seconda del tipo di visto</strong>, e consigliamo di rivolgersi a advisor abilitati a dare consigli se servisse supporto.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Se i genitori non hanno alcun tipo di permesso (pensiamo al figlio di due turisti/visitatori), e il bambino fosse cittadino italiano dalla nascita, raccomandiamo di rivolgersi al consolato di riferimento per ottenere un Emergency Travel Document (se cittadini italiani: <a title="Londra" href="https://conslondra.esteri.it/it/servizi-consolari-e-visti/servizi-per-il-cittadino-italiano/etd/" target="_blank" rel="noopener">Londra</a>, <a href="https://consmanchester.esteri.it/it/servizi-consolari-e-visti/servizi-per-il-cittadino-italiano/emergency-travel-documents-etd/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Manchester</a>) per poter rientrare in Italia: prima di partire potrebbe essere una buona idea far apostillare il certificato di nascita &#8211; vi servirà per registrare la nascita al Comune in Italia!</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="921" height="912" src="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/09/newbornpassports.png" alt="Bambino con due passaporti" class="wp-image-9497" style="width:273px;height:270px" srcset="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/09/newbornpassports.png 921w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/09/newbornpassports-300x297.png 300w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/09/newbornpassports-150x150.png 150w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/09/newbornpassports-768x760.png 768w" sizes="auto, (max-width: 921px) 100vw, 921px" /></figure>
</div>


<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Un bambino che nasce in Italia da almeno un genitore italiano è automaticamente italiano, e la nascita è registrata con l&#8217;emissione del certificato di nascita, d&#8217;ufficio. Il bambino viene solitamente inserito nel nucleo familiare dei genitori, e non ci sono dunque problemi a farlo risultare al Consolato se è iscritto all&#8217;AIRE. Per riportarlo in UK occorrerà richiedere il passaporto italiano in questura, o (solo <a title="Viaggiare con la carta di identità" href="https://www.i3italy.org/viaggiare-con-la-carta-di-identita/">se il bambino ha diritto ad uno status EUSS</a>) la carta di identità in Comune, e fare domanda di status o visto per il bambino prima di mettersi in viaggio per il Regno Unito (con identiche modalità a quelle spiegate qui sopra, tramite app: infatti la domanda si può fare tranquillamente dall&#8217;estero).</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Un bambino che nasce in un paese terzo, se cittadino italiano, dovrà registrare il proprio certificato di nascita presso il Consolato di riferimento dei genitori, ma seguendo per la legalizzazione del certificato le modalità previste dal Consolato di riferimento per il luogo di emissione del certificato. Ad esempio, un bambino nato a Pechino da genitori residenti a Londra dovrebbe inviare il proprio certificato con tutti i moduli al Consolato di Londra, ma legalizzando il proprio certificato <a title="seguendo queste istruzioni" href="https://ambpechino.esteri.it/it/servizi-consolari-e-visti/servizi-per-il-cittadino-italiano/stato-civile/" target="_blank" rel="noopener">seguendo queste istruzioni</a> dell&#8217;Ambasciata italiana a Pechino.</p>



<h4 class="wp-block-heading" id="passaportouk">Passaporto britannico</h4>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Come abbiamo visto, se almeno uno dei due genitori ha la cittadinanza britannica, o ha il settled status, <mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-nv-c-1-color">o (in alcune circostanze) ha maturato il diritto al settled status*</mark>, o ha un&#8217;altra forma di <em>indefinite leave to remain</em>, un bambino nato nel Regno Unito è <strong>automaticamente cittadino britannico</strong>. Ciò vuol dire che non necessita di alcun permesso o status, e <a title="può richiedere il suo primo passaporto britannico" href="https://www.gov.uk/get-a-child-passport/first-child-passport" target="_blank" rel="noopener">può richiedere il suo primo passaporto britannico</a> (al genitore sarà richiesto di fornire il proprio UAN, numero di 16 cifre in alto a destra nella propria lettera di conferimento dello status, <a title="Pre-settled e Settled status: restare aggiornati" href="https://www.i3italy.org/pre-settled-e-settled-status-restare-aggiornati/">o reperibile online</a>, come da <a title="guidance" href="https://www.gov.uk/government/publications/applying-for-a-child-passport-if-granted-ilr-under-the-eu-settlement-scheme" target="_blank" rel="noopener">guidance</a>).</p>



<p class="has-text-align-justify has-small-font-size wp-block-paragraph" id="note"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-nv-c-1-color">*questa è una <a title="conseguenza recente" href="https://the3million.org.uk/publication/2023072501" target="_blank" rel="noopener">conseguenza recente</a> della <a title="sentenza dell'High Court" href="https://the3million.org.uk/changes-to-presettled-status-automatic-extensions" target="_blank" rel="noopener">sentenza dell&#8217;High Court</a> per chi ha trascorso cinque anni in UK iniziati prima del 31/12/2020 ed era &#8220;<a href="https://www.gov.uk/settled-status-eu-citizens-families/what-settled-and-presettled-status-means#:~:text=Switching%20from%20pre%2Dsettled%20to,were%20granted%20pre%2Dsettled%20status." data-type="link" data-id="https://www.gov.uk/settled-status-eu-citizens-families/what-settled-and-presettled-status-means#:~:text=Switching%20from%20pre%2Dsettled%20to,were%20granted%20pre%2Dsettled%20status.">working (or looking for work for up to 3 months), studying or you’re self-sufficient</a>&#8220;. Non si conoscono le modalità precise di domanda: se avevate diritto al settled status, ma non avevate ancora ottenuto il settled status, al momento della nascita del bambino, <mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-nv-c-1-color">non date per scontato che sia britannico e</mark></mark> <mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-nv-c-1-color"><strong>chiedete un consiglio legale prima di procedere</strong>.</mark></p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Se invece il bambino non fosse automaticamente cittadino britannico, una volta ottenuta l&#8217;<em>indefinite leave to remain</em> (ad esempio il settled status) è possibile fare domanda di cittadinanza per il bambino al costo di circa £1000. Si tratta di una scelta personale e non vi è, naturalmente, alcun obbligo.</p>



<div class="wp-block-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-fe48e5de wp-block-buttons-is-layout-flex">
<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-italyblue-background-color has-background wp-element-button">Domanda per il primo passaporto UK</a></div>



<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-italygreen-background-color has-background wp-element-button" href="https://www.gov.uk/apply-citizenship-indefinite-leave-to-remain/apply-for-your-children">Domanda di cittadinanza per bambini</a></div>
</div>



<h4 class="wp-block-heading" id="childbenefit">Child benefit</h4>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Il Child Benefit è un sostegno finanziario fornito dal governo ai genitori o a chi si prende cura di un bambino di età inferiore ai 16 anni, o sotto i 20 anni se il figlio rimane studente in un&#8217;istituto o formazione approvata. Importante notare che solo uno dei genitori può ricevere il Child Benefit per ogni bambino, ma non c&#8217;è un limite al numero di bambini per cui si può richiedere.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Il <strong>Child Benefit è, appunto, un benefit</strong>: se chi ha il settled status e vive in UK può dare per scontato di avere diritto, chi ha invece il presettled status non ha automaticamente diritto e sarà chiamato a dimostrare di averlo. I criteri <a href="https://www.gov.uk/child-benefit/eligibility" target="_blank" rel="noopener" title="si trovano qui">si trovano qui</a> e possono essere complessi, a seconda della situazione personale: consigliamo di rivolgersi a <a href="https://www.citizensadvice.org.uk/" target="_blank" rel="noopener" title="Citizens Advice">Citizens Advice</a> o a una delle molte charities che assistono gratuitamente chi ha bisogno di fare domanda di benefit.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Il sistema funziona attraverso un&#8217;allocazione finanziaria erogata di solito ogni quattro settimane. Al momento (2024) per il primo o unico figlio <a href="https://www.gov.uk/child-benefit/what-youll-get" data-type="link" data-id="https://www.gov.uk/child-benefit/what-youll-get">l&#8217;importo settimanale</a> è di £25.60, mentre per i figli successivi l&#8217;importo è di £16.95 per bambino. Il Child Benefit viene pagato direttamente sul conto bancario ogni mese, e può essere ricevuto settimanalmente se si è un genitore single o se si ricevono alcuni altri benefici, come l&#8217;Universal Credit. Chi ha un reddito (individuale!) superiore a £60000 vedrà l&#8217;importo del proprio child benefit <a title="ridursi" href="https://www.gov.uk/child-benefit-tax-calculator" target="_blank" rel="noopener">ridursi</a>, fino all&#8217;azzeramento raggiunti i £80000. Questo fatto dà origine alla famosa &#8220;<a title="tax trap" href="https://www.mercianaccountants.co.uk/the-child-benefit-trap-the-high-income-child-benefit-charge/" target="_blank" rel="noopener">tax trap</a>&#8221; per cui molti genitori con salari tra £60000 e £80000 scelgono di versare contributi aggiuntivi nella propria pensione e mantenere il diritto ai child benefit. Questi importi, prima rispettivamente £50000 e £60000, sono stati aumentati dal 6 aprile 2024.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Il sistema <a href="https://www.bbc.co.uk/news/live/uk-politics-68465603" data-type="link" data-id="https://www.bbc.co.uk/news/live/uk-politics-68465603">sarà in futuro modificato</a> in favore di un sistema che consideri il reddito della famiglia e non del singolo genitore.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Oltre al sostegno finanziario diretto, il Child Benefit offre anche National Insurance Credits che contribuiscono alla vostra <a href="https://www.i3italy.org/le-pensioni-in-uk/" title="Le Pensioni in UK">pensione statale</a> fino a quando il vostro bambino non compie 12 anni. Questo è particolarmente vantaggioso se non state lavorando o se non guadagnate abbastanza da pagare i contributi alla National Insurance. Dunque anche se l&#8217;importo fosse azzerato potreste ancora decidere di richiedere il Child Benefit per ottenere i National Insurance Credits.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">L&#8217;erogazione non è automatica, ed è necessario fare domanda per il Child Benefit a partire da 48 ore dopo aver registrato la nascita del vostro bambino, o una volta che il bambino viene a vivere con voi. Il processo di domanda può essere effettuato online e richiede alcune informazioni di base e documenti come il certificato di nascita o di adozione del bambino e i dettagli del vostro conto bancario.</p>



<div class="wp-block-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-fe48e5de wp-block-buttons-is-layout-flex">
<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-italyblue-background-color has-background wp-element-button" href="https://www.gov.uk/child-benefit">Child benefit (gov.uk)</a></div>



<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-italygreen-background-color has-background wp-element-button">Free childcare (2-4)</a></div>
</div>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Il governo paga fino a <strong>30 ore a settimana gratuite</strong> di <em>childcare</em> (asilo) per bambini tra i 2 e i 4 anni: <a href="https://www.tax.service.gov.uk/childcare-calc/" target="_blank" rel="noopener" title="potete consultare qui i dettagli">potete consultare qui i dettagli</a>. Presto ciò <a href="https://www.childcarechoices.gov.uk/upcoming-changes-to-childcare-support/" target="_blank" rel="noopener" title="verrà esteso ai bambini a partire dai 9 mesi di età">verrà esteso ai bambini a partire dai 9 mesi di età</a>.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Oltre ai <em>child benefit</em> a cui moltissimi genitori hanno diritto, per chi ha già diritto ad altri benefit (ad esempio Universal Credit) esistono varie integrazioni, agevolazioni o schemi per aiutarli a sostenere i propri figli, come ad esempio <a href="https://www.gov.uk/sure-start-maternity-grant" target="_blank" rel="noopener" title="Sure Start Maternity Grant">Sure Start Maternity Grant</a>, <a href="https://www.healthystart.nhs.uk/how-to-apply/" target="_blank" rel="noopener" title="Healthy Start">Healthy Start</a>, <a href="https://www.gov.uk/apply-free-school-meals" target="_blank" rel="noopener" title="Free school meals">Free school meals</a>, <a href="https://www.gov.uk/guardians-allowance" target="_blank" rel="noopener" title="Guardian's Allowance">Guardian&#8217;s Allowance</a>, e <a href="https://www.gov.uk/browse/benefits/families" target="_blank" rel="noopener" title="molti altri">molti altri</a>. Inoltre, vari council hanno iniziative proprie locali. In questo caso consigliamo di rivolgersi a un <em>benefit advisor</em> che possa aiutarvi a ottenere tutto l&#8217;aiuto a cui avete diritto.</p>
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		<title>Government Gateway con passaporto italiano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cesare G. Ardito]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Apr 2023 13:45:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I3Italy]]></category>
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					<description><![CDATA[Come registrare un Government Gateway utilizzando un passaporto italiano: guida illustrata.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Il Government Gateway ID è un <strong>sistema di autenticazione digitale</strong> che consente ai cittadini e alle imprese di accedere a numerosi servizi online offerti dal governo, come ad esempio un <strong>account digitale HMRC</strong> per gestire le proprie tasse. Questa piattaforma semplifica la comunicazione con le istituzioni pubbliche e permette di gestire in modo efficiente e sicuro le pratiche burocratiche. In questo articolo esploreremo cos&#8217;è il Government Gateway ID, e in particolare come aprirne uno con un passaporto italiano.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Il servizio Government Gateway sarà progressivamente sostituito da <a href="https://www.gov.uk/using-your-gov-uk-one-login" data-type="link" data-id="https://www.gov.uk/using-your-gov-uk-one-login">Gov.UK One Login</a> tra il 2024 e il 2026 &#8211; tuttavia, per molti servizi è ancora indispensabile aprire un Government Gateway, e in questo articolo vi spieghiamo come fare. </p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Fino a poco tempo fa, non era possibile aprire un Government Gateway ID utilizzando un passaporto non britannico. Infatti, la procedura prevedeva di utilizzare al suo posto il servizio Gov.UK Verify, che è però stato ritirato nel 2022. Per qualche mese non è stato possibile ai non britannici accedere ai servizi digitali governativi, ma <a href="https://the3million.org.uk/faq/govgateway" target="_blank" rel="noopener" title="di recente è stato introdotto il nuovo servizio Gov.UK ID Check">di recente è stato introdotto il <strong>nuovo servizio Gov.UK ID Check</strong></a> che, come vedremo, di fatto equipara passaporti britannici e non britannici.</p>



<h4 class="wp-block-heading">In breve</h4>



<ul class="wp-block-list">
<li>Il Government Gateway è un account digitale unico che consente di interfacciarsi con decine di servizi governativi. Il più utilizzato è senza dubbio l&#8217;<strong>account digitale HMRC</strong> per le tasse, ma è anche possibile gestire la propria<strong> patente</strong>, la propria <strong>pensione,</strong> fare domanda per i <strong>benefit</strong>, chiedere <strong>certificati</strong>, prenotare<strong> appuntamenti</strong> e così via. In un certo senso, è la versione britannica dello <a href="https://www.i3italy.org/2022/05/25/ottenere-spid-dallestero/" title="Ottenere SPID dall’estero">SPID</a>!</li>



<li>Il Government Gateway consiste in un codice di 12 cifre accompagnato da una password e da un metodo di autenticazione a due fattori. È possibile, ma sconsigliato, averne più di uno.</li>
</ul>



<h4 class="wp-block-heading">Come ottenerlo: una guida</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Prima di iniziare, preparate:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Un passaporto in corso di validità (britannico o europeo).</li>



<li>Il vostro <a href="https://www.i3italy.org/2021/02/24/national-insurance-number/" title="National Insurance Number">National Insurance Number</a>.</li>



<li>Uno smartphone su cui avete scaricato l&#8217;app <strong>Gov.UK ID Check</strong> (<a href="https://apps.apple.com/gb/app/gov-uk-id-check/id1629050566" target="_blank" rel="noopener" title="iOS">iOS</a>, <a href="https://play.google.com/store/apps/details?id=uk.gov.documentchecking" target="_blank" rel="noopener" title="Android">Android</a>), preferibilmente dotato di un lettore NFC (la maggioranza degli smartphone moderni ne ha uno). Va bene anche quello di un amico.</li>



<li>Un&#8217;email e un numero di telefono personali.</li>



<li>(consigliato) un&#8217;app di autenticazione, ad esempio Google Authenticator (<a href="https://apps.apple.com/us/app/google-authenticator/id388497605" target="_blank" rel="noopener" title="iOS">iOS</a>, <a href="https://play.google.com/store/apps/details?id=com.google.android.apps.authenticator2&amp;hl=en" target="_blank" rel="noopener" title="Android">Android</a>).</li>
</ul>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Consigliamo di iniziare la procedura da un PC o laptop piuttosto che da uno smartphone, ma entrambe le opzioni sono possibili.</p>



<div class="wp-block-buttons is-layout-flex wp-block-buttons-is-layout-flex">
<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-italyblue-background-color has-background wp-element-button" href="https://www.gov.uk/log-in-register-hmrc-online-services/register" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pronti? Cliccate qui per iniziare!</a></div>
</div>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Cliccate su &#8220;<strong>Personal Tax Account</strong>&#8220;, poi su &#8220;<strong>Start Now</strong>&#8221; in fondo alla pagina. Tramite le frecce, seguite la galleria per essere accompagnati passo per passo:</p>



