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Patenti di guida in UK

Il tema delle patenti è tra i più complessi da gestire per gli expat: questo perché le regole sono cambiate radicalmente dopo la Brexit, e in alcuni casi sono ancora in corso di definizione. Dimenticate dunque l’esperienza dell’amico: in questo articolo vi spieghiamo, citando le fonti normative, come funziona attualmente il tema delle patenti di guida per chi vuole usare la patente in Inghilterra o in tutto il Regno Unito, o rinnovarla al Consolato, o convertire la patente, o tornare in Italia con una patente UK.

Informazioni sulle patenti in UK
Le informazioni in questa immagine saranno valide almeno fino alla definizione dell’accordo bilaterale sul tema tra Italia e Regno Unito

La patente italiana per guidare in UK

Nonostante la Brexit, tutte le patenti europee rimangono valide per guidare nel Regno Unito fino al compimento del 70mo anno di età. Svariate bufale dicono il contrario, sbagliando: non ci sono restrizioni! Il discorso, però, può cambiare se si vuole utilizzare la patente per lavoro (come fanno ad esempio i tassisti).

Per maggiori informazioni e per conferma, consultate il tool del governo.

Mi conviene convertire la patente?

Come abbiamo visto la patente italiana è perfettamente valida per guidare in UK, senza limiti di tempo. Tuttavia, è molto più difficile e costosa da rinnovare. A mio avviso, non appena scade la patente italiana è assolutamente conveniente convertirla in una britannica. Infatti:

  • Costa di meno, ed è più facile da rinnovare rispetto alla patente italiana.
  • Permette di avere una patente vera e propria, anziché un’attestazione che accompagni la precedente dopo la prima scadenza.
  • Potete guidare in Italia (e Europa) senza problemi da turisti o visitatori, e fino a 1 anno se tornate a viverci stabilmente.
  • Viene riconosciuta da tutti gli enti, governativi e non, qui in UK.
  • Abbassa (di poco) i costi dell’assicurazione.
  • Vale come proof of address (ma, al contrario dell’Italia, non come proof of identity!).
  • La conversione resetta la scadenza (cioè si ottiene una patente valida per 10 anni).

Una nota: il rinnovo online per la patente UK è una procedura esistente, ma possibile solo per chi è in possesso di un passaporto UK. Questo perché utilizzano la stessa foto del passaporto presente nei loro database: pertanto chi non ha un passaporto UK dovrà, dopo 10 anni, procedere necessariamente al rinnovo per posta.

“Rinnovare” la patente italiana (con attestazione cartacea)

Fino al 31 Dicembre 2020 non era possibile per un residente nel Regno Unito rinnovare la propria patente italiana scaduta. Questo perché la normativa europea imponeva di rinnovare la patente nello stato di residenza. Con la Brexit questo è cambiato, e dunque è ora possibile rinnovare la patente al Consolato di Londra, ma solo se in scadenza entro 4 mesi o scaduta da meno di 3 anni. Non occorre essere iscritti all’AIRE.

Servirà sottoporsi ad una visita medica presso dottori accreditati (trovate una lista sulla pagina del Consolato), e poi inviare il certificato medico, una fotocopia della vecchia patente, una fotocopia di un documento di identità, fototessere, una busta preaffrancata e un postal order.

Per avviare la procedura di rinnovo della patente al Consolato di Londra, cliccate qui

Così facendo non si otterrà una nuova patente, bensì un’attestazione di rinnovo cartacea redatta sia in italiano che in inglese valida per circolare sia in Italia che all’estero, come da Circolare 107/1997 MIT. Tale attestazione potrà poi essere convertita in una patente italiana vera e propria solo una volta riacquisita la residenza o il domicilio in Italia (è peraltro obbligatorio farlo entro sei mesi dal rientro in Italia, come stabilito dal Comma 9 Art. 126 Codice della Strada).

Smarrimento o furto della patente italiana

Se un non iscritto all’AIRE smarrisce la propria patente in UK, deve semplicemente tornare in Italia e ottenere un duplicato dalla motorizzazione competente. Questo perché, ricordiamo, chi non è iscritto all’AIRE è considerato dall’Italia come ancora residente in Italia a tutti gli effetti.