<div class="wp-block-jetpack-slideshow aligncenter" data-effect="slide"><div class="wp-block-jetpack-slideshow_container swiper-container"><ul class="wp-block-jetpack-slideshow_swiper-wrapper swiper-wrapper"><li class="wp-block-jetpack-slideshow_slide swiper-slide"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" alt="" class="wp-block-jetpack-slideshow_image wp-image-8591" data-id="8591" src="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-0-1024x576.png" srcset="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-0-1024x576.png 1024w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-0-300x169.png 300w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-0-768x432.png 768w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-0.png 1225w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-block-jetpack-slideshow_caption gallery-caption">Cliccate su &#8220;Create sign in details&#8221;</figcaption></figure></li><li class="wp-block-jetpack-slideshow_slide swiper-slide"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" alt="" class="wp-block-jetpack-slideshow_image wp-image-8588" data-id="8588" src="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-1-1024x576.png" srcset="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-1-1024x576.png 1024w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-1-300x169.png 300w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-1-768x432.png 768w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-1.png 1226w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-block-jetpack-slideshow_caption gallery-caption">Inserite il vostro indirizzo email</figcaption></figure></li><li class="wp-block-jetpack-slideshow_slide swiper-slide"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" alt="" class="wp-block-jetpack-slideshow_image wp-image-8590" data-id="8590" src="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-5-1024x576.png" srcset="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-5-1024x576.png 1024w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-5-300x169.png 300w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-5-768x432.png 768w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-5.png 1215w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-block-jetpack-slideshow_caption gallery-caption">Riceverete un codice per confermarlo: inseritelo qui.</figcaption></figure></li><li class="wp-block-jetpack-slideshow_slide swiper-slide"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" alt="" class="wp-block-jetpack-slideshow_image wp-image-8584" data-id="8584" src="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-7-1024x576.png" srcset="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-7-1024x576.png 1024w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-7-300x169.png 300w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-7-768x432.png 768w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-7.png 1222w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-block-jetpack-slideshow_caption gallery-caption">Create una password: ne consigliamo una unica, lunga, composta da lettere maiuscole, minuscole, numeri e caratteri speciali.</figcaption></figure></li><li class="wp-block-jetpack-slideshow_slide swiper-slide"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" alt="" class="wp-block-jetpack-slideshow_image wp-image-8587" data-id="8587" src="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-8-1024x576.png" srcset="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-8-1024x576.png 1024w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-8-300x169.png 300w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-8-768x432.png 768w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-8.png 1222w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-block-jetpack-slideshow_caption gallery-caption">Questo sarà il vostro ID di 12 cifre, che riceverete anche per email. Farà da &#8220;Username&#8221; ogni volta che dovrete usare il vostro ID, quindi custoditelo con cura!</figcaption></figure></li><li class="wp-block-jetpack-slideshow_slide swiper-slide"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" alt="" class="wp-block-jetpack-slideshow_image wp-image-8589" data-id="8589" src="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-9-1024x576.png" srcset="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-9-1024x576.png 1024w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-9-300x169.png 300w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-9-768x432.png 768w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-9.png 1216w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-block-jetpack-slideshow_caption gallery-caption">Nel nostro caso qui dobbiamo selezionare &#8220;Individual&#8221;.</figcaption></figure></li><li class="wp-block-jetpack-slideshow_slide swiper-slide"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" alt="" class="wp-block-jetpack-slideshow_image wp-image-8586" data-id="8586" src="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-10-1024x576.png" srcset="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-10-1024x576.png 1024w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-10-300x169.png 300w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-10-768x432.png 768w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-10.png 1227w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-block-jetpack-slideshow_caption gallery-caption">A questo punto occorre impostare l&#8217;autenticazione a due fattori. Potete scegliere tra un numero di telefono, una telefonata o un&#8217;app Authenticator. In tutti i casi riceverete un messaggio con un codice da inserire, e poi potrete proseguire.</figcaption></figure></li></ul><a class="wp-block-jetpack-slideshow_button-prev swiper-button-prev swiper-button-white" role="button"></a><a class="wp-block-jetpack-slideshow_button-next swiper-button-next swiper-button-white" role="button"></a><a aria-label="Pause Slideshow" class="wp-block-jetpack-slideshow_button-pause" role="button"></a><div class="wp-block-jetpack-slideshow_pagination swiper-pagination swiper-pagination-white"></div></div></div>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">A questo punto avete creato un Government Gateway. Il passo successivo è associarlo alla propria identità tramite l&#8217;apposita app:</p>



<div class="wp-block-jetpack-slideshow aligncenter" data-effect="slide"><div class="wp-block-jetpack-slideshow_container swiper-container"><ul class="wp-block-jetpack-slideshow_swiper-wrapper swiper-wrapper"><li class="wp-block-jetpack-slideshow_slide swiper-slide"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" alt="" class="wp-block-jetpack-slideshow_image wp-image-8592" data-id="8592" src="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-14-1024x576.png" srcset="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-14-1024x576.png 1024w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-14-300x169.png 300w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-14-768x432.png 768w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-14.png 1187w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-block-jetpack-slideshow_caption gallery-caption">Cliccate su &#8220;Continue&#8221;.</figcaption></figure></li><li class="wp-block-jetpack-slideshow_slide swiper-slide"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" alt="" class="wp-block-jetpack-slideshow_image wp-image-8593" data-id="8593" src="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-15-1024x576.png" srcset="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-15-1024x576.png 1024w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-15-300x169.png 300w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-15-768x432.png 768w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-15.png 1220w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-block-jetpack-slideshow_caption gallery-caption">Inserite il nome come appare sul vostro passaporto.</figcaption></figure></li><li class="wp-block-jetpack-slideshow_slide swiper-slide"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" alt="" class="wp-block-jetpack-slideshow_image wp-image-8594" data-id="8594" src="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-16-1024x576.png" srcset="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-16-1024x576.png 1024w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-16-300x169.png 300w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-16-768x432.png 768w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-16.png 1227w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-block-jetpack-slideshow_caption gallery-caption">Inserite il vostro National Insurance Number.</figcaption></figure></li><li class="wp-block-jetpack-slideshow_slide swiper-slide"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" alt="" class="wp-block-jetpack-slideshow_image wp-image-8595" data-id="8595" src="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-17-1024x576.png" srcset="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-17-1024x576.png 1024w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-17-300x169.png 300w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-17-768x432.png 768w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-17.png 1224w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-block-jetpack-slideshow_caption gallery-caption">Cliccate su &#8220;Continue&#8221;. Seguendo il metodo consigliato, vi servirà solo il passaporto.</figcaption></figure></li><li class="wp-block-jetpack-slideshow_slide swiper-slide"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" alt="" class="wp-block-jetpack-slideshow_image wp-image-8596" data-id="8596" src="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-18-1024x576.png" srcset="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-18-1024x576.png 1024w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-18-300x169.png 300w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-18-768x432.png 768w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-18.png 1220w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-block-jetpack-slideshow_caption gallery-caption">Selezionate la prima opzione: &#8220;Match your face&#8221;.</figcaption></figure></li><li class="wp-block-jetpack-slideshow_slide swiper-slide"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" alt="" class="wp-block-jetpack-slideshow_image wp-image-8597" data-id="8597" src="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-19-1024x576.png" srcset="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-19-1024x576.png 1024w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-19-300x169.png 300w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-19-768x432.png 768w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-19.png 1221w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-block-jetpack-slideshow_caption gallery-caption">Selezionate &#8220;Yes&#8221; se, come consigliato, state operando da un PC o laptop.</figcaption></figure></li><li class="wp-block-jetpack-slideshow_slide swiper-slide"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" alt="" class="wp-block-jetpack-slideshow_image wp-image-8598" data-id="8598" src="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-20-1024x576.png" srcset="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-20-1024x576.png 1024w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-20-300x169.png 300w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-20-768x432.png 768w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-20.png 1219w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-block-jetpack-slideshow_caption gallery-caption">Selezionate il modello appropriato di smartphone su cui avete scaricato l&#8217;app.</figcaption></figure></li><li class="wp-block-jetpack-slideshow_slide swiper-slide"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" alt="" class="wp-block-jetpack-slideshow_image wp-image-8599" data-id="8599" src="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-21-1024x576.png" srcset="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-21-1024x576.png 1024w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-21-300x169.png 300w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-21-768x432.png 768w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-21.png 1218w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-block-jetpack-slideshow_caption gallery-caption">Selezionate &#8220;Yes&#8221;.</figcaption></figure></li><li class="wp-block-jetpack-slideshow_slide swiper-slide"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" alt="" class="wp-block-jetpack-slideshow_image wp-image-8600" data-id="8600" src="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-22-1024x576.png" srcset="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-22-1024x576.png 1024w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-22-300x169.png 300w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-22-768x432.png 768w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-22.png 1222w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-block-jetpack-slideshow_caption gallery-caption">Tutti i passaporti emessi dal 2006 in poi hanno tale simbolo.</figcaption></figure></li><li class="wp-block-jetpack-slideshow_slide swiper-slide"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" alt="" class="wp-block-jetpack-slideshow_image wp-image-8601" data-id="8601" src="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-23-1024x576.png" srcset="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-23-1024x576.png 1024w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-23-300x169.png 300w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-23-768x432.png 768w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-23.png 1366w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-block-jetpack-slideshow_caption gallery-caption">Cliccate su &#8220;Continue&#8221;.</figcaption></figure></li><li class="wp-block-jetpack-slideshow_slide swiper-slide"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" alt="" class="wp-block-jetpack-slideshow_image wp-image-8602" data-id="8602" src="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-24-1024x576.png" srcset="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-24-1024x576.png 1024w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-24-300x169.png 300w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-24-768x432.png 768w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-24.png 1220w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-block-jetpack-slideshow_caption gallery-caption">Cliccate su &#8220;Yes&#8221;.</figcaption></figure></li><li class="wp-block-jetpack-slideshow_slide swiper-slide"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" alt="" class="wp-block-jetpack-slideshow_image wp-image-8603" data-id="8603" src="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-25-1024x576.png" srcset="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-25-1024x576.png 1024w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-25-300x169.png 300w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-25-768x432.png 768w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-25.png 1221w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-block-jetpack-slideshow_caption gallery-caption">Se siete sensibili a luci intermittenti, questa procedura potrebbe causare disagi. In quel caso consigliamo di usare un&#8217;altra opzione.</figcaption></figure></li><li class="wp-block-jetpack-slideshow_slide swiper-slide"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="559" alt="" class="wp-block-jetpack-slideshow_image wp-image-8604" data-id="8604" src="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-26-1024x559.png" srcset="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-26-1024x559.png 1024w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-26-300x164.png 300w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-26-768x419.png 768w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-26.png 1216w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-block-jetpack-slideshow_caption gallery-caption">Tramite il QR code personalizzato che apparirà potrete scaricare l&#8217;app, che (se avete seguito le nostre istruzioni) dovreste già avere. C&#8217;è un secondo QR code più in basso che vi servirà.</figcaption></figure></li><li class="wp-block-jetpack-slideshow_slide swiper-slide"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" alt="" class="wp-block-jetpack-slideshow_image wp-image-8605" data-id="8605" src="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-27-1024x576.png" srcset="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-27-1024x576.png 1024w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-27-300x169.png 300w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-27-768x432.png 768w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-27.png 1220w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-block-jetpack-slideshow_caption gallery-caption">Con questa finestra aperta sul PC, prendete il vostro smartphone.</figcaption></figure></li></ul><a class="wp-block-jetpack-slideshow_button-prev swiper-button-prev swiper-button-white" role="button"></a><a class="wp-block-jetpack-slideshow_button-next swiper-button-next swiper-button-white" role="button"></a><a aria-label="Pause Slideshow" class="wp-block-jetpack-slideshow_button-pause" role="button"></a><div class="wp-block-jetpack-slideshow_pagination swiper-pagination swiper-pagination-white"></div></div></div>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Lasciando aperto il secondo QR code dell&#8217;ultima schermata, è il momento di prendere il vostro smartphone e aprire l&#8217;app Gov.UK ID Check.</p>



<div class="wp-block-jetpack-slideshow aligncenter" data-effect="slide"><div class="wp-block-jetpack-slideshow_container swiper-container"><ul class="wp-block-jetpack-slideshow_swiper-wrapper swiper-wrapper"><li class="wp-block-jetpack-slideshow_slide swiper-slide"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="473" height="1024" alt="" class="wp-block-jetpack-slideshow_image wp-image-8608" data-id="8608" src="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-App-2-473x1024.png" srcset="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-App-2-473x1024.png 473w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-App-2-138x300.png 138w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-App-2-768x1664.png 768w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-App-2-709x1536.png 709w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-App-2-945x2048.png 945w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-App-2.png 1080w" sizes="(max-width: 473px) 100vw, 473px" /><figcaption class="wp-block-jetpack-slideshow_caption gallery-caption">Questa è la schermata iniziale. Cliccate su &#8220;Continue&#8221;.</figcaption></figure></li><li class="wp-block-jetpack-slideshow_slide swiper-slide"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="473" height="1024" alt="" class="wp-block-jetpack-slideshow_image wp-image-8609" data-id="8609" src="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-App-3-473x1024.png" srcset="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-App-3-473x1024.png 473w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-App-3-138x300.png 138w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-App-3-768x1664.png 768w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-App-3-709x1536.png 709w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-App-3-945x2048.png 945w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-App-3.png 1080w" sizes="(max-width: 473px) 100vw, 473px" /><figcaption class="wp-block-jetpack-slideshow_caption gallery-caption">Si aprirà una schermata del vostro browser. Cliccate su &#8220;Link app to continue&#8221;. Usate il browser di default del vostro smartphone (Safari o Chrome).</figcaption></figure></li><li class="wp-block-jetpack-slideshow_slide swiper-slide"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="473" height="1024" alt="" class="wp-block-jetpack-slideshow_image wp-image-8610" data-id="8610" src="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-App-4-473x1024.png" srcset="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-App-4-473x1024.png 473w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-App-4-138x300.png 138w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-App-4-768x1664.png 768w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-App-4-709x1536.png 709w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-App-4-945x2048.png 945w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-App-4.png 1080w" sizes="(max-width: 473px) 100vw, 473px" /><figcaption class="wp-block-jetpack-slideshow_caption gallery-caption">Se state seguendo la nostra procedura, selezionate &#8220;Yes&#8221;.</figcaption></figure></li><li class="wp-block-jetpack-slideshow_slide swiper-slide"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="473" height="1024" alt="" class="wp-block-jetpack-slideshow_image wp-image-8611" data-id="8611" src="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-App-5-473x1024.png" srcset="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-App-5-473x1024.png 473w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-App-5-138x300.png 138w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-App-5-768x1664.png 768w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-App-5-709x1536.png 709w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-App-5-945x2048.png 945w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-App-5.png 1080w" sizes="(max-width: 473px) 100vw, 473px" /><figcaption class="wp-block-jetpack-slideshow_caption gallery-caption">Scansionate il secondo QR code che avete aperto sul monitor del vostro PC.</figcaption></figure></li><li class="wp-block-jetpack-slideshow_slide swiper-slide"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="473" height="1024" alt="" class="wp-block-jetpack-slideshow_image wp-image-8612" data-id="8612" src="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-App-6-473x1024.png" srcset="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-App-6-473x1024.png 473w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-App-6-138x300.png 138w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-App-6-768x1664.png 768w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-App-6-709x1536.png 709w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-App-6-945x2048.png 945w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-App-6.png 1080w" sizes="(max-width: 473px) 100vw, 473px" /><figcaption class="wp-block-jetpack-slideshow_caption gallery-caption">Una volta cliccato su &#8220;Continue&#8221;, dovrete inquadrare con la fotocamera la pagina principale del vostro passaporto. L&#8217;app scatta la foto in automatico quando la qualità e l&#8217;inquadratura sono corrette.</figcaption></figure></li><li class="wp-block-jetpack-slideshow_slide swiper-slide"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="473" height="1024" alt="" class="wp-block-jetpack-slideshow_image wp-image-8613" data-id="8613" src="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-App-7-473x1024.png" srcset="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-App-7-473x1024.png 473w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-App-7-138x300.png 138w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-App-7-768x1664.png 768w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-App-7-709x1536.png 709w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-App-7-945x2048.png 945w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-App-7.png 1080w" sizes="(max-width: 473px) 100vw, 473px" /><figcaption class="wp-block-jetpack-slideshow_caption gallery-caption">Ora dovete chiudere il passaporto e posizionare il vostro smartphone sopra di esso, come indicato nelle immagini. Potrebbe volerci qualche tentativo a trovare il chip NFC.</figcaption></figure></li><li class="wp-block-jetpack-slideshow_slide swiper-slide"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="473" height="1024" alt="" class="wp-block-jetpack-slideshow_image wp-image-8614" data-id="8614" src="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-App-8-473x1024.png" srcset="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-App-8-473x1024.png 473w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-App-8-138x300.png 138w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-App-8-768x1664.png 768w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-App-8-709x1536.png 709w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-App-8-945x2048.png 945w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-App-8.png 1080w" sizes="(max-width: 473px) 100vw, 473px" /><figcaption class="wp-block-jetpack-slideshow_caption gallery-caption">Appena la scansione sarà andata a buon fine, visualizzerete questa schermata.</figcaption></figure></li><li class="wp-block-jetpack-slideshow_slide swiper-slide"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="473" height="1024" alt="" class="wp-block-jetpack-slideshow_image wp-image-8615" data-id="8615" src="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-App-9-473x1024.png" srcset="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-App-9-473x1024.png 473w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-App-9-138x300.png 138w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-App-9-768x1664.png 768w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-App-9-709x1536.png 709w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-App-9-945x2048.png 945w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-App-9.png 1080w" sizes="(max-width: 473px) 100vw, 473px" /><figcaption class="wp-block-jetpack-slideshow_caption gallery-caption">A questo punto occorre fare una scansione del proprio volto. La procedura è automatica, ma ci sono rapidi flash di luce e cambi di colore.</figcaption></figure></li><li class="wp-block-jetpack-slideshow_slide swiper-slide"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="473" height="1024" alt="" class="wp-block-jetpack-slideshow_image wp-image-8607" data-id="8607" src="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-App-1-473x1024.png" srcset="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-App-1-473x1024.png 473w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-App-1-138x300.png 138w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-App-1-768x1664.png 768w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-App-1-709x1536.png 709w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-App-1-945x2048.png 945w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/04/Screenshot-App-1.png 1080w" sizes="(max-width: 473px) 100vw, 473px" /><figcaption class="wp-block-jetpack-slideshow_caption gallery-caption">Una volta completato quest&#8217;ultimo step, potete chiudere l&#8217;app e tornare al PC.</figcaption></figure></li></ul><a class="wp-block-jetpack-slideshow_button-prev swiper-button-prev swiper-button-white" role="button"></a><a class="wp-block-jetpack-slideshow_button-next swiper-button-next swiper-button-white" role="button"></a><a aria-label="Pause Slideshow" class="wp-block-jetpack-slideshow_button-pause" role="button"></a><div class="wp-block-jetpack-slideshow_pagination swiper-pagination swiper-pagination-white"></div></div></div>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">A questo punto visualizzerete un messaggio di conferma sul PC. La procedura è completa: avete verificato la vostra identità, e potete usare il vostro Government Gateway ID per accedere a tutti i servizi che lo supportano! Cliccando su &#8220;Continue&#8221;, accederete alla schermata del vostro Personal Tax Account.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Problemi comuni</h4>



<ul class="wp-block-list">
<li>Può capitare che sia difficile scansionare il chip NFC all&#8217;interno della cover del proprio passaporto. Infatti, esso può trovarsi in vari punti della cover, e a volte occorre <strong>muovere lentamente lo smartphone</strong> fino a quando non lo trova. Può inoltre capitare che il chip sia danneggiato, rendendo la scansione impossibile: in quel caso non c&#8217;è modo di risolvere il problema, e occorre un nuovo passaporto (un chip malfunzionante potrebbe causarvi problemi anche altrove, ad esempio negli aeroporti).</li>



<li>L&#8217;app potrebbe dare l&#8217;errore &#8220;Sorry, something went wrong&#8221; quando si apre il browser per collegarla a Gov.UK. In quel caso assicuratevi di aver disattivato eventuali adblockers, plugin o VPN, e di star usando il browser nativo del vostro smartphone (Safari per iPhone, Chrome per Android). </li>



<li>Se si dimenticasse la password, è possibile resettarla. Consigliamo di associare un numero di telefono al proprio Government Gateway per rendere la procedura più agevole. </li>



<li>Se per errore si registrassero due Government Gateway, potrebbe capitare che alcuni servizi siano associati solo ad uno. In tal caso è possibile unirli in un unico servizio, ma è una procedura non facilissima: consigliamo di contattare HMRC tramite Live Chat o telefono.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Precisiamo che, a seconda delle circostanze personali, può essere possibile attivare il proprio Government Gateway ID anche seguendo procedure alternative, ad esempio con una <a href="https://www.i3italy.org/2021/03/02/patenti-di-guida-in-uk/" title="Patenti di guida in UK">patente UK</a>, o tramite un <a href="https://www.i3italy.org/2021/02/27/guida-ai-credit-scores/" title="Guida ai Credit Scores">credit check</a>. Abbiamo scelto di illustrare questa perché, richiedendo solo un passaporto, è universale.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Cosa posso fare con un Government Gateway ID?</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Una lista non esaustiva dei servizi più utili a cui potete accedere:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.gov.uk/personal-tax-account" target="_blank" rel="noopener" title="Personal Tax Account">Personal Tax Account</a> digitale: potete verificare quante tasse avete pagato, il vostro tax code, e tantissime altre cose. Potete anche presentare un Self Assessment Tax Return, se necessario.</li>



<li><a href="https://www.gov.uk/guidance/download-the-hmrc-app" target="_blank" rel="noopener" title="App HMRC">App HMRC</a>: un&#8217;app per smartphone che vi permette di accedere ad alcuni dei servizi disponibili tramite il portale web di HMRC.</li>



<li><a href="https://www.gov.uk/check-state-pension" target="_blank" rel="noopener" title="State Pension e National Insurance Contributions">State Pension e National Insurance Contributions</a>: potete verificare quanti contributi avete pagato per la <a href="https://www.i3italy.org/2021/02/27/le-pensioni-in-uk/" title="Le Pensioni in UK">pensione di stato</a>, e eventualmente quali anni di contributi parziali potete versare, e a quale costo.</li>



<li>Accedere al proprio <a href="https://www.gov.uk/sign-in-childcare-account" target="_blank" rel="noopener" title="Childcare account">Childcare account</a> come genitore per gestire benefit e pratiche relative ai propri figli.</li>



<li>Fare domanda per vari benefit.</li>
</ul>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Concludiamo con una raccomandazione: custodite i codici di accesso con cura, <strong>attenti al phishing</strong> e, soprattutto, usate una password unica, lunga e sicura per il vostro Government Gateway ID!</p>
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		<title>Doppia cittadinanza italo-britannica: info e consigli</title>
		<link>https://www.i3italy.org/doppia-cittadinanza/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[I3ItalyStaff]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Feb 2023 13:51:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I3Italy]]></category>
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					<description><![CDATA[Consigli e informazioni per chi ha la cittadinanza italiana e britannica. Con quali documenti viaggiare? Che cittadinanze hanno i figli? E tanto altro.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph"><sup>Nulla in questa pagina costituisce <em>legal advice</em> o <em>immigration advice</em>: l&#8217;obiettivo è unicamente fornire informazioni generali sulla naturalizzazione e sulla doppia cittadinanza italo-britannica. In caso di dubbi relativi alla propria situazione personale consigliamo caldamente di rivolgersi ad avvocati o advisor competenti sul tema.</sup></p>



<h4 class="wp-block-heading">La naturalizzazione</h4>



<p class="wp-block-paragraph">La naturalizzazione è il processo legale attraverso il quale un individuo acquisisce la cittadinanza di un altro paese diverso da quello in cui è nato o di cui è già cittadino. Un italiano che vive nel Regno Unito può ottenere la cittadinanza britannica ad un costo di circa £1800, che aumenta regolarmente: <a href="https://www.gov.uk/government/publications/fees-for-citizenship-applications/fees-for-citizenship-applications-and-the-right-of-abode-from-6-april-2018" data-type="link" data-id="https://www.gov.uk/government/publications/fees-for-citizenship-applications/fees-for-citizenship-applications-and-the-right-of-abode-from-6-april-2018">quello più aggiornato si può trovare qui</a>. Ciò se soddisfa i <a title="requisiti previsti dalla legge britannica" href="https://www.gov.uk/apply-citizenship-indefinite-leave-to-remain" target="_blank" rel="noopener">requisiti previsti dalla legge britannica</a>, che (salvo eccezioni) includono ad esempio:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Aver vissuto nel Regno Unito per almeno cinque anni (o tre anni se sposato/a con un cittadino britannico e titolare di un visto di residenza permanente).</li>



<li>Aver ottenuto l&#8217;Indefinite Leave to Remain (ad esempio il settled status), <a href="https://the3million.org.uk/publication/2023072501" target="_blank" rel="noopener" title="o il diritto alla stessa">o il diritto alla stessa</a>, da almeno un anno, salvo eccezioni.</li>



<li>Non aver superato i 90 giorni di assenza negli ultimi 365 giorni, e i 450 giorni negli ultimi 5 anni.</li>



<li>Dimostrare di essere stati presenti nel Regno Unito esattamente 5 anni prima del giorno in cui Home Office riceve la domanda di naturalizzazione.</li>



<li>Avere un <a href="https://www.gov.uk/english-language" target="_blank" rel="noopener" title="buon livello di conoscenza della lingua inglese">buon livello di conoscenza della lingua inglese</a> (B1 o superiore).</li>



<li>Aver superato il test &#8220;<a href="https://www.gov.uk/life-in-the-uk-test" target="_blank" rel="noopener" title="Life in the UK">Life in the UK</a>&#8221; sulla cultura britannica.</li>



<li>Avere un buon comportamento, ad esempio non avere subito condanne penali e non avere violato le leggi sull&#8217;immigrazione.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">La doppia cittadinanza, ovvero essere sia cittadini italiani che cittadini britannici, è permessa rispettivamente dalla <a href="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2022/10/l91_1992.pdf" target="_blank" data-type="link" data-id="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2022/10/l91_1992.pdf" rel="noreferrer noopener">Legge n. 91/1992</a> per l&#8217;Italia, e dal <a title="British Nationality Act del 1981" href="https://www.gov.uk/dual-citizenship" target="_blank" rel="noopener">British Nationality Act del 1981</a> (e successive modifiche) per il Regno Unito.</p>



<div class="wp-block-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-fe48e5de wp-block-buttons-is-layout-flex">
<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-italyblue-background-color has-background wp-element-button" href="https://www.gov.uk/apply-citizenship-indefinite-leave-to-remain" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Requisiti per la naturalizzazione</a></div>
</div>



<p class="has-nv-site-bg-color has-italyblue-background-color has-text-color has-background has-medium-font-size wp-block-paragraph">Moltissime persone fanno la domanda in autonomia con successo dopo aver letto la guidance con attenzione. Tuttavia, chi avesse dubbi di qualsiasi tipo è <strong>fortemente incoraggiato</strong> a chiedere consiglio a un legale esperto in immigrazione prima di inviare la domanda di naturalizzazione. Consigliamo anche l&#8217;archivio del <a href="https://www.forum.ukcen.com/resources/uk-citizenship/naturalisation/2110-citizenship-application-step-by-step" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-nv-site-bg-color">forum UKCEN</mark></a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come per tutte le altre query di immigrazione, è illegale dare consigli personalizzati se non si è autorizzati a farlo. Raccomandiamo dunque di affidarsi <strong>soltanto a professionisti registrati con OISC</strong>, o ad <strong>avvocati&#8230; <a href="http://www.ilpa.org.uk/members-directory" target="_blank" rel="noopener" title="meglio se membri ILPA">meglio se membri ILPA</a></strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fare qualche errore non implica sempre un rifiuto automatico, anzi: i <em>caseworker</em> sono incoraggiati dalla <em>guidance</em> a valutare se applicare discrezione. Tuttavia, a quel punto dipende da loro, e <strong><mark style="background-color:rgba(0,0,0,0);color:#a30000;" class="has-inline-color">in caso di rifiuto non si ha diritto al rimborso dei soldi pagati per mandare l&#8217;<em>application</em></mark></strong>, oltre £1500.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Parte dei requisiti è aver superato il <strong><em>Life in the UK</em> test</strong>, 24 domande a risposta multipla su temi relativi alla storia e ai costumi del Regno Unito. Due dritte. La prima: non comprate il libro o l&#8217;ebook! Si trova legalmente e facilmente gratis in formato PDF sul web. La seconda: si trovano tanti siti web e app che &#8220;simulano&#8221; il test&#8230; alcuni contengono domande difficilissime e inverosimili, altri al contrario domande troppo facili. <a href="https://lifeintheuktestweb.co.uk/exams/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Questo sito contiene sedici test</a> con domande che sono state davvero chieste all&#8217;esame. Avendolo fatto io stesso, vi confermo che 23 domande su 24 chieste durante il test erano in almeno uno di quei sedici test. Ovviamente, nuove domande vengono aggiunte regolarmente, e non è detto che vengano immediatamente inserite sul sito web: studiate!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Data la delicatezza della materia, <strong>per il momento abbiamo scelto di non trattare l&#8217;argomento della naturalizzazione più di così</strong>. Consultate <a href="https://www.gov.uk/browse/citizenship/citizenship" target="_blank" rel="noreferrer noopener">le informazioni sul sito del governo</a>, e se avete dubbi rivolgetevi a degli avvocati esperti in immigrazione per chiarire qualsiasi dubbio. Potete anche consultare la <a href="https://www.forum.ukcen.com/resources/uk-citizenship/naturalisation/2110-citizenship-application-step-by-step" target="_blank" rel="noreferrer noopener">guida step-by-step del Forum UKCEN</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Precisiamo che da molti anni è decaduto l&#8217;obbligo di informare il governo italiano della acquisizione di una cittadinanza straniera (<a href="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2022/10/Legislazione-02-1992.pdf" data-type="link" data-id="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2022/10/Legislazione-02-1992.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Articolo 24 L 91/1992</a>, <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1992;91" data-type="link" data-id="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1992;91">abrogato dall&#8217;art. 110, D.P.R. 3 novembre 2000, n. 396</a>), quindi <strong>non dovrete comunicare nulla</strong> al Consolato o all&#8217;Italia in generale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se la domanda viene accettata, occorre presenziare a una cerimonia che organizza il proprio council. Durante la cerimonia si presta il giuramento di fedeltà al re (o alla regina) e al Regno Unito, e solo al termine della stessa si è legalmente cittadini britannici. Si riceve un <strong>certificato di naturalizzazione</strong> che va conservato con cura, in quanto prova legalmente valida della stessa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una volta ottenuta la cittadinanza, bisogna fare domanda per il passaporto britannico. Sono due procedure separate, una dopo l&#8217;altra. La domanda si fa online, <a href="https://www.gov.uk/apply-first-adult-passport/what-documents-you-need-to-apply" data-type="link" data-id="https://www.gov.uk/apply-first-adult-passport/what-documents-you-need-to-apply">partendo da qui</a>. Quando si fa domanda per il primo passaporto britannico viene richiesto di inviare tutti i propri passaporti in corso di validità tramite posta, che vengono poi restituiti al termine della domanda. In ogni caso occorre inviare l&#8217;originale del certificato di naturalizzazione che si riceve al termine della cerimonia. È possibile scegliere di <a href="https://www.passport.service.gov.uk/help/documents/4a6a7a8d-7fa3-44ce-8045-3c3ae7ba4be9" data-type="link" data-id="https://www.forum.ukcen.com/forum/uk-nationality-questions/uk-passport-applications/79386-applying-for-british-passeport-first-time-without-sending-original-passeport">inviare al posto del passaporto</a> fotocopie a colori di tutte le pagine del passaporto, consigliamo di farlo insieme ad una cover letter che spiega perché non è possibile inviare il passaporto (ad esempio che si ha bisogno di viaggiare, e perché). Starà poi alla discrezione del <em>caseworker</em> accettare il tutto o richiedere comunque l&#8217;invio del passaporto fisico. Alcuni consigliano anche di inviare una copia certificata (ottenibile al Post Office o da alcuni professionisti) della pagina del passaporto con la fotografia, ma ciò è superfluo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A chi decidesse di inviare comunque il passaporto, o qualora Home Office ne richiedesse l&#8217;invio, raccomandiamo di utilizzare una busta prepagata &#8220;tracked&#8221;, così da poter monitorare la spedizione del vostro documento. Durante la domanda è possibile richiedere al costo aggiuntivo di £5 la restituzione dei documenti tramite spedizione tracciata. Tramite un apposito portale online Home Office invia aggiornamenti regolari sullo status della propria domanda di passaporto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cosa fare, dunque, se si volesse <strong>viaggiare dopo aver ottenuto la cittadinanza, ma prima di aver ottenuto il passaporto britannico</strong>? Per chi aveva un presettled o settled status, nessun problema: può continuare ad utilizzare quello (novità dal 12 marzo 2026).<br>Altrimenti, per chi aveva altri tipi di visto, in passato, <a title="il forum UKCEN consiglia" href="https://www.forum.ukcen.com/forum/practical-issues/travel/83600-travel-with-eu-passport-after-british-citizenship" target="_blank" rel="noopener">gli esperti del forum UKCEN avevano consigliato</a> di viaggiare con il proprio documento UE, e in aggiunta stampare la lettera di conferimento dello status (o analoga prova, come uno share code), portare con se una copia del certificato di naturalizzazione e, se è stata fatta, portare con se una copia dell&#8217;application per il passaporto britannico&#8230; tuttavia, questa prassi è sconsigliabile a partire dal 25 febbraio 2026, data da cui <a href="https://www.i3italy.org/viaggi-italia-uk" data-type="link" data-id="https://www.i3italy.org/viaggi-italia-uk">il nuovo sistema per i viaggi</a> è definitivamente in vigore. Infatti, <strong>si rischia che venga negato l&#8217;imbarco</strong> sul volo di ritorno. Dal punto di vista formale, un cittadino britannico non può fare domanda di ETA con il proprio passaporto di un&#8217;altra nazionalità, così come non può chiedere un visto. Occorre dunque munirsi di un passaporto UK.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-medium"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="244" src="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/02/photo-1612365922929-eb3b5b4bddb0-300x244.webp" alt="Passaporto britannico" class="wp-image-8027" srcset="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/02/photo-1612365922929-eb3b5b4bddb0-300x244.webp 300w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/02/photo-1612365922929-eb3b5b4bddb0.webp 714w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption class="wp-element-caption">In seguito alla Brexit i passaporti britannici sono tornati ad essere blu anziché rossi.</figcaption></figure>
</div>