Qualora un iscritto all’AIRE smarrisse la propria patente in UK, invece, le cose si complicano. Anzitutto occorre presentare denuncia di smarrimento presso la polizia locale, dunque quella inglese. Poi, ci sono due possibilità:

  • Richiedere alle Autorità inglesi (alla DVLA) l’emissione di una nuova patente. Per ottenere l’ Attestato di titolarità del documento smarrito, l’interessato potrà, tramite email o PEC, richiedere l’attestato ad un qualsiasi Ufficio della Motorizzazione del territorio italiano. La procedura in questo caso è la stessa di quella della conversione spiegata qui sotto, con la differenza che anziché allegare la patente andrà allegato tale attestato tradotto.
  • Richiedere il duplicato della patente italiana smarrita agli Uffici della Motorizzazione Civile in Italia, a seguito di denuncia presentata alle Autorità di Polizia Italiana.
    Attenzione però: abbiamo, purtroppo, svariati riscontri in cui l’Ufficio della Motorizzazione si rifiuta di emettere il duplicato della patente a un iscritto all’AIRE… quindi, come sempre, in questo caso insistete!

Il richiedente dovrà presentare anche una dichiarazione sostitutiva che attesti l’iscrizione nel registro AIRE ed indichi il comune italiano in cui si trova tale registro. Ricordiamo infatti che nell’ordinamento italiano i certificati (anche quelli gratuiti) sono sempre sostituiti da autocertificazioni quando l’interazione è tra due enti della pubblica amministrazione.

Convertire una patente italiana in una UK

Viste le complicazioni relative al rinnovo, e un possibile impatto dell’avere una patente estera sul costo dell’assicurazione, sempre più italiani scelgono di convertire la propria patente. Farlo è semplicissimo! Occorre, però, che la vostra patente europea (ad esempio quella italiana) sia in corso di validità o scaduta da meno di tre anni.

Dovete andare in un qualsiasi ufficio postale oppure sul sito del governo e ordinare un D1 form (vi arriverà a casa per posta). Dal 1 Luglio 2021 DVLA allega al modulo D1 anche una pagina a parte per inserire il vostro share code.

Dovrete pagare £43 (ad oggi) tramite un postal order e inviare il postal order, il modulo, la vecchia patente in originale, due fototessere, e uno share code (oppure la vostra carta di identità o passaporto) a DVLA, Swansea, SA991BT. Quest’ultimo documento vi verrà restituito tramite posta ordinaria o, se includete insieme al modulo una busta preaffrancata pagata da voi e indirizzata a voi, tramite posta prioritaria tracciata.

Se avete il pre-settled o il settled status, anziché spedire il vostro documento di identità insieme alla busta preaffrancata potete semplicemente compilare il modulo inserendo uno share code che avrete generato. In questo modo, DVLA potrà verificare la vostra identità senza aver bisogno di vedere il vostro documento di identità originale. Al momento alcuni moduli non sono ancora aggiornati al riguardo, ma svariati utenti (tra cui me!) hanno convertito la propria patente con successo inviando il foglio stampato con uno share code e una breve nota esplicativa anziché il documento di identità.

Poi… attendete! Ci vogliono circa tre settimane. Nel frattempo, se soddisfate tutti i requisiti indicati qui, potete guidare anche senza patente sul territorio britannico. Se al posto di uno share code avevate inviato un documento di identità, qualche settimana dopo aver ricevuto la vostra patente inglese, tornerà separatamente anche il documento che avevate usato.

Preciso che in generale non serve alcuna “Letter of Entitlement” o documento rilasciato da un ufficio della Motorizzazione in Italia. Questi ultimi vengono, infatti, richiesti da DVLA solo in casi specifici e particolari, e non sono di norma necessari.

Consigliamo inoltre, trascorso qualche mese dalla ricezione della vostra patente UK, di verificare tramite PEC o email con la motorizzazione territoriale competente in Italia che tale conversione sia stata registrata.

Guidare con la patente UK in Italia

Sebbene una circolare del Ministero dell’Interno abbia affermato che dal 1 Gennaio 2021 le patenti inglesi debbano considerarsi extracomunitarie, Regno Unito e Italia aderiscono entrambe alla Convenzione di Vienna sulla circolazione stradale (1968), e ciò rimane valido anche dopo la Brexit. Secondo questa convenzione, tutti i Paesi aderenti riconoscono la validità delle patenti altrui, e dunque non è necessario il permesso di guida internazionale (IDP) per guidare in Italia o Europa se si rimane nel paese per una durata massima di 1 anno. C’è parecchia disinformazione sul tema: non fidatevi di me, ma delle fonti! Ecco dunque la Circolare n. 300/A/9855/20/111/84 del 21.12.2020 in originale che afferma quanto ho spiegato sopra.