<h4 class="wp-block-heading">Conseguenze negative e aspetti da considerare</h4>



<p class="wp-block-paragraph">A parte il costo, ci sono lati negativi riguardo alla naturalizzazione? Ci sono certamente alcuni aspetti da considerare, che elenchiamo di seguito:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Chi lo ha mantiene il diritto al <strong>ricongiungimento familiare</strong> gratuito per genitori, figli e alcuni altri parenti secondo le regole dell&#8217;<a href="https://www.i3italy.org/eu-settlement-scheme/" data-type="post" data-id="1957">EU Settlement Scheme</a>, ma fare domanda diventa più complesso (una cosiddetta &#8220;<a href="https://www.inhouselawyer.co.uk/legal-briefing/landmark-ecj-decision-for-derived-right-of-residence-for-eea-family-members/" data-type="link" data-id="https://www.inhouselawyer.co.uk/legal-briefing/landmark-ecj-decision-for-derived-right-of-residence-for-eea-family-members/">Lounes application</a>&#8220;), con modulistica cartacea e prove aggiuntive.</li>



<li>Ad eccezione di chi ha presettled o settled status, che mantiene questo diritto, non si può più utilizzare la carta di identità per viaggiare verso il Regno Unito, e in verità <strong>occorre avere un documento di ciascuna nazionalità</strong> se si viaggia tra Italia e Regno Unito (approfondiamo nella prossima sezione).</li>



<li><a href="https://www.gov.uk/dual-citizenship" data-type="link" data-id="https://www.gov.uk/dual-citizenship">Si perde il diritto alla <strong>protezione diplomatica e consolare </strong>nei rispettivi paesi</a>: un cittadino italo-britannico, in altre parole, viene considerato come britannico per tutte le questioni che avvengono nel Regno Unito. Ciò è sancito dall&#8217;<a href="https://www.refworld.org/legal/agreements/lon/1930/en/17955?utm_source=chatgpt.com" data-type="link" data-id="https://www.refworld.org/legal/agreements/lon/1930/en/17955?utm_source=chatgpt.com">articolo 4 della Convenzione dell’Aja del 1930</a>. Aggiungiamo tuttavia che l&#8217;Italia è tra i paesi migliori al mondo nella difesa dei propri cittadini e spesso fornisce assistenza anche ai doppi cittadini anche se non è tenuta a farlo. </li>



<li>In base alla <a href="https://www.i3italy.org/cittadinanza/" data-type="post" data-id="14171">nuova normativa sulla trasmissione della cittadinanza italiana ai nati all&#8217;estero</a>, si compromette potenzialmente il <strong>diritto alla cittadinanza italiana</strong> dei propri bis-nipoti (i figli dei figli dei figli). Va sottolineato tuttavia che, sempre in generale, lo perderebbero comunque i tris-nipoti (i figli dei figli dei figli dei figli) se non ci si naturalizzasse. <a href="https://www.i3italy.org/cittadinanza/" data-type="post" data-id="14171">Il tema è approfondito in questo articolo</a>.</li>



<li>Si potrebbe essere esclusi da alcune posizioni lavorative particolari in ambito militare o di sicurezza di ciascuno stato.</li>
</ul>



<h4 class="wp-block-heading">Doppio cittadino: con quali documenti viaggiare?</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Uno dei dubbi più frequenti per chi ha due cittadinanze è con quali documenti debba viaggiare. È presto detto: chi è cittadino di un paese ha sempre diritto di ingresso senza restrizioni nel paese stesso, e dunque il tema diventa come dimostrare all&#8217;ufficiale di frontiera che si è cittadini del paese in questione. Di fatto dal 2 aprile 2025 è opportuno avere almeno un documento valido per ciascuna cittadinanza, e comunque un passaporto britannico. C&#8217;è un&#8217;eccezione: chi aveva un presettled o settled status può continuare a utilizzare l&#8217;eVisa collegato al documento italiano. Dunque:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li class="has-nv-dark-bg-color has-text-color has-link-color wp-elements-ee03a45918539606ff54f866a48ab0d2"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-nv-dark-bg-color"><strong>Per viaggiare verso l&#8217;Italia è opportuno mostrare un documento italiano</strong>, passaporto o carta di identità. </mark><br><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-italyred-color">Attenzione: a chi ha un volo andata e ritorno dal Regno Unito all&#8217;Italia consigliamo di fare il check-in con il passaporto UK.</mark></li>



<li><strong>Per viaggiare verso il Regno Unito è opportuno usare il passaporto britannico</strong> o un documento europeo se si aveva presettled o settled status.</li>



<li>Per viaggiare verso un paese dell&#8217;Unione Europea è opportuno usare un documento italiano, passaporto o carta di identità. Fa eccezione l&#8217;Irlanda per cui è opportuno usare un passaporto britannico a causa delle <a title="regole della Common Travel Area" href="https://www.citizensinformation.ie/en/government_in_ireland/ireland_and_the_uk/common_travel_area_between_ireland_and_the_uk.html#ld7833" target="_blank" rel="noopener">regole della Common Travel Area</a>.<br><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-italyred-color">Attenzione: a chi ha un volo andata e ritorno dal Regno Unito all&#8217;Italia consigliamo di fare il check-in con il passaporto UK</mark> se la compagnia aerea non permette di usare due documenti distinti per ciascun volo. </li>



<li>Per viaggiare verso altri paesi è opportuno usare il passaporto che rende più facile ottemperare a eventuali obblighi o requisiti come visitatore.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Ad esempio, se un doppio cittadino residente nel Regno Unito volesse trascorrere qualche giorno in Italia, <strong>il modo migliore di procedere è utilizzare un documento italiano all&#8217;andata, e il passaporto britannico al ritorno</strong>. Per ulteriori dettagli, è possibile consultare <a title="l'approfondimento di the3million" href="https://the3million.org.uk/node/1100849925" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;approfondimento di the3million</a>. Inoltre <strong>nulla vieta di mostrare più di un documento</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Più precisamente, per un italo-britannico con doppio passaporto il modo consigliato di procedere è il seguente:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Check-in del volo verso l&#8217;Italia</strong>: Passaporto italiano<mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-italyred-color">, tranne se è l&#8217;andata di un volo andata e ritorno e la compagnia non permette di cambiare documento quando si fa il check-in per il secondo volo. In quel caso, passaporto <strong>britannico</strong>.</mark></li>



<li><strong>Check-in del volo verso il Regno Unito</strong>: Passaporto britannico.</li>



<li><strong>Check-in unico per voli andata e ritorno</strong>: Passaporto britannico.</li>



<li><strong>Imbarco del volo</strong>: Stesso documento usato per il check-in + mostrare il passaporto britannico.</li>



<li><strong>Frontiera italiana (entrata)</strong>: Passaporto italiano.</li>



<li><strong>Frontiera italiana (uscita)</strong>: Passaporto italiano.</li>



<li><strong>Frontiera UK (entrata)</strong>: Passaporto britannico.</li>



<li><strong>Frontiera UK (uscita)</strong>: Di solito non ci sono controlli.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">E se si usa il documento sbagliato, è un problema? <strong>Al momento verso l&#8217;Italia no, ma può essere un fastidio</strong>. Dal 12 ottobre 2025 è in vigore il <strong><a href="https://travel-europe.europa.eu/ees_en" data-type="link" data-id="https://travel-europe.europa.eu/ees_en">sistema EES</a> </strong>di schedatura biometrica alla frontiere dell&#8217;Unione Europea: un cittadino europeo è, naturalmente, esente, ma se viaggiasse con un passaporto britannico e senza altri documenti che ne dimostrino la cittadinanza potrebbe trovarsi schedato dal sistema, con i relativi fastidi. Inoltre, nei prossimi anni entreranno in vigore anche i <em><strong>visa waiver</strong></em> per visitare l&#8217;Unione Europea (<a title="ETIAS" href="https://en.wikipedia.org/wiki/European_Travel_Information_and_Authorisation_System" target="_blank" rel="noopener">ETIAS</a>) e ciò renderà la vita difficile a un europeo che prova a viaggiare verso il Regno Unito con un passaporto britannico, per motivi analoghi a quelli spiegati qui sopra.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph"><strong>Verso il Regno Unito invece dal 2 aprile 2025 è opportuno esibire il passaporto britannico</strong> (ricordiamo l&#8217;eccezione per chi ha presettled o settled status che può utilizzare ancora quello europeo).<strong> Dal 25 febbraio 2026 questo obbligo è rigido</strong>: infatti, è in vigore il sistema eVisa per i residenti non britannici o irlandesi, e il <a href="https://www.i3italy.org/eta/" data-type="post" data-id="12416">sistema ETA</a> per i visitatori/turisti europei. Di fatto ciò vorrà dire che <strong>in fase di imbarco del volo</strong> (o addirittura di check-in) nel caso di passaporti non britannici la compagnia aerea <a href="https://www.youtube.com/watch?v=xdZLXvfau2A" data-type="link" data-id="https://www.youtube.com/watch?v=xdZLXvfau2A">invierà i dati del documento che il viaggiatore sta utilizzando a Home Office</a>, che invierà un riscontro se risultano visti o ETA legati allo stesso: in caso di risposta negativa, potrebbe essere negato l&#8217;imbarco. Poiché un cittadino britannico non ha diritto ad alcuno status di immigrazione né ad un ETA, il suo eventuale passaporto europeo non darà riscontri, necessitando di una prova aggiuntiva: ciò è <a href="https://www.gov.uk/guidance/apply-for-an-electronic-travel-authorisation-eta" data-type="link" data-id="https://www.gov.uk/guidance/apply-for-an-electronic-travel-authorisation-eta">confermato dalla guidance ufficiale</a>. Tale prova rimane attiva per chi, prima di diventare britannico, aveva presettled o settled status, ma in tutti gli altri casi <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-italyred-color">è importante usare il passaporto britannico per il check-in di questi voli</mark></strong>&#8230; altrimenti, se risultasse quello europeo non collegato a nulla, alcune compagnie aeree negheranno il check-in online e si sarà costretti ad effettuare il check-in manuale in aeroporto mostrando il passaporto britannico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Insomma: salvo eccezioni, dal 2025 <strong>un doppio cittadino fa bene a prepararsi a viaggiare con almeno un documento per ciascuno stato</strong> (passaporto UK, e passaporto o carta di identità italiani). Beninteso: non stareste violando la legge, in quanto doppi cittadini è un vostro diritto entrare nei rispettivi paesi, ma dovete essere in grado di dimostrarlo alla frontiera (e la propria cittadinanza si dimostra con un documento!).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un&#8217;ulteriore precisazione: il documento che viene inserito nella prenotazione del volo, e utilizzato dalla compagnia aerea per l&#8217;identificazione, non deve necessariamente essere quello che viene presentato all&#8217;ufficiale di frontiera. Dunque nel caso di un volo andata e ritorno <strong>chi intende utilizzare due documenti diversi può inserire un documento per il check-in, e presentarne un altro all&#8217;ufficiale di frontiera</strong>. Qualora la compagnia aerea lo richiedesse, tuttavia, è bene essere pronti a esibire il documento che si intende utilizzare alla frontiera in fase di imbarco.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Bambini nati in UK</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Un bambino nato nel Regno Unito non è, purtroppo, necessariamente un cittadino britannico. Affinché l&#8217;acquisizione della cittadinanza per un bambino nato nel Regno Unito sia automatica (e gratuita) occorre che <strong>almeno uno dei due genitori fosse  britannico, o possedesse al momento della nascita una forma di ILR (ad esempio il settled status), o avesse diritto a possederla</strong>. La recente sentenza dell&#8217;High Court sembra aver modificato un precedente requisito: ora nella maggioranza dei casi dovrebbe essere sufficiente poter dimostrare che al momento della nascita si aveva diritto al settled status, anche se non era già stato ottenuto (fonte: <a title="3.13, FAQ The3Million" href="https://the3million.org.uk/publication/2023072501" target="_blank" rel="noopener">3.13, FAQ The3Million</a>), ma consigliamo di chiedere un parere legale.</p>



<div class="wp-block-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-fe48e5de wp-block-buttons-is-layout-flex">
<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-italyblue-background-color has-background wp-element-button" href="https://www.gov.uk/check-british-citizenship" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Controlla se il bambino è cittadino britannico in automatico (Home Office)</a></div>
</div>



<p class="wp-block-paragraph">Un bambino nato nel Regno Unito i cui genitori non soddisfano quanto sopra, o un&#8217;altra delle <a href="https://www.gov.uk/check-british-citizenship" target="_blank" rel="noopener" title="condizioni indicata nella guidance">condizioni indicata nella guidance</a>, non è cittadino britannico ma potrà fare domanda di naturalizzazione e diventare britannico <a href="https://www.gov.uk/apply-citizenship-born-uk/under-18" target="_blank" rel="noopener" title="se uno dei genitori acquisisce una forma di ILR">se uno dei genitori acquisisce una forma di ILR</a>, o <a href="https://www.gov.uk/apply-citizenship-born-uk/uk-until-10" target="_blank" rel="noopener" title="se vive nel Regno Unito per dieci anni senza superare il limite annuale di assenze">se vive nel Regno Unito per dieci anni senza superare il limite annuale di assenze</a>. In questo caso ricordate che <a href="https://www.i3italy.org/2021/02/25/eu-settlement-scheme/" title="EU Settlement Scheme"><strong>è necessario fare domanda di status per il bambino</strong></a> entro tre mesi dalla nascita!</p>



<div class="wp-block-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-fe48e5de wp-block-buttons-is-layout-flex">
<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-italygreen-background-color has-background wp-element-button" href="https://www.gov.uk/apply-citizenship-born-uk" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Domanda di naturalizzazione per chi è nato in UK ma non è cittadino britannico </a></div>
</div>



<p class="wp-block-paragraph">E se il bambino nasce all&#8217;estero? Se uno dei genitori è britannico ed è nato in UK, la cittadinanza è automatica. Se, invece, è nato all&#8217;estero, ci sono varie casistiche che determinano la cittadinanza automatica o meno del bambino. Se nessuno dei genitori è britannico e il bambino nasce all&#8217;estero, invece, non ci sono agevolazioni particolari. Ricordate che se il bambino non è cittadino britannico <a title="EU Settlement Scheme" href="https://www.i3italy.org/2021/02/25/eu-settlement-scheme/"><strong>è necessario fare domanda di status o visto per il bambino</strong></a> se si intende portarlo con se a vivere nel Regno Unito.</p>



<div class="wp-block-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-fe48e5de wp-block-buttons-is-layout-flex">
<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-italyblue-background-color has-background wp-element-button" href="https://www.gov.uk/apply-citizenship-british-parent" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Cittadinanza per figli di un genitore britannico nati all&#8217;estero</a></div>
</div>



<h4 class="wp-block-heading">Le autorità consolari</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Anzitutto ripetiamo che da molti anni è decaduto l&#8217;obbligo di informare il governo italiano della acquisizione di una cittadinanza straniera (<a href="https://www1.interno.gov.it/mininterno/site/it/sezioni/servizi/old_servizi/legislazione/cittadinanza/legislazione_30.html" target="_blank" rel="noopener" title="Articolo 24 L 91/1992, abrogato dall'art. 110, D.P.R. 3 novembre 2000, n. 396">Articolo 24 L 91/1992, abrogato dall&#8217;art. 110, D.P.R. 3 novembre 2000, n. 396</a>), quindi <strong>non dovrete comunicare nulla</strong> al Consolato o all&#8217;Italia in generale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In qualità di cittadini italiani, si mantengono tutti i diritti che si possedevano: il <a href="https://www.i3italy.org/2022/08/01/il-voto-per-gli-italiani-allestero/" title="Il voto per gli italiani all’estero">diritto di voto nelle elezioni</a>, si ha diritto all&#8217;assistenza da Consolati e Ambasciate italiani nel mondo, ed è opportuno mantenere aggiornata <a href="https://www.i3italy.org/2022/07/26/cambiare-indirizzo-aire/" title="Cambiare indirizzo AIRE">la propria posizione anagrafica AIRE</a>, <a href="https://www.i3italy.org/2022/05/25/ottenere-spid-dallestero/" target="_blank" rel="noopener" title="Ottenere SPID dall’estero">dotarsi dello SPID</a>, e seguire <a href="https://www.i3italy.org/2022/06/26/10-cose-utili/" title="10 cose utili per un italiano in Inghilterra dopo la Brexit">le altre raccomandazioni generali</a>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">In qualità di cittadini britannici, si acquisiscono tutti i relativi diritti: si potrà votare nelle elezioni politiche nel Regno Unito, e si potrà beneficiare dell&#8217;assistenza consolare britannica in tutti i paesi del mondo, inclusa l&#8217;Italia (salvo ciò riguardi controversie dirette con le autorità italiane, come specificato sopra). In caso di necessità, potrete rivolgervi all&#8217;<a title="Ambasciata Britannica a Roma" href="https://www.gov.uk/world/organisations/british-embassy-rome" target="_blank" rel="noopener">Ambasciata Britannica a Roma</a>, o al <a title="Consolato Britannico a Milano" href="https://www.gov.uk/world/organisations/british-consulate-general-milan" target="_blank" rel="noopener">Consolato Britannico a Milano</a>.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="660" src="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/02/2011-09-17_Roma_Ambasciata_britannica.jpg" alt="Ambasciata britannica a Roma" class="wp-image-8028" style="width:546px;height:351px" srcset="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/02/2011-09-17_Roma_Ambasciata_britannica.jpg 1024w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/02/2011-09-17_Roma_Ambasciata_britannica-300x193.jpg 300w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/02/2011-09-17_Roma_Ambasciata_britannica-768x495.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Ambasciata britannica a Roma. Foto di Blackcat &#8211; <a href="https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=16840923" target="_blank" rel="noopener" title="Opera propria">Opera propria</a>, CC BY-SA 3.0</figcaption></figure>
</div>


<h4 class="wp-block-heading">Passaporto britannico e passaporto italiano: differenze </h4>



<p class="wp-block-paragraph">Se, come abbiamo spiegato, è opportuno usare un documento italiano per andare in Italia e il passaporto britannico per andare nel Regno Unito, quale è meglio utilizzare per viaggiare verso paesi terzi? Nel caso dell&#8217;Unione Europea, ci sono pochi dubbi: l&#8217;Italia è un paese UE e Schengen, e dunque il passaporto italiano è estremamente preferibile a quello britannico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel caso di altri paesi, il sito web <a href="https://www.passportindex.org/comparebyPassport.php" target="_blank" rel="noopener" title="Passportindex">Passportindex.org</a> permette di confrontare rapidamente le differenze tra due passaporti, e valutare quale sia meglio utilizzare per recarsi in un paese terzo. Nella maggioranza dei casi il passaporto italiano appare superiore o equivalente a quello britannico, ma ci sono delle eccezioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La posizione del passaporto britannico nella classifica peggiorerà a breve: infatti, quando entreranno in vigore dei <em>visa waiver</em> per visitare l&#8217;Unione Europea (<a title="ETIAS" href="https://en.wikipedia.org/wiki/European_Travel_Information_and_Authorisation_System" target="_blank" rel="noopener">ETIAS</a>) ciò renderà il passaporto italiano la scelta migliore anche per brevi visite turistiche.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><a href="https://multinational.io/compare_passports/Italy+the%20United%20Kingdom"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="548" src="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/02/fsfaa-1024x548.png" alt="Confronto visivo tra passaporto italiano e britannico" class="wp-image-8029" style="width:-205px;height:-109px" srcset="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/02/fsfaa-1024x548.png 1024w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/02/fsfaa-300x161.png 300w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/02/fsfaa-768x411.png 768w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/02/fsfaa.png 1059w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption class="wp-element-caption">Confronto visivo a cura di <a href="https://multinational.io/compare_passports/Italy+the%20United%20Kingdom" target="_blank" rel="noopener" title="www.multinational.io">www.multinational.io</a></figcaption></figure>
</div>


<h4 class="wp-block-heading">La &#8220;Comprehensive Sickness Insurance&#8221; (CSI).</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Come menzionato in precedenza, per la naturalizzazione ci sono <a title="" href="https://www.gov.uk/apply-citizenship-indefinite-leave-to-remain/how-to-apply" target="_blank" rel="noopener">requisiti stringenti</a> e non è affatto automatico ottenerla: il più problematico tra tutti è la &#8220;Comprehensive Sickness Insurance&#8221; (CSI). Tuttavia, da giugno 2022 <strong>i possessori di Settled Status non devono più dimostrare nulla in merito alla CSI: non devono neanche menzionarla</strong>, in base <a href="https://www.gov.uk/government/publications/form-an-guidance">alle nuove linee guida dal 28 giugno 2022</a>.</p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph">Di cosa si trattava? <br>In sintesi, una vecchia legge europea prevedeva che un residente in UK che fosse <em>student</em> o <em>self-sufficient</em> (e <strong>non</strong> chi aveva un lavoro di qualsiasi tipo, inclusi i <em>self-employed</em>) dovesse, per essere legalmente residente, avere una &#8220;Comprehensive Sickness Insurance&#8221;: un&#8217;assicurazione sanitaria in grado di rimborsare tutte le spese sanitarie sostenibili. La <a href="https://assets.publishing.service.gov.uk/government/uploads/system/uploads/attachment_data/file/997803/naturalisation-as-a-british-citizen-by-discretion-8.0-ext.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">procedura usuale per ottenere la cittadinanza britannica</a> prevede una verifica <strong>per gli anni precedenti al vostro (pre)settled status</strong>, fino a 10 anni indietro, del fatto che foste in regola con le leggi sull&#8217;immigrazione, tra cui appunto questa. Visto che non averla non precludeva l&#8217;accesso all&#8217;NHS, <strong><mark style="background-color:rgba(0,0,0,0);color:#a30400;" class="has-inline-color">quasi nessun cittadino europeo ha mai sentito parlare di questa CSI</mark></strong>&#8230; il che rende<strong>va</strong> di fatto potenzialmente &#8220;illegale&#8221; la residenza di coloro che sono stati studenti o persone autosufficienti negli anni precedenti all&#8217;ottenimento del PSS. Importante notare che non appena si ottiene lo status (PSS o SS) già non era più necessario avere la CSI per essere legalmente residenti in UK&#8230; <br>Il discorso si complicava ancora di più quando si considera che la tessera sanitaria europea (EHIC) di un altro paese è in teoria considerata valida come CSI&#8230; ma, come sappiamo, gli iscritti all&#8217;AIRE la perdono (e iscriversi è obbligatorio). Tuttavia, un recente ruling della corte europea ha ribaltato la posizione dell&#8217;Home Office, decretando che <a href="https://freemovement.org.uk/uk-wrongly-insisted-on-comprehensive-sickness-insurance-for-years-eu-court-finds/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">avere accesso all&#8217;NHS conta come CSI</a>, e il 28 giugno 2022 questa decisione è stata implementata nella linee guida dell&#8217;Home Office.</p>
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		<title>Conto in banca italiano per residenti all&#8217;estero</title>
		<link>https://www.i3italy.org/conto-in-banca-italiano-per-residenti-allestero/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[I3ItalyStaff]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Dec 2022 16:49:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I3Italy]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[Conto in banca italiano per residenti all'estero: sveliamo come aprirne uno gratuito e senza spese di gestione a tutti i residenti in Inghilterra.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph"><sup>Nulla in questa pagina costituisce&nbsp;<em>financial advice</em>&nbsp;o&nbsp;<em>tax advice</em>: l’obiettivo è unicamente fornire una guida sintetica e introduttiva ai conti in banca italiani per residenti all&#8217;estero disponibili per un italiano in Inghilterra.</sup></p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Avere un conto in banca italiano per residenti all&#8217;estero è una soluzione molto utile per coloro che, pur vivendo all&#8217;estero, hanno bisogno di gestire affari in Italia in modo facile e sicuro. Può essere utile per ricevere pagamenti, conservare dei risparmi o gestire dei fondi in euro senza incorrere in spese ingenti dovute <a href="https://www.i3italy.org/2021/09/03/convertire-tra-sterlina-e-euro/" title="Convertire tra sterlina e euro">al cambio valuta</a>, o a chi deve pagare imposte in Italia: ad esempio, il pagamento del modello F24 richiede un conto corrente italiano. In Italia esistono diverse leggi che regolamentano l&#8217;apertura di un conto bancario per chi risiede all&#8217;estero, ed è importante conoscerle per evitare problemi.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Come di consueto, in questo articolo parleremo di <a href="https://www.i3italy.org/2021/02/19/iscriversi-allaire/" title="Iscriversi all’AIRE">iscritti all&#8217;AIRE</a> (Anagrafe Italiani Residenti all&#8217;Estero). Un italiano non iscritto all&#8217;AIRE risulta, infatti, residente in Italia e può pertanto aprire un conto con le modalità consuete per un residente. Ricordiamo tuttavia che <strong>l&#8217;iscrizione all&#8217;AIRE è obbligatoria</strong> (con qualche eccezione) e che dunque chi non si iscrive risulta a tutti gli effetti residente in Italia, ad esempio fiscali.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Quando ci si iscrive all’AIRE si deve&nbsp;<strong>comunicare alla banca il cambio di residenza.</strong> La banca provvederà a convertire il conto in uno per residenti all&#8217;estero, o vi proporrà la chiusura. I conti per residenti all&#8217;estero presso una banca italiana hanno, di norma, costi di gestione assai più alti che i conti per chi risiede in Italia, e hanno limiti superiori.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Inoltre, attenzione ai conti cointestati: le <a href="https://www.laleggepertutti.it/526894_si-puo-aprire-un-conto-corrente-senza-residenza" target="_blank" rel="noopener" title="norme antiriciclaggio">norme antiriciclaggio</a> <strong>vietano di avere un conto cointestato tra un soggetto residente all&#8217;estero e uno residente in Italia.</strong></p>



<h4 class="wp-block-heading">Conversione, e conto Wise Borderless multivaluta</h4>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Per <a href="https://www.i3italy.org/convertire-tra-sterlina-e-euro/">convertire sterline in euro</a>, o <a href="https://www.i3italy.org/convertire-tra-sterlina-e-euro/" data-type="link" data-id="https://www.i3italy.org/convertire-tra-sterlina-e-euro/">convertire euro in sterline</a>, la soluzione principale consigliata ad un italiano all&#8217;estero per operare in Euro è quella di avvalersi <a href="https://wise.prf.hn/l/8j5zyPp/" data-type="link" data-id="https://wise.prf.hn/l/8j5zyPp/">di Wise</a>, che permette di convertire tra valute da un conto bancario all&#8217;altro a tariffe estremamente convenienti.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Inoltre, è anche possibile avvalersi del <a href="https://wise.prf.hn/l/8j5zyPp/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">conto Borderless di Wise</a>. Si tratta di un conto gratuito, multivaluta e con un carta di debito che supporta tutte le valute attivate sul conto: un vero e proprio superpotere per un residente all&#8217;estero.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">L&#8217;unico difetto di Wise è che, non essendo una banca italiana, con un conto Borderless per la gestione degli euro offre IBAN non italiani ma di altri paesi (Estonia, Lituania, Belgio) e, dunque, non è utilizzabile per gli scopi che richiedono un conto corrente italiano. Se è vero che, per legge, i bonifici SEPA sono equiparati in costi e modalità a quelli italiani, purtroppo a volte la prassi è diversa e vari soggetti italiani richiedono esplicitamente un IBAN italiano. </p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Consigliamo quindi un conto per residenti all&#8217;estero con una banca italiana, ma di usare <a href="https://wise.prf.hn/l/8j5zyPp/" target="_blank" data-type="link" data-id="https://wise.prf.hn/l/8j5zyPp/" rel="noreferrer noopener">Wise</a> o <a href="https://share.atlantic.money/cesaregiulio1" data-type="link" data-id="https://share.atlantic.money/cesaregiulio1">Atlantic</a> come servizio (dunque anche senza aprire un conto) per la conversione tra valute, inserendo i dettagli del conto italiano nella procedura guidata.</p>



<div class="wp-block-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-fe48e5de wp-block-buttons-is-layout-flex">
<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-italyblue-background-color has-background wp-element-button" href="https://wise.prf.hn/l/8j5zyPp/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Usa Wise per convertire tra euro e sterline</a></div>



<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-italygreen-background-color has-background wp-element-button" href="https://share.atlantic.money/cesaregiulio1">Usa Atlantic per convertire tra euro e sterline</a></div>
</div>



<h4 class="wp-block-heading">Conti in banca per non residenti</h4>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Molte banche italiane offrono conti per residenti all&#8217;estero. In linea generale, la maggioranza delle banche richiederà di <strong>recarsi in filiale</strong> per aprire un conto intestato ad un iscritto all&#8217;AIRE, non permettendo di farlo online. </p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">I conti offerti a residenti all&#8217;estero sono quasi sempre assai più costosi di quelli offerti a residenti in Italia, e inoltre la banca potrà rifiutarsi unilateralmente di aprire un conto dopo aver ascoltato i motivi per cui ne volete uno. Tali conti hanno infatti costi di gestione elevati, e dunque ogni caso viene valutato individualmente per stabilirne la convenienza economica.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Segnaliamo alcune banche italiane che, potenzialmente, applicano condizioni convenienti anche ai residenti all&#8217;estero:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.intesasanpaolo.com/it/persone-e-famiglie/prodotti/conti-e-libretti/conto-perme.html" target="_blank" rel="noopener" title="San Paolo XME">San Paolo XME</a>: le promozioni per under 35 vengono applicate, sempre a discrezione della filiale, anche ai residenti all&#8217;estero. </li>



<li><a href="https://www.civibank.it/privati/la-nostra-offerta/servizi-estero" target="_blank" rel="noopener" title="Civibank">Civibank</a>.</li>



<li><a href="https://www.sella.it/banca-on-line/servizio-residenti-estero" target="_blank" rel="noopener" title="Banca Sella">Banca Sella</a>.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Attenzione però: tipicamente per aprire un conto per residenti all&#8217;estero <strong>bisogna recarsi in filiale</strong>.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">La maggioranza dei conti correnti per non residenti ha la caratteristica di permettere solo operazioni di base: accrediti, versamenti, bonifici e prelievi. Inoltre, le <a href="https://www.laleggepertutti.it/526894_si-puo-aprire-un-conto-corrente-senza-residenza" target="_blank" rel="noopener" title="norme antiriciclaggio">norme antiriciclaggio</a> vietano di avere un conto cointestato tra un soggetto residente all&#8217;estero e uno residente in Italia. Ricordate, infine, che <a href="https://www.bancaetica.it/faq/qual-e-limporto-dellimposta-di-bollo-sui-conti-correnti-e-ogni-quanto-si-paga/" target="_blank" rel="noopener" title="se la giacenza media supera €5000 sarà dovuta l'imposta di bollo di €34,20.">se la giacenza media annuale supera €5000 sarà dovuta l&#8217;imposta di bollo di €34,20</a>.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Cosa succede se mantengo un conto per residenti in Italia? </h4>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Agire in questo modo è <strong>fortemente sconsigliato</strong>, per vari motivi:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>In generale, è una condizione di irregolarità. Ci si espone al rischio che la banca disponga la <strong>chiusura o il blocco del conto</strong>, visto che non appena venuta a conoscenza della circostanza si troverebbe in una condizione assai scomoda: infatti, gli adempimenti legali richiesti alla banca per un conto intestato a un non residente sono differenti. </li>



<li>Il mantenimento di un conto intestato ad un residente potrebbe, in principio, deporre a vostro sfavore nel determinare la vostra <a href="https://fiscomania.com/accertamento-della-residenza-fiscale" target="_blank" rel="noopener" title="effettiva residenza all'estero">effettiva residenza all&#8217;estero</a>.</li>



<li>La banca potrebbe inviare comunicazioni importanti ad un indirizzo italiano che non occupate più, o convocarvi in filiale per qualsiasi motivo costringendovi a viaggiare. I conti per residenti all&#8217;estero, solitamente, offrono modalità agili che permettono di effettuare la maggioranza delle operazioni da remoto, tra cui la riemissione della carta in caso di furto.</li>