Attenzione però: dovete risultare effettivamente residenti all’estero, e quindi iscritti all’AIRE (che, ricordiamo, non è una scelta ma un obbligo di legge). Se non siete iscritti all’AIRE, anche se siete semplicemente in visita formalmente risultate ancora residenti in Italia e pertanto potrebbe sussistere l’obbligo di aver riconvertito la patente: d’altronde iscriversi all’AIRE è un obbligo di legge per chi risiede all’estero per più di 12 mesi, con qualche eccezione. In questo caso dunque potreste avere problemi, come d’altronde li avrebbe qualsiasi italiano residente in Italia che per qualche motivo guida con una patente di uno stato estero. La soluzione? Iscriversi all’AIRE!

Infatti se, invece, si torna stabilmente residenti in Italia (o se non si è mai andati via, cioè non ci si è mai iscritti all’AIRE) il discorso cambia: dopo un anno è infatti obbligatorio convertire la patente.

Ciò è possibile solo per i paesi extracomunitari con un accordo bilaterale con l’Italia, ma per ora questo accordo non è ancora in vigore. Al momento, pertanto vige una deroga a tale obbligo che permette ai detentori di patente UK tornati stabilmente residenti in Italia di continuare ad utilizzarla fino al 31 Dicembre 2023 (fonte), purché rilasciata prima del 1 Gennaio 2021.

Al momento, dunque, non è possibile convertire una patente del Regno Unito in una italiana… con un’eccezione: se la patente da convertire era stata ottenuta, a sua volta, convertendo una patente europea, allora è ammessa la riconversione. Qui trovate la Circolare protocollo 504 del 08/01/2021 del MIT, e la Circolare 0022558 del 01.02.2021, fonti normative di quanto affermato in questo articolo.

Qualora in sede di riconversione vi venisse richiesto dalla motorizzazione italiana un certificato di autenticità, potete scaricarlo da qui.

Sentirete voci che parlano di IDP (International Driving Permit), di un limite di 4 mesi per riconvertirla se si torna in Italia (anziché 12), di obblighi di conversione della patente EU nel Regno Unito, di strane storie di cugini fermati dalla Polizia e multati. Si tratta di bufale che si sono, purtroppo, diffuse nel generale clima di incertezza creato dalla Brexit. Raccomando di tenervi aggiornati consultando le fonti ufficiali (circolari del MIT e Gov.uk), che qui per quanto possibile manterremo aggiornate.

Conversione della patente e Portale dell’Automobilista

Abbiamo ricevuto alcuni riscontri di un problema insidioso: sembra che in alcuni casi di italiani che hanno convertito con successo la propria patente italiana in una patente UK, o comunque in una patente estera, tale conversione non venga poi effettivamente registrata nel database italiano in cui, dunque, si risulta ancora titolari di patente italiana. Tale circostanza ci risulta anche per patenti convertite ben prima della Brexit, dunque non sembra essere quest’ultima la causa del problema. Poiché la legge vieta di possedere due patenti, se ad un eventuale controllo si esibisce la patente UK e nel database italiano risulta quella italiana, agli occhi del controllore emerge un potenziale illecito.

Naturalmente, l’errore non sarebbe del guidatore, che ha agito correttamente convertendo la patente con DVLA: l’errore sarebbe di un apparato burocratico. Consigliamo pertanto di mantenere la calma, spiegare la situazione e mostrare all’agente prove della vostra effettiva residenza nel Regno Unito come l’iscrizione all’AIRE. L’agente potrà, inoltre, accedere al database internazionale delle patenti (che è diverso da quello italiano) e verificare il vostro legittimo possesso della patente UK. Dunque, educatamente, insistete!

Infatti, l’articolo 130 del Codice della Strada recita:

La patente di guida è revocata dai competenti uffici del Dipartimento per i trasporti terrestri: […]
c) quando il titolare abbia ottenuto la sostituzione della propria patente con altra rilasciata da uno Stato estero. […]

Appare evidente che, nelle circostanze in esame, siano quindi i competenti uffici (la motorizzazione) a dover registrare la revoca della patente sul portale dopo averne ricevuta comunicazione da DVLA (o, se decidete di scrivegli, da voi).

Purtroppo al momento sembra che anche nel caso di conversioni di patenti regolarmente registrate il Portale dell’Automobilista non rilevi la circostanza, e, dunque, su di esso risulti semplicemente una patente scaduta o ancora attiva. Non sembra dunque essere possibile una verifica diretta da parte del cittadino. Pertanto per scrupolo consigliamo a tutti coloro che hanno convertito la patente di contattare la motorizzazione tramite email, meglio se PEC, e richiedere conferma dell’avvenuta registrazione della conversione, allegando una foto o scansione della patente UK (fronte e retro) e ogni altro documento ritenuto utile.