<li>I sistemi antitruffa implementati nell&#8217;app della vostra banca potrebbero bloccare alcune operazioni se provengono dall&#8217;estero, o ostacolarne la riuscita. Naturalmente ciò non avviene per conti intestati a residenti all&#8217;estero!</li>
</ul>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Quanto esposto qui sopra si applica ad ogni tipo di rapporto bancario: conto corrente, carta di debito prepagata, carta di credito, servizio di pagamenti (Satispay, Cashapp, Paypal, Postepay, etc.). Tuttavia, formalmente <a href="https://www.infoparlamento.it/tematiche/interrogazioni-interpellanze-risoluzioni-mozioni/camera-dei-deputati-503105-interrogazione-sui-maggiori-costi-legati-allapertura-di-un-conto-corrente-per-i-connazionali-non-residenti" target="_blank" rel="noopener" title="non è obbligatorio chiudere i propri conti in occasione del trasferimento all'estero">non è obbligatorio chiudere i propri conti in occasione del trasferimento all&#8217;estero</a>: ciò che è opportuno fare è comunicare la variazione alla banca.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Trasferimenti di denaro</h4>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">In linea di massima, non si applica alcuna procedura particolare diversa dal solito per operare da e verso un conto corrente italiano intestato ad un residente all&#8217;estero: potrete dunque trasferire soldi tramite un normale bonifico (euro, da o verso Italia/UE), o tramite un normale BACS (sterline, da o verso conti britannici). </p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph"><strong>Sconsigliamo fortemente di effettuare un bonifico o un BACS tra due valute diverse</strong>. Farlo ha spesso costi altissimi sia in commissioni che in cambi sfavorevoli applicati dalle banche. Se dovete <a href="https://www.i3italy.org/convertire-tra-sterlina-e-euro/">convertire sterline in euro</a>, o viceversa, <a href="https://wise.prf.hn/l/8j5zyPp/" target="_blank" data-type="link" data-id="https://wise.com/invite/dic/cesarea3" rel="noreferrer noopener">usate Wise</a>!</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">In generale non ci sono particolari limiti o paletti: in altre parole, i vostri movimenti saranno controllati con criteri analoghi a quelli che si applicano a tutti gli altri conti, come sancito dal monitoraggio fiscale. In particolare, nel caso di movimenti frequenti che mostrino un centro degli interessi in Italia, potreste essere chiamati a dichiarare i vostri redditi in Italia o a dimostrare che li avete correttamente dichiarati all&#8217;estero. In tal caso vi consigliamo di consultare un commercialista esperto, meglio se italiano che opera nel Regno Unito: esiste infatti una <a href="https://def.finanze.it/DocTribFrontend/getAttoNormativoDetail.do?ACTION=getArticolo&amp;id=%7B932AFD41-AB27-4F7B-B35E-655D54F20DA5%7D&amp;codiceOrdinamento=200002400000000&amp;articolo=Articolo%2024" target="_blank" rel="noopener" title="convenzione specifica tra i due stati che regola i rapporti fiscali e le relative imposizioni">convenzione specifica tra i due stati che regola i rapporti fiscali e le relative imposizioni</a> e, qualora si venisse sottoposti ad <a href="https://fiscomania.com/accertamento-della-residenza-fiscale" target="_blank" rel="noopener" title="accertamento">accertamento</a>, è meglio avvalersi di un professionista che la conosce bene.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Se cercate su internet scoprirete l&#8217;esistenza di una<strong> ritenuta del 20% che le banche italiane applicano ad un trasferimento di denaro proveniente dall&#8217;estero</strong>&#8230; ma salvo situazioni particolarissime <strong>non è così</strong>! Si tratta di una legge del 2014 che <a href="https://www.cafacli.it/it/notizie-fisco/niente-piu-ritenuta-del-20-sui-bonifici-dallestero_666_idnews/" target="_blank" rel="noopener" title="fu immediatamente sospesa poco dopo la sua entrata in vigore">fu immediatamente sospesa poco dopo la sua entrata in vigore</a>, per la sua impraticabilità, e <strong>non risulta ad oggi in vigore</strong>.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Fineco: una (vecchia) soluzione per gli italiani residenti in Inghilterra</h4>



<div class="wp-block-media-text is-stacked-on-mobile has-background" style="background-color:#f2e15c;grid-template-columns:32% auto"><figure class="wp-block-media-text__media"><a href="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/09/image-1.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="587" height="719" src="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/09/image-1.png" alt="" class="wp-image-9374 size-full" srcset="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/09/image-1.png 587w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2023/09/image-1-245x300.png 245w" sizes="auto, (max-width: 587px) 100vw, 587px" /></a></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<p class="wp-block-paragraph">Sebbene al momento sia ancora possibile usufruire dei servizi Fineco nel Regno Unito, è stato annunciato un graduale ritiro della banca dal Regno Unito a causa della Brexit. Pertanto questo conto non rappresenta più una valida opzione a lungo termine.</p>
</div></div>



<p class="has-text-align-justify has-text-color wp-block-paragraph" style="color:#7a7878">a banca Fineco offriva <a title="conti multivaluta gratuiti ai residenti in Inghilterra" href="https://uk.finecobank.com/banking/banking-abroad/" target="_blank" rel="noopener">conti multivaluta gratuiti ai residenti in Inghilterra</a>. Al contrario del conto offerto a chi risiede in Italia, <a title="Aprire un conto in banca in UK" href="https://www.i3italy.org/2021/02/25/aprire-un-conto-in-banca-in-uk/">come di consueto per le banche inglesi</a> quest&#8217;ultimo <strong>era a costo zero</strong>: non si pagava un canone mensile, e non si pagavano i trasferimenti o bonifici disposti online. Inoltre non occorreva recarsi in filiale per aprirlo: si poteva fare comodamente online.</p>



<p class="has-text-align-justify has-text-color wp-block-paragraph" style="color:#7a7878">La differenza fondamentale che lo rendeva vantaggiosissimo rispetto alle altre opzioni è che <strong>Fineco UK è un conto UK, non un conto per non residenti</strong>: Fineco è una banca italiana: quindi l&#8217;IBAN corrispondente alla valuta in euro sarà un IBAN italiano, ma questo conto non è soggetto ai normali limiti e costi dei conti per non residenti offerti da banche italiane&#8230; inclusa l&#8217;imposta di bollo (ciò, ovviamente, per chi è effettivamente residente all&#8217;estero).</p>



<p class="has-text-align-justify has-text-color wp-block-paragraph" style="color:#7a7878">A costo zero, era possibile quindi ottenere un conto multivaluta con <strong>sort code e account number</strong> per ricevere sterline, e con <strong>IBAN e BIC italiani per ricevere euro</strong>. Inoltre, Fineco offriva gratuitamente a scelta una <strong>carta di debito in euro</strong> o sterline (consigliamo la prima!). Attenzione però: Fineco UK, essendo formalmente un conto britannico, non permette di effettuare operazioni interne al sistema bancario italiano quali ad esempio il pagamento degli F24, o l&#8217;incasso di assegni emessi dall&#8217;Italia.</p>



<p class="has-text-align-justify has-text-color wp-block-paragraph" style="color:#7a7878">Fineco offriva anche la possibilità di convertire euro in sterline, e viceversa, in-app. Consigliamo tuttavia di avvalersi di <a title="Wise" href="https://wise.prf.hn/l/WoQGEeX" target="_blank" rel="noopener">Wise</a> a tale scopo, poiché normalmente <a title="Wise" href="https://wise.prf.hn/l/WoQGEeX" target="_blank" rel="noopener">Wise</a> applica tassi più convenienti.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="244" height="161" src="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2022/12/finec.png" alt="Conto multivaluta di Fineco" class="wp-image-7476"/><figcaption class="wp-element-caption">Il conto multivaluta di Fineco supportava quattro valute differenti</figcaption></figure>
</div>


<p class="has-text-color wp-block-paragraph" style="color:#7a7878">Abbiamo ricevuto feedback da vari utenti riguardo alcuni aspetti confusi di questo conto: proviamo a chiarirli!</p>



<ul style="color:#7a7878" class="wp-block-list has-text-color">
<li>Nell&#8217;app viene mostrata la somma dei saldi totali in tutte le valute, convertite in sterline. Tuttavia i saldi sono ancora separati, e vengono spesi separatamente a seconda della carta di debito che utilizzate (ce n&#8217;è una per valuta).</li>



<li>Se volete verificare il saldo valuta per valuta, effettuate il login dal browser e <a href="https://finecobank.com/conto-e-carte-extra/altri-servizi/cambio-valuta" target="_blank" rel="noopener" title="cliccate qui">cliccate qui</a>: potrete vedere i vari saldi.</li>



<li>Sempre dopo aver effettuato il login, <a href="https://finecobank.com/myfineco/coordinate-conto" target="_blank" rel="noopener" title="qui trovate le coordinate del conto">qui trovate le coordinate del conto</a>, incluso l&#8217;IBAN italiano.</li>
</ul>
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		<title>Voli cancellati o in ritardo: diritti del passeggero (EU261)</title>
		<link>https://www.i3italy.org/eu261/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Cesare G. Ardito]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Dec 2022 15:39:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I3Italy]]></category>
		<category><![CDATA[viaggi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.i3italy.org/?p=7365</guid>

					<description><![CDATA[Vi spieghiamo i vostri diritti in caso di voli in ritardo, voli cancellati o imbarco ingiustamente negato, seguendo la direttiva EU261.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:11px">Questo articolo non contiene legal advice: lo scopo è unicamente fornire una panoramica sui diritti del passeggero garantiti dalla direttiva EU261. Per consigli legali su casi specifici, consultate un legale o l&#8217;ente nazionale dei diritti del passeggero (per l&#8217;Italia, <a title=" l'ENAC" href="https://www.enac.gov.it/" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;ENAC</a>).</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Molto spesso purtroppo capita che i voli vengano cancellati, o subiscano ritardi. Vi spieghiamo a cosa avete diritto, e come richiedere eventuali rimborsi o risarcimenti. Iniziamo con un link fondamentale: quello al questionario dell&#8217;Unione Europea che vi fornirà le informazioni più aggiornate sui vostri diritti. </p>



<div class="wp-block-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-fe48e5de wp-block-buttons-is-layout-flex">
<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-neve-link-hover-color-background-color has-background wp-element-button" href="https://europa.eu/youreurope/citizens/travel/passenger-rights/air/index_it.htm" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Questionario dell&#8217;Unione Europea</a></div>



<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-italygreen-background-color has-background wp-element-button" href="https://www.enac.gov.it/repository/ContentManagement/node/N756388735/Carta_dei_diritti_dei_passeggeri_6ed_nov09_web.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Carta dei diritti del passeggero</a></div>
</div>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Nonostante la Brexit, infatti, i diritti del passeggero garantiti dall&#8217;Unione Europea si applicano ogniqualvolta:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Il volo avviene&nbsp;<strong>all&#8217;interno dell&#8217;UE</strong>, con qualsiasi compagnia aerea.</li>



<li>Il volo&nbsp;<strong>ha destinazione nell&#8217;UE</strong>&nbsp;con provenienza da un paese extra UE ed è gestito da una&nbsp;<strong>compagnia aerea dell&#8217;UE</strong>.</li>



<li>Il volo&nbsp;<strong>parte dall&#8217;UE</strong>&nbsp;con destinazione in un paese extra UE, con qualsiasi compagnia aerea.</li>
</ul>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Di fatto, dunque, nella maggioranza dei voli da e per il Regno Unito in caso di volo in ritardo, volo cancellato, imbarco negato o altre spiacevolezze si applica <a href="https://europa.eu/youreurope/citizens/travel/passenger-rights/air/index_it.htm" target="_blank" rel="noopener" title="la legge dell'Unione Europe">la legge dell&#8217;Unione Europea 261/2004</a>, spesso abbreviata come EU261 o EU-261.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Bisogna anche aggiungere che, dalla Brexit in poi, <a href="https://www.hfw.com/UK261-Passenger-rights-after-the-Brexit-transition-period-Jan-2021" target="_blank" rel="noopener" title="il Regno Unito ha la sua versione delle regole europee">il Regno Unito ha la sua versione delle regole europee</a>, indicata come &#8220;UK261&#8221;, che è essenzialmente identica a EU261 ma si applica a qualsiasi volo all&#8217;interno di UK, o in partenza da un aeroporto in UK, o diretto  verso un aeroporto in UK e gestito da una compagnia aerea UK o UE. Tuttavia, le procedure ad essa associata non sono ben definite né automatiche come quelle europee e, come abbiamo visto, nella maggioranza dei casi saranno applicabili le regole EU261, a cui faremo riferimento per il resto dell&#8217;articolo. Se intendete fare un <em>claim</em> UK261, contattate direttamente l&#8217;assistenza della compagnia aerea.</p>


<div class="wp-block-image is-resized">
<figure class="aligncenter size-large"><a href="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2022/12/Volo-in-ritardo-a-cosa-hai-diritto.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2022/12/Volo-in-ritardo-a-cosa-hai-diritto-1024x576.png" alt="Volo in ritardo: a cosa hai diritto? Assistenza, risarcimento, rimborso" class="wp-image-7375" style="width:678px;height:auto" srcset="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2022/12/Volo-in-ritardo-a-cosa-hai-diritto-1024x576.png 1024w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2022/12/Volo-in-ritardo-a-cosa-hai-diritto-300x169.png 300w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2022/12/Volo-in-ritardo-a-cosa-hai-diritto-768x432.png 768w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2022/12/Volo-in-ritardo-a-cosa-hai-diritto.png 1202w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption class="wp-element-caption">Sintesi dei diritti garantiti dal regolamento 261/2004. Per situazioni particolari o per avere maggiori dettagli, keep reading!</figcaption></figure>
</div>


<h4 class="wp-block-heading">Volo in ritardo</h4>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Il vostro diritto ad un risarcimento dipende dall&#8217;entità del ritardo: comprensibilmente, un ritardo di modesta entità non dà diritto a risarcimenti, mentre se il ritardo è di diverse ore si ha diritto ad assistenza e ad una compensazione in base alla direttiva EU261. I diritti indicati qui sotto si cumulano:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Ritardo inferiore a 2 ore: nessun risarcimento.</li>



<li>Ritardo di 2 ore o più: possibile diritto all&#8217;<strong>assistenza</strong>, ovvero pasti, telefonate, eventualmente hotel. Ciò dipende dalla distanza percorsa dal volo e dall&#8217;appartenenza o meno dell&#8217;UE di partenza e destinazione. Se l&#8217;assistenza non viene fornita, si ha diritto <a href="#spese" title="">al rimborso delle spese</a>. Nello specifico:
<ul class="wp-block-list">
<li>Fino a 1500km: si ha diritto all&#8217;assistenza in caso di ritardo di due ore o più.</li>



<li>Volo all&#8217;interno dell&#8217;UE di più di 1 500 km: si ha diritto all&#8217;assistenza in caso di ritardo di tre ore o più</li>



<li>Tra 1500 e 3500km, volo con partenza o destinazione fuori dall&#8217;UE: si ha diritto all&#8217;assistenza in caso di ritardo di tre ore o più</li>



<li>Tutti gli altri voli: si ha diritto all&#8217;assistenza in caso di ritardo di quattro ore o più.</li>
</ul>
</li>



<li>Ritardo di 3 ore o più (calcolato sull&#8217;orario di arrivo): oltre all&#8217;assistenza di cui sopra, si ha diritto <a href="#eu261" title="a un risarcimento"><strong>a</strong> <strong>un risarcimento</strong></a> la cui entità dipende dalla distanza percorsa dal volo e dall&#8217;appartenenza o meno dell&#8217;UE di partenza e destinazione. Nello specifico:
<ul class="wp-block-list">
<li>Fino a 1500km: <strong>€250 per passeggero</strong>.</li>



<li>Oltre 1500km, volo all&#8217;interno dell&#8217;UE:<strong> €400 per passeggero</strong>.</li>



<li>Tra 1500 e 3500km, volo con partenza o destinazione fuori dall&#8217;UE: <strong>€400 per passeggero</strong>. </li>



<li>Tutti gli altri voli: <strong>€600 per passeggero</strong>.</li>
</ul>
</li>



<li>Ritardo di 5 ore o più: la compagnia aerea deve offrire il <strong>rimborso del biglietto</strong> e, se si trattava di una coincidenza, offrire un volo di ritorno all’aeroporto di partenza non appena possibile, oppure deve <strong>proporre un volo alternativo</strong> a proprie spese per raggiungere la destinazione finale. Si applicano comunque assistenza e risarcimento di cui sopra.</li>
</ul>



<div class="wp-block-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-fe48e5de wp-block-buttons-is-layout-flex">
<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-neve-link-color-background-color has-background wp-element-button" href="https://www.greatcirclemapper.net/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Calcola la distanza percorsa dal volo</a></div>
</div>



<h4 class="wp-block-heading" id="cancellato">Volo cancellato</h4>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Se il volo viene cancellato, si <a href="https://europa.eu/youreurope/citizens/travel/passenger-rights/air/index_it.htm#reimbursement-cancellation-1" target="_blank" rel="noopener" title="ha diritto alla scelta">ha diritto alla scelta</a> tra: <strong>rimborso, volo alternativo o spostamento della prenotazione a una data successiva</strong>. Nel caso di coincidenza, il rimborso si accompagna anche ad un volo di ritorno. Inoltre, se si è stati informati della cancellazione meno di 14 giorni prima della partenza prevista, si ha diritto a un <strong>risarcimento</strong>, salvo che la cancellazione sia dovuta a circostanze eccezionali. Avete capito bene: <strong>avete diritto a un risarcimento anche se vi propongono un volo alternativo</strong>!</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Una volta effettuata la scelta tra una delle tre opzioni, non si ha più diritto alle altre. Ricordate inoltre che si ha diritto al rimborso del volo di ritorno o di un&#8217;eventuale coincidenza <strong>soltanto se i voli erano parte di un&#8217;unica prenotazione</strong>.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Se la compagnia aerea scegliesse, unilateralmente, di rimborsarvi il biglietto senza offrirvi voli alternativi, allora potete prenotare un volo alternativo e avrete diritto ad un ulteriore rimborso della differenza di prezzo rispetto al nuovo biglietto (purché in condizioni di trasporto simili). Tale volo alternativo deve inoltre essere &#8220;non appena possibile&#8221; e, inoltre, <strong>qualora tale volo provocasse un ritardo</strong>, se si è stati informati meno di 14 giorni prima della partenza prevista <strong>si ha comunque diritto al risarcimento</strong>, con le stesse regole e importi di quelli previste per il ritardo. Analogamente se il volo alternativo partisse in anticipo di più di un&#8217;ora avreste diritto al risarcimento.</p>


<div class="wp-block-image is-resized">
<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="841" height="580" src="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2022/12/delay.webp" alt="" class="wp-image-7374" style="width:418px;height:auto" srcset="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2022/12/delay.webp 841w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2022/12/delay-300x207.webp 300w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2022/12/delay-768x530.webp 768w" sizes="auto, (max-width: 841px) 100vw, 841px" /></figure>
</div>


<h4 class="wp-block-heading" id="eu261">Compensazione per il ritardo: EU261</h4>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Come spiegato qui sopra, se il ritardo è superiore a tre ore <strong>avete diritto a un risarcimento in denaro</strong>, non in voucher o simili, il cui importo dipende dalla distanza percorsa dal volo. La compagnia aerea può, tuttavia, proporvi un voucher (spesso dicendovi che velocizza la procedura), ma avete il diritto di rifiutarlo se volete il risarcimento in contanti. </p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Non si ha diritto a questo risarcimento se il ritardo è dovuto a circostanze straordinarie o comunque non sotto il controllo della compagnia aerea, come ad esempio condizioni metereologiche (nebbia, neve, uragano), terrorismo, calamità naturali, scioperi di dipendenti esterni alla compagnia, emergenze mediche. A volte può essere difficile determinare se si ha diritto o meno</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph"><strong>Fate molta attenzione</strong>: se cercate su internet, esistono molte agenzie esterne che si propongono come intermediari&#8230; incassando una sostanziale percentuale della compensazione. Non è sempre chiarissimo ma spesso se inviate il vostro claim attraverso uno di questi intermediari poi <strong>non c&#8217;è modo di riavere la somma che vi scalano</strong>.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Per chi preferisse fare da se, la maggioranza delle compagnie aeree mette a disposizione un form o un&#8217;email attraverso cui <strong>inviare</strong> <strong>direttamente</strong> la richiesta di risarcimento. Occorre cercare sui loro siti ufficiali la dicitura &#8220;EU261&#8221; o &#8220;EC261&#8221; (nome del regolamento UE) o simili. Vi forniamo i link diretti delle compagnie aeree più comuni per gli italiani in Inghilterra, ma consigliamo di usare il servizio di cui sopra per evitare che piccoli errori possano allungare i tempi o compromettere la buona riuscita del rimborso.</p>



<div class="wp-block-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-fe48e5de wp-block-buttons-is-layout-flex">
<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-neve-link-color-background-color has-background wp-element-button" href="https://onlineform.ryanair.com/us/en/eu-261" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ryanair</a></div>



<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-italypurple-background-color has-background wp-element-button" href="https://www.easyjet.com/en/claim/EU261" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Easyjet</a></div>



<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-italyred-background-color has-background wp-element-button" href="https://www.jet2.com/delays-and-disruptions" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Jet2</a></div>



<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-italygreen-background-color has-background wp-element-button" href="https://www.ita-airways.com/en_en/fly-ita/ita-world/passenger-rights/delays-and-cancellations.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ITA Airways</a></div>



<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-neve-text-color-background-color has-background wp-element-button" href="http://www.vueling.com/en/we-are-vueling/contact/send-us-a-message?category=10&amp;type=070&amp;subtype=030" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Vueling</a></div>



<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-nv-c-2-background-color has-background wp-element-button" href="https://wizzair.com/it-it/richiesta-risarcimento" target="_blank" rel="noreferrer noopener">WizzAir</a></div>
</div>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Qualora Ryanair non accettasse il vostro volo nel form, potete inviare comunque la richiesta <a href="https://help.ryanair.com/hc/en-ie/requests/new?360015619098=2&amp;360015620278=4&amp;360015696377=5" target="_blank" rel="noopener" title="cliccando qui">cliccando qui</a> e selezionando <em>Complaint -&gt; Payment query</em> nel menu a tendina.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Che fare, però, se il claim viene rifiutato? In questo caso occorrerebbe <a href="https://europa.eu/youreurope/citizens/travel/passenger-rights/air/index_it.htm#next-steps" target="_blank" rel="noopener" title="sporgere reclamo presso un'autorità superiore">sporgere reclamo presso un&#8217;autorità superiore</a>, determinata dal paese europeo da cui il volo partiva o atterrava. Infatti, UK è fuori dall&#8217;UE, e dunque è sempre l&#8217;autorità del paese europeo coinvolto  a doversi esprimere nel merito.</p>



<div class="wp-block-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-fe48e5de wp-block-buttons-is-layout-flex">
<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-neve-link-color-background-color has-background wp-element-button" href="https://moduliweb.enac.gov.it/applicazioni/cartadiritti/modulo_261.asp" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Italia: ENAC</a></div>



<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-italygreen-background-color has-background wp-element-button" href="https://europa.eu/youreurope/citizens/travel/passenger-rights/air/index_it.htm#next-steps" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Altri paesi europei</a></div>
</div>



<p class="wp-block-paragraph">Se anche questo claim fosse giudicato non ammissibile, ci si può avvalere dello strumento di risoluzione delle controversie:</p>



<div class="wp-block-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-fe48e5de wp-block-buttons-is-layout-flex">
<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-neve-link-hover-color-background-color has-background wp-element-button" href="https://europa.eu/youreurope/citizens/consumers/consumers-dispute-resolution/out-of-court-procedures/index_it.htm" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Alternative Dispute Resolution (EU)</a></div>
</div>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Se, infine, nessuno di questi metodi fosse andato a buon fine, è sempre possibile procedere per via giudiziaria assistiti da un avvocato competente.</p>



<h4 class="wp-block-heading" id="spese">Assistenza e rimborso delle spese</h4>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">In caso di ritardi superiori a due ore o in caso di volo cancellato, si potrebbe avere diritto all&#8217;assistenza da parte della compagnia aerea. Come abbiamo visto in cima all&#8217;articolo, questo diritto dipende dalla durata del ritardo e dalla distanza percorsa del volo. Quando si ha diritto, in cosa consiste? </p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Si ha diritto a&nbsp;<strong>pasto e bevande,</strong>&nbsp;in quantità ragionevole rispetto ai tempi di attesa.</li>



<li>Si ha diritto a due telefonate, e-mail o fax gratuiti.</li>



<li>Se la nuova partenza è prevista il giorno dopo si ha diritto a una&nbsp;<strong>sistemazione in albergo</strong>&nbsp;<strong>e al trasporto fra l&#8217;aeroporto e l&#8217;albergo e viceversa</strong>&nbsp;a spese della compagnia aerea.</li>
</ul>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Quest&#8217;assistenza dovrebbe essere fornita gratuitamente dalla compagnia. Se ciò non avviene, dovete mettervi in contatto con la compagnia aerea (ad esempio al desk in aeroporto, o tramite chat o telefono) e richiederla. Se nonostante ciò l&#8217;assistenza non viene offerta e avete dovuto pagare pasti, bevande, telefonate o hotel, allora <strong>la compagnia aerea dovrà rimborsare&nbsp;le spese sostenute</strong>, ma solo se erano necessarie, ragionevoli e appropriate. Pertanto è essenziale <strong>conservare le ricevute</strong>. Inoltre, ricordate  che si ha diritto all&#8217;assistenza soltanto se si è in attesa di un volo alternativo verso la destinazione finale e alla prima opportunità, oppure se si è in attesa di un volo di ritorno (nel caso di una coincidenza). </p>



<h4 class="wp-block-heading">Ricevere il risarcimento e il rimborso: la valuta</h4>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Trattandosi della direttiva EU261, solitamente le compagnie aeree vorranno pagare il risarcimento in euro. Qualora forniste dettagli bancari in altre valute (ad esempio sterline) la banca o la compagnia aerea stessa potrebbero addebitarvi i costi di cambio valuta. Dunque, lo sconsigliamo: se non avete un conto in banca in euro, potete facilmente ottenerne uno <strong>aprendo un conto Borderless tramite Wise</strong>. Si tratta di un conto multivaluta a canone gratuito che garantisce il tasso di cambio interbancario nelle conversioni in-app, e vi dà dettagli bancari in euro, sterline, dollari, e tante altre valute. </p>



<div class="wp-block-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-fe48e5de wp-block-buttons-is-layout-flex">
<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-italygreen-background-color has-background wp-element-button" href="https://wise.prf.hn/l/8j5zyPp/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Apri un conto Borderless con Wise</a></div>



<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-neve-link-hover-color-background-color has-background wp-element-button" href="https://www.i3italy.org/2021/09/03/convertire-tra-sterlina-e-euro/">Guida alla conversione tra euro e sterlina</a></div>
</div>



<h4 class="wp-block-heading">Imbarco ingiustamente negato</h4>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">In caso di <a href="https://europa.eu/youreurope/citizens/travel/passenger-rights/air/index_it.htm#deniedBoarding" target="_blank" rel="noopener" title="imbarco ingiustamente negato">imbarco ingiustamente negato</a> dovuto a errori della compagnia aerea o ad <em>overbooking</em>, si hanno essenzialmente gli stessi diritti che in caso di cancellazione imprevista del volo. E dunque, se ci si presenta in tempo per il check-in con una prenotazione valida e documenti validi ma viene negato l&#8217;imbarco, si ha diritto a un <strong><a href="#eu261" title="risarcimento">risarcimento</a></strong>, all&#8217;<strong><a href="#spese" title="assistenza">assistenza</a></strong> e alla <strong><a href="#cancellato" title="possibilità di scegliere tra rimborso, volo alternativo o spostamento della prenotazione a una data successiv">possibilità di scegliere tra rimborso, volo alternativo o spostamento della prenotazione a una data successiva</a></strong>.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Sottolineamo che questo si applica anche a tutti i passeggeri che, <a href="https://www.i3italy.org/2022/07/06/viaggiare-con-la-carta-di-identita/" title="Viaggiare con la carta di identità">viaggiando legittimamente con la carta di identità</a>, si vedono l&#8217;imbarco ingiustamente negato a causa di un errore della compagnia aerea nell&#8217;interpretare la normativa post-Brexit. Per fortuna, con il passare del tempo questa è un&#8217;eventualità sempre più rara.</p>


<div class="wp-block-image is-resized">
<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="870" height="580" src="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2022/12/quque-airport.webp" alt="Fila in aeroporto" class="wp-image-7373" style="width:440px;height:auto" srcset="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2022/12/quque-airport.webp 870w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2022/12/quque-airport-300x200.webp 300w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2022/12/quque-airport-768x512.webp 768w" sizes="auto, (max-width: 870px) 100vw, 870px" /></figure>
</div>


<h4 class="wp-block-heading">Volo perso a causa di problemi in aeroporto</h4>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Cosa accade se ci si presenta in orario in aeroporto (due, o tre ore prima), ma le file ai controlli di sicurezza o un controllo a campione particolarmente scrupoloso ci fa perdere il volo?</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Purtroppo, <a href="https://www.which.co.uk/news/article/what-happens-missed-flight-airport-security-refund-aRFMZ2l4u8ey" target="_blank" rel="noopener" title="non si ha diritto ad alcun rimborso">non si ha diritto ad alcun rimborso</a>. Sembra assurdo che anche in assenza di circostanze totalmente al di fuori del controllo di un passeggero gli vengano addebitate le spese, ma purtroppo è così: la responsabilità sarebbe infatti degli aeroporti, non delle compagnie aeree, e gli aeroporti <strong>non hanno alcuna policy di rimborso</strong>. E dunque: gli aeroporti se ne lavano le mani, le compagnie aeree non sono responsabili degli errori degli aeroporti&#8230; e i passeggeri restano con un pugno di mosche. Purtroppo le nostre ricerche hanno trovato tanti pareri legali, tutti concordi: <a href="https://www.telegraph.co.uk/money/consumer-affairs/delays-airport-made-us-miss-flight-can-sue/" target="_blank" rel="noopener" title="nulla da fare">nulla da fare</a>. L&#8217;unica strada sarebbe procedere per vie legali, prima contattando l&#8217;aeroporto e poi, dopo il prevedibile rifiuto, tramite la <a href="https://www.gov.uk/make-court-claim-for-money" target="_blank" rel="noopener" title="Small Claims Court">Small Claims Court</a>. Tuttavia, molti esperti sono scettici sul possibile successo di una simile iniziativa, che avrebbe costi non indifferenti qualora si perdesse in tribunale.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Menzioniamo che alcune airlines offrono la possibilità di riprenotare il volo <strong>spostando il biglietto</strong>, a volte con un sovrapprezzo. Sebbene sia costoso farlo, in alcuni casi potrebbe essere preferibile all&#8217;acquisto di un nuovo biglietto <em>last-minute</em>.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Note conclusive</h4>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Speriamo di avervi fornito una panoramica dei vostri diritti se il vostro volo per Londra, per l&#8217;Inghilterra o per il Regno Unito fosse in ritardo o venisse cancellato. Anche se perdete l&#8217;aereo, o se vi viene negato l&#8217;imbarco, o se ci sono lunghe file in aeroporto avete comunque dei diritti: fateli valere. Qui potete <a href="https://www.greatcirclemapper.net/" target="_blank" rel="noopener" title="calcolare la distanza percorsa dal vostro volo">calcolare la distanza percorsa dal vostro volo</a>, e di nuovo qui trovate la <a href="https://europa.eu/youreurope/citizens/travel/passenger-rights/air/index_it.htm" target="_blank" rel="noopener" title="guidance dell'Unione Europea">guidance dell&#8217;Unione Europea</a> a cui fare riferimento come fonte ufficiale, e in cui approfondire le regole in vigore per casi complessi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Quanti italiani in Inghilterra?</title>
		<link>https://www.i3italy.org/quanti-italiani-in-inghilterra/</link>
					<comments>https://www.i3italy.org/quanti-italiani-in-inghilterra/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Cesare G. Ardito]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Nov 2022 12:18:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I3Italy]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.i3italy.org/?p=6630</guid>

					<description><![CDATA[Quanti sono gli italiani in Inghilterra? Una raccolta e breve analisi delle principali fonti ufficiali, e delle discrepanze tra di esse.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-justify has-small-font-size wp-block-paragraph">Questo articolo sugli italiani in Inghilterra non è inteso come uno studio statistico rigoroso, ma vuole fornire spunti di riflessione e una panoramica dei dati attualmente disponibili su questo tema. Se notate errori, <a href="https://www.i3italy.org/contatti/" title="Contatti">fatecelo sapere</a>!</p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph"><strong>Questo articolo non viene aggiornato a cadenza bimestrale, ma annuale. È attualmente aggiornato al 1 novembre 2025 &#8211; quarta versione.</strong></p>



<div class="wp-block-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-fe48e5de wp-block-buttons-is-layout-flex">
<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-italybrown-background-color has-background wp-element-button" href="https://web.archive.org/web/20230608142301/https://www.i3italy.org/quanti-italiani-in-inghilterra/">Seconda versione</a></div>



<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-nv-dark-bg-background-color has-background wp-element-button" href="https://web.archive.org/web/20231128173402/https://www.i3italy.org/quanti-italiani-in-inghilterra/">Terza versione</a></div>
</div>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Quanti sono gli italiani in Inghilterra? Rispondere non è facile. Anzitutto occorre mettersi d&#8217;accordo sulla definizione di italiano: cittadino italiano? Persona con il diritto a diventare cittadino? Discendente di italiani? Non esiste una definizione corretta, dipende dallo scopo dell&#8217;indagine! Ad esempio, se ci si sta preoccupando di EU Settlement Scheme non occorre preoccuparsi dei cittadini italiani naturalizzati britannici. Se, invece, si vuole stimare il volume di servizi consolari che è necessario erogare allora questi ultimi vanno considerati&#8230; e così via.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">In questo articolo proviamo a contare <strong>i cittadini italiani in Inghilterra</strong>. Ci sono tre fonti principali, e ufficiali, da cui è possibile attingere dati:</p>


<div class="wp-block-image is-resized">
<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="843" height="298" src="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2022/06/aire.jpg" alt="Anagrafe Italiani residenti all'estero: AIRE, a cui tutti gli italiani in Inghilterra dovrebbero essere iscritti" class="wp-image-5310" srcset="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2022/06/aire.jpg 843w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2022/06/aire-300x106.jpg 300w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2022/06/aire-768x271.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 843px) 100vw, 843px" /></figure>
</div>