La patente UK e le multe

Non ci soffermiamo qui su come ottenere una patente UK partendo da zero: la maggioranza di noi, infatti, avrà conseguito la patente in Italia e si troverà dunque a doverla semplicemente convertire. Per chi dovesse invece prenderla per la prima volta in UK, rimandiamo alla sezione apposita di gov.uk: cliccate qui!

Iniziamo dai limiti di velocità in vigore. In ogni strada senza indicazioni esplicite, il governo consiglia di supporre che il limite sia 30 miglia all’ora.

  • Autostrade e Strade a doppia corsia (con spartitraffico): 70 miglia all’ora (112 Km/h).
  • Strade a una corsia (senza spartitraffico): 60 miglia all’ora (95 km/h).
  • Zone urbane 30 miglia all’ora (48 km/h), in alcuni tratti 40 miglia all’ora (64 km/h).

Come in Italia, esiste un sistema di punti: qui, tuttavia, i punti corrispondono a penalità, e si chiamano penalty points. Insieme ad essi, la vostra patente contiene anche gli endorsements (dettagli delle violazioni che avete compiuto). Un endorsement rimane sulla patente per 4 o 11 anni (a seconda della gravità della sanzione). Se si arriva a 12 penalty points accumulati in meno di tre anni, la patente viene ritirata, e la guida viene vietata per 6 mesi (o più). Inoltre per ricominciare a guidare bisognerà rifare l’iter per ottenere la patente.

Ogni sanzione comporta anche multe in denaro. Quando si compie una violazione seria, è possibile doversi presentare in tribunale a risponderne.

Ecco alcuni esempi delle violazioni più comuni: una lista completa è disponibile qui.

CodiceViolazionePenalty points
ACNon fermarsi a prestare soccorso dopo un incidentetra 5 e 10
BAGuidare nonostante un divieto imposto dal tribunale6
CDGuidare senza la dovuta cura per chi vi sta intorno (guida spericolata)tra 3 e 9
DRGuida in stato di ebbrezzatra 3 e 11
DUGuida sotto l’effetto di droghetra 3 e 11
INUsare un veicolo senza assicurazionetra 6 e 8
MSVarie ed eventuali (corse clandestine, abbandono di veicolo,…)varie
PCContravvenzione relativa a un attraversamento pedonale3
SPViolare un limite di velocitàtra 3 e 6
TSNon rispettare un cartello stradale o un semaforo3
Ogni codice è seguito da due numeri che specificano ancora meglio la natura della violazione. Attenzione! Si può essere sanzionati anche se non si era alla guida, ad esempio per aver incitato qualcun altro a commettere l’infrazione.

Fonti:
Guida alle sanzioni
Penalty points (Gov.uk)

10 commenti su “Patenti di guida in UK”

  1. Sei un grande! I dettagli che hai dato in merito alla possibilità di inviare solo lo share code per la conversione (senza necessità di allegare il passaporto in originale) della patente sono di grande utilità..Complimenti e grazie, buon lavoro.

    1. Supponendo che sia iscritto all’AIRE… purtroppo non c’è modo di ottenere il duplicato dal Consolato di Londra. L’opzione migliore è di denunciare alla polizia inglese lo smarrimento, e ottenere da DVLA una patente britannica in seguito alla produzione di un attestato che viene rilasciato da qualsiasi motorizzazione in Italia. In alternativa, può anche andare in Italia, denunciare e chiedere il duplicato alla motorizzazione, ma personalmente le consiglio la prima via.

      Tutto indicato qui: https://conslondra.esteri.it/consolato_londra/en/i_servizi/per_i_cittadini/rilascio-rinnovo-patente#SMARRIMENTO_FURTO_PATENTE_ITALIANA

    1. In quel caso occorre, di solito, farsi rilasciare un foglio dalla motorizzazione italiana che attesti il possesso dei requisiti per la patente – per le specifiche su cosa chiedere esattamente e se vada tradotto, si rivolga direttamente a DVLA.

  2. Ciao, una domanda: premesso che ancora non ho convertito la patente italiana presa nel 2008, sto valutando l’impatto sull’assicurazione della conversione (acquisto prima macchina).

    Se scelgo di covertire la patente quale sara’ la issue date della patente UK?
    Mi spiego meglio, sarei considerata in UK una ‘neo patentata’ oppure sara’ possibile indicare che ho preso la patente nel 2008?

    Grazie mille!

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