<h4 class="wp-block-heading">Gli iscritti all&#8217;AIRE</h4>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph"><span style="text-decoration: underline;">I numeri</span>: ~<strong>485744</strong>, composto da 389557 (<a href="https://www.facebook.com/photo.php?fbid=955798786576640&amp;id=100064395833553&amp;set=a.304914281665097" data-type="link" data-id="https://www.facebook.com/ItalyinLDN/posts/pfbid0UmDp3nqiBnzGiDrvA8JPLZxCRjdeuffbx8PpsETy6Ar7ZSxNgCpZfjhMjmWYfEpCl?__cft__[0]=AZVTvf-gQ6xmfA6teEZu_iFTJU03OSHtJIOJy6h1fAY--FhkCOMGR03qQfGWxm3_aplOvLEoYIPc1skFEYwsaDScbnXj4hH6AGHIW-TOktelSZBTfU6u7C-71pHFPRdy5dLZxf1OpC2rWRPrBHXstCMaDTm_6QF39VBywqLrLxWDm_xiGQJ91G_sTnywS5XvV0Q&amp;__tn__=%2CO%2CP-R" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Londra, ultimo dato pubblicato settembre 2024,</a> con un coefficiente <a title="al 98.5% per escludere il Galles" href="https://conslondra.esteri.it/wp-content/uploads/2020/10/studio_statistico_ott_2020_def.pdf" target="_blank" rel="noopener">al 98.5% per escludere il Galles</a>) e 122998 (<a href="https://datagroceries.substack.com/p/aggiornamenti-dautunno" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Manchester, settembre 2025</a>).</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph"><span style="text-decoration: underline;">I limiti</span>: se <a title="Iscriversi all’AIRE" href="https://www.i3italy.org/2021/02/19/iscriversi-allaire/">iscriversi all&#8217;AIRE è un obbligo di legge</a>, farlo è un&#8217;azione volontaria, e la non ottemperanza è sanzionata solo in teoria (anche se le sanzioni si sono inasprite dal 2024). Nel 2017 si stimava che&nbsp;<a href="https://www.ilsole24ore.com/art/brexit-400mila-italiani-sommersi-corsa-diventare-residenti-AErqqzoD">quasi un italiano su due in UK non fosse iscritto all’AIRE</a>&nbsp;(<a href="https://tg24.sky.it/mondo/2018/07/12/italiani-regno-unito-cifre">vedi anche qui</a>), ma oggi sappiamo che la maggioranza degli italiani è iscritta.<br>Un aspetto positivo è che il ritorno in Italia o al trasferimento in altra nazione comporta l&#8217;aggiornamento della propria posizione AIRE (almeno in teoria), quindi tra le tre fonti questa è la migliore per stimare i flussi di italiani in uscita dall&#8217;Inghilterra in percentuale.<br>L&#8217;iscrizione all&#8217;AIRE è inoltre un parametro assai preciso per alcune categorie: ad esempio, un bambino nato in UK infatti deve iscriversi all&#8217;AIRE per risultare cittadino italiano, e analogamente italiani nati in paesi terzi sono di solito in regola con l&#8217;iscrizione all&#8217;AIRE, essendo essa un prerequisito essenziale all&#8217;ottenimento o al rinnovo dei documenti italiani.</p>


<div class="wp-block-image is-resized">
<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="360" height="360" src="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2021/02/eussf-1.jpg" alt="EU Settlement Scheme" class="wp-image-1967" srcset="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2021/02/eussf-1.jpg 360w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2021/02/eussf-1-300x300.jpg 300w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2021/02/eussf-1-150x150.jpg 150w" sizes="auto, (max-width: 360px) 100vw, 360px" /></figure>
</div>


<h4 class="wp-block-heading">Le statistiche di Home Office su EU Settlement Scheme, visti e gli italo-britannici</h4>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph"><span style="text-decoration: underline;">I numeri</span>: ~<strong>549427</strong>.<br>Da EUSS: 517998 in tutta UK, calcolato come 689464 domande, di cui 200570 ripetute (<a href="https://www.gov.uk/government/statistics/immigration-system-statistics-year-ending-june-2025/how-many-grants-of-settlement-are-made-via-the-eu-settlement-scheme" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Tabella EUSS_RA_02</a>), e 28923 rifiutate. Di queste, il 92% è stimato in Inghilterra (<a href="https://www.gov.uk/government/statistics/eu-settlement-scheme-quarterly-statistics-june-2023" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Tabella EUSS_01</a>), dunque 459328. Stimiamo infine che il 10% dei detentori di status abbia lasciato il Regno Unito, coerentemente con le stime di emigrazione europea.<br>Da visti: ~14477 (<a title="June 2022 worker visa outcomes" href="https://www.gov.uk/government/statistical-data-sets/managed-migration-datasets#sponsorship" target="_blank" rel="noopener">Tabella CoS_D02</a>, 9568 work + 5336 study, esclusi i visitor, negli ultimi tre anni), stimando di nuovo il 92% in Inghilterra.<br>Cittadini britannici: ~78000. Home Office indica dal 2011 al 2021 43803 naturalizzati (<a href="https://www.gov.uk/government/statistical-data-sets/immigration-system-statistics-data-tables#citizenship" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Tabella Cit_D02</a>), stimando di nuovo il 92% in Inghilterra. Inoltre, nel 2021 lo studio del Consolato (<a title="p.23" href="https://conslondra.esteri.it/wp-content/uploads/2021/12/studio_statistico_ii_edizione.pdf" target="_blank" rel="noopener">p.23</a>) rilevava ben 107500 italiani nati nel Regno Unito. Se è vero che nascere in UK non dà necessariamente la cittadinanza in automatico, la dà <a href="https://www.i3italy.org/avere-un-bambino-in-inghilterra/" data-type="post" data-id="5770">se si è figli di almeno un genitore &#8220;settled&#8221; o britannico</a>. Inoltre non va sottovalutato l&#8217;impatto delle comunità italiane storiche. Considerando tutti questi dati, la crescita della comunità negli ultimi anni e l&#8217;età media (<a title="p.15 e p.27" href="https://conslondra.esteri.it/wp-content/uploads/2021/12/studio_statistico_ii_edizione.pdf" target="_blank" rel="noopener">p.15 e p.27</a>), e il fatto che nel 2011 in Inghilterra+Galles i britannici con doppia cittadinanza di un paese &#8220;EU15&#8221; erano in totale appena 39,961 (<a title="fonte" href="https://www.ons.gov.uk/peoplepopulationandcommunity/populationandmigration/populationestimates/adhocs/008030ct07662011censusdualpassportbycobenglandandwales" target="_blank" rel="noopener">fonte</a>), stimiamo con molta incertezza a 78000 il numero di italo-britannici che non hanno chiesto uno status prima di naturalizzarsi.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph"><span style="text-decoration: underline;">I limiti</span>: <br>EUSS: ottenere uno status era estremamente facile prima del 31 dicembre 2020, e complice la pandemia molte di queste persone non sono più nel Regno Unito, dunque questo dato sovrastima di molto. Stimare i flussi in uscita è <a title="assai complesso" href="https://www.ons.gov.uk/peoplepopulationandcommunity/populationandmigration/internationalmigration/bulletins/longterminternationalmigrationprovisional/june2021" target="_blank" rel="noopener">assai complesso</a>. Segnaliamo inoltre che vari organi di stampa prendono <a href="https://www.gov.uk/government/statistics/eu-settlement-scheme-quarterly-statistics-june-2023" data-type="link" data-id="https://www.gov.uk/government/statistics/eu-settlement-scheme-quarterly-statistics-june-2023">il dato grezzo di domande</a> da parte di italiani, senza sottrarre né le domande ripetute (spesso conversioni in settled status, ad oggi più di 200mila) né i rifiuti, quando sono ben documentate <a href="https://www.i3italy.org/trasferirsi-in-uk-dopo-la-brexit/" data-type="post" data-id="2783">migliaia di domande presentate da chi non aveva diritto tra il 2021 e oggi</a>.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Visti: è difficile recuperare dati precisi al riguardo, anche considerando i <a title="Trasferirsi in UK dopo la Brexit" href="https://www.i3italy.org/2021/06/11/trasferirsi-in-uk-dopo-la-brexit/">moltissimi tipi di visto nel nuovo sistema post-Brexit</a>. Tuttavia, la cifra appare essere una percentuale ridottissima del totale, e non siamo andati più a fondo.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Cittadini britannici: per le naturalizzazioni, abbiamo considerato solo chi si è naturalizzato dal 2011 al 2021, stante che stiamo usando questo dato come complementare a quello EUSS. Naturalmente, non è detto che tutti i naturalizzati vivano ancora in Inghilterra. I limiti della nostra stima sono indicati qui sopra.<br></p>


<div class="wp-block-image is-resized">
<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="512" height="256" src="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2022/11/census21.png" alt="Census 2021" class="wp-image-6635" srcset="https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2022/11/census21.png 512w, https://www.i3italy.org/wp-content/uploads/2022/11/census21-300x150.png 300w" sizes="auto, (max-width: 512px) 100vw, 512px" /></figure>
</div>


<h4 class="wp-block-heading">Il Census del 2021</h4>



<p class="wp-block-paragraph"><span style="text-decoration: underline;">I numeri</span>: <strong>443738</strong><br>Da Census: 368738 (<a href="https://www.ons.gov.uk/peoplepopulationandcommunity/populationandmigration/internationalmigration/bulletins/internationalmigrationenglandandwales/census2021" target="_blank" rel="noopener" title="Census 2021">Census 2021 italian passport holders</a>).<br>Da naturalizzazione: Cittadini britannici: ~75000 (vedi sopra per come è stimato questo dato)</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph"><span style="text-decoration: underline;">I limiti</span>: il Census è stato condotto nella primavera del 2021, periodo in cui molte restrizioni causate dal Covid-19 erano ancora in vigore, e durante il quale molti italiani si trovavano ancora in Italia per stare vicino ai propri familiari, potendo lavorare da remoto.<br>Nelle statistiche attuali del Census le persone con più di un passaporto sono state incluse solo in una categoria, dando priorità a quello britannico. Abbiamo quindi riutilizzato il dato sulle naturalizzazioni post-2011, con i limiti di cui sopra.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Il Census ci dice anche che ci sono 276669 residenti in Inghilterra che sono nati in Italia, un dato notevolmente inferiore al numero di cittadini italiani. Ciò parrebbe evidenziare il peso e radicamento della comunità italiana storica in Inghilterra, ma in realtà a dominare è l&#8217;eterogenea composizione dei possessori di cittadinanza italiana: lo <a href="https://conslondra.esteri.it/it/news/dal_consolato/2021/12/la-presenza-italiana-in-inghilterra/" target="_blank" rel="noopener" title="studio del Consolato">studio del Consolato</a> ci dice che circa 80000 italiani in Inghilterra (e Galles) sono nati in Sud America e nel sub-continente indiano, numero coerente con il dato del Census. Ciò, a sua volta, avvalora la precisione dell&#8217;AIRE nello stimare il numero di italiani in Inghilterra nati in paesi terzi.</p>



<h4 class="wp-block-heading">E dunque, quanti italiani ci sono in Inghilterra?</h4>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Quanti italiani, quindi? </p>



<ul class="wp-block-list">
<li>L&#8217;AIRE è una metrica che, per sua natura, tende a stimare per difetto. Sappiamo infatti che alcuni italiani, pur vivendo in Inghilterra, non sono iscritti all&#8217;AIRE.</li>



<li>Il dato delle domande EUSS tende a stimare per eccesso, e non registra i flussi in uscita. </li>



<li>Infine, il Census dovrebbe essere una fotografia assai precisa della situazione nella primavera 2021, ma a causa della pandemia probabilmente sottostima di molto il numero attuale di italiani in Inghilterra.</li>
</ul>



<p class="has-text-align-justify has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Tutto considerato, il dato reale ad oggi (Novembre 2025) sembra essere intorno a: </strong></p>



<p class="has-text-align-center has-large-font-size wp-block-paragraph"><strong>~500mila italiani in Inghilterra</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">che, applicando il coefficiente del 92% discusso qui sopra, si traduce in <strong>543500 italiani nel Regno Unito</strong>.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Trend e commento</h4>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Questo numero è in crescita? In diminuzione? Stabile? È una domanda a cui è assai difficile rispondere. In seguito alla Brexit, il fenomeno noto come &#8220;emersione&#8221; mostra una grande crescita nelle iscrizioni all&#8217;AIRE, che però sembra riflettere più l&#8217;ottemperanza tardiva all&#8217;obbligo di legge che l&#8217;effettiva crescita della popolazione italiana in Inghilterra. <br>Inoltre, naturalmente, le domande EUSS non possono che aumentare, e il prossimo Census sarà nel 2031.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Molti britannici, discendenti o coniugi di italiani, <a href="https://www.giambronelaw.com/site/news-articles-press/giambrone-brexit/brexit-italian-passport/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">hanno inoltre avviato la procedura per l&#8217;acquisizione della cittadinanza italiana</a> pur senza l&#8217;intenzione di trasferirsi in Italia, così da rimanere cittadini di un paese dell&#8217;Unione Europea anche dopo la Brexit.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Quello che è sicuro è che la popolazione italiana nel Regno Unito abbia visto una crescita vertiginosa negli ultimi dieci anni, aumentando di circa il 300%. Tuttavia, con l&#8217;impatto della pandemia nel 2020 e della Brexit dal 2021 in poi, con le <a href="https://www.i3italy.org/2021/06/11/trasferirsi-in-uk-dopo-la-brexit/" title="Trasferirsi in UK dopo la Brexit">notevoli barriere di ingresso</a> che ostacolano l&#8217;immigrazione &#8220;non qualificata&#8221;, sarebbe poco saggio utilizzare i dati pre-2019 per provare a stimare il trend futuro degli italiani nel Regno Unito. </p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">La Brexit con il suo sistema di immigrazione a punti, la diffusione della possibilità di lavorare da remoto, e la continua variazione delle politiche sul lavoro italiane rendono difficile se non impossibile fare una previsione sul futuro.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Riscontriamo una tendenza politica-sociale nell&#8217;insistere che gli italiani nel Regno Unito continuino a crescere anche dopo la Brexit, che attribuiamo a un riflesso dell&#8217;analoga tendenza commerciale e diplomatica che insiste come i rapporti tra Italia e Regno Unito non siano mai stati migliori. Questa nozione è apparsa ripetutamente in molti articoli di stampa italiani, arrivando persino a stime roboanti come &#8220;700mila italiani nel Regno Unito&#8221;, mai giustificate dai dati. È vero che gli iscritti all&#8217;AIRE sono in crescita, tuttavia si tratta in larga parte di italiani già presenti nel Regno Unito da anni che si iscrivono per poter rinnovare i propri documenti, un fenomeno documentato detto &#8220;emersione&#8221;. Altresì, è vero che la spinta a lasciare l&#8217;Italia per i giovani, spesso definita &#8220;fuga dei cervelli&#8221;, non si arresta e che il Regno Unito continua ad essere una meta molto desiderata. Tuttavia, questo desiderio non si traduce in realtà: <a href="https://www.i3italy.org/trasferirsi-in-uk-dopo-la-brexit/" data-type="post" data-id="2783">trasferirsi nel Regno Unito dopo la Brexit</a> è estremamente difficile, e parecchio costoso: come abbiamo visto dalle statistiche ufficiali qui sopra il numero di visti per lavoro o studio rilasciato a italiani è estremamente basso. Abbiamo visto stime spingersi fino a 700mila connazionali: alla luce dei dati su EUSS, visti e naturalizzazioni, se davvero fosse così <strong>saremmo di fronte a decine di migliaia di italiani irregolari</strong>, impossibilitati a trovare un lavoro, affittare una casa o andare in vacanza per poi rientrare nel Regno Unito. Per fortuna, non è così né ci sono segnali di un simile numero di connazionali in situazioni di disagio.</p>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Le conseguenze dell&#8217;insistenza mediatica sull&#8217;aumento degli italiani nel Regno Unito, che non trova riscontro nella realtà, sono quelle di <strong>causare frustrazione </strong>in molte persone che, volendo trasferirsi qui, non ci riescono&#8230; o, peggio, di <strong>incoraggiare l&#8217;immigrazione illegale</strong> di chi pensa che anche gli altri debbano aver fatto così, stante le difficoltà nell&#8217;ottenere un visto.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Conclusione e appello</h4>



<p class="has-text-align-justify wp-block-paragraph">Concludiamo con un appello: l’<a href="https://italianiamanchester.com/iscriversi-allaire/">iscrizione all’AIRE</a>&nbsp;è una tutela che, soprattutto dopo la Brexit, è diventata sempre più importante, ed è peraltro una delle metriche principali con cui le risorse vengono allocate dal Ministero degli Esteri a <a href="https://www.i3italy.org/i-servizi-consolari-in-uk/" title="I servizi consolari in UK">Consolati</a>, <a href="https://www.i3italy.org/2021/06/25/comites/" title="Comites e come votare">Comites</a> e alle associazioni. Se non siete iscritti&#8230; <a href="https://www.i3italy.org/2021/02/19/iscriversi-allaire/" title="Iscriversi all’AIRE">iscrivetevi</a>, e invitate i vostri amici a iscriversi!</p>



<h4 class="wp-block-heading">Fonti, e per approfondire</h4>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Italians_in_the_United_Kingdom" target="_blank" rel="noopener" title="Italians in the United Kingdom (Wikipedia)">Italians in the United Kingdom (Wikipedia)</a>.</li>



<li><a href="https://www.gov.uk/government/statistical-data-sets/managed-migration-datasets#sponsorship" target="_blank" rel="noopener" title="Managed migration datasets">Managed migration datasets</a>.</li>



<li><a href="https://www.ons.gov.uk/peoplepopulationandcommunity/populationandmigration/internationalmigration/bulletins/internationalmigrationenglandandwales/census2021" target="_blank" rel="noopener" title="Census 2021 dataset &quot;International migration&quot;">Census 2021 dataset &#8220;International migration&#8221;</a>.</li>



<li><a href="https://conslondra.esteri.it/it/news/dal_consolato/2021/12/la-presenza-italiana-in-inghilterra/" target="_blank" rel="noopener" title="La presenza italiana in Inghilterra e Galles, seconda edizione, dicembre 2021">La presenza italiana in Inghilterra e Galles, seconda edizione, dicembre 2021</a>.</li>



<li><a href="https://eprints.lse.ac.uk/108976/1/impact_of_covid_report.pdf" target="_blank" rel="noopener" title="The impact of Covid-19 on the italian community in the UK">The impact of Covid-19 on the italian community in the UK</a>, Manifesto di Londra.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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