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Rimborso dell’IVA per acquisti in Italia

A seguito dell’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, i residenti nel Regno Unito che effettuano acquisti in Italia per uso personale per un importo superiore a €70 (IVA inclusa) a partire dal 1 febbraio 2024 possono beneficiare del rimborso dell’IVA. Poiché in Italia l’IVA è al 22% per la maggioranza dei beni, di fatto questo si concretizza in uno sconto del 18% sul prezzo totale dei beni. In altre parole, acquistando 100€ di beni si potrebbero ricevere 18€ di rimborso IVA.

Requisiti

Residenza: la residenza anagrafica dell’acquirente deve risultare, per lo stato italiano, all’estero e fuori dall’Unione Europea (in questo articolo parleremo di residenti nel Regno Unito). In altre parole, se cittadini occorre essere iscritti all’AIRE e inoltre non essere soggetti passivi IVA di imposta in Italia.

Commercio: il bene deve essere acquistato da un commerciante in Italia. Sono esclusi i servizi.

Soglia: dal 1 febbraio 2024 la soglia di spesa minima per il rimborso dell’IVA è scesa a 70€: per acquisti precedenti a quella data, la soglia minima era di €154,94. Ricordiamo che in entrambi i casi questa soglia si applica al totale della fattura, anche nel caso di beni di diverso genere, e non a ogni bene singolo.

Uso personale: importante ricordare anche che questo beneficio è riservato ad acquisti di beni ad uso personale, e in tal senso viene considerata sia la tipologia che la quantità. La valutazione è sulla base di un’apposita circolare, che elenca varie categorie di beni e applica il concetto più ampio possibile di “uso personale” (includendo ad esempio quello di eventuali familiari).

Trasporto: questi beni vanno trasportati all’estero tramite bagagli personali entro tre mesi dall’acquisto, e la fattura con il visto doganale va restituita al venditore entro quattro mesi.

La procedura per il rimborso

Per poter ottenere il rimborso è fondamentale che al momento dell’acquisto la fattura venga emessa in formato elettronico dal venditore, riportando dati anagrafici, il paese di residenza, la data di nascita, il tipo del documento, il numero e il paese di emissione del passaporto, e eventuali prove aggiuntive della residenza all’estero. Non sarà possibile ottenere il rimborso successivamente, anche se dotati di scontrini o ricevute diversi dalla fattura.

Se necessario, come prove della residenza all’estero è possibile anche usare un documento che riporti tale circostanza, o un certificato di iscrizione all’AIRE.

A scelta del venditore, è possibile che l’IVA venga pagata per poi essere rimborsata in una fase successiva, oppure che la fattura venga emessa senza IVA. Quest’ultima ipotesi è più rara, visto che spetterebbe al venditore regolarizzare l’imposta se la procedura non andasse a buon fine.

Il sistema OTELLO (Online Tax Refund at Exit: Light Lane Optimization) gioca un ruolo fondamentale nella digitalizzazione del processo di rimborso dell’IVA. Dal 1° settembre 2018, è obbligatorio emettere le fatture tax free in modo elettronico, e il visto doganale su tali fatture avviene digitalmente attraverso OTELLO. Pertanto, la fattura emessa al momento dell’acquisto riporterà un codice OTELLO (CRF0) che servirà negli step successivi alla pratica. Per chi ha SPID o CIE, è possibile consultare in tempo reale lo status di rilascio del visto doganale tramite l’apposito portale.

Può capitare che il venditore sia associato a intermediari Tax Free (agenzie di tax refund), come ad esempio Global Blue. In quel caso la fattura riporterà questa circostanza, oppure (come nella maggioranza dei casi) che non ci siano intermediari indicati. In entrambi i casi, lo step successivo è recarsi all’ufficio doganale in aeroporto muniti della copia della fattura (o al desk di un intermediario), trasportando questi beni nel proprio bagaglio personale. Ciò deve avvenire entro tre mesi dall’acquisto. Una volta ottenuto il visto, la fattura viene digitalmente vistata e il venditore può verificare online l’avvenuta uscita del bene dal territorio comunitario, procedendo al rimborso se l’IVA era stata versata.

Sinteticamente, i passi necessari una volta accertato di avere diritto sono i seguenti:

  1. Acquistare un bene in Italia per un importo superiore a 70€, e farsi rilasciare fattura con dati anagrafici, numero di passaporto, prova di residenza all’estero e contenente un codice OTELLO (CFR0).
  2. Entro tre mesi, esibire all’ufficio doganale di un aeroporto (o stazione, o porto) i beni acquistati, trasportati nel proprio bagaglio personale, assieme alla fattura, per l’apposizione del visto elettronico.
  3. Ritrasmettere al venditore la fattura per completare la procedura e poter ricevere il rimborso.
  4. In alternativa, rivolgersi a un intermediario che tratterrà parte del rimborso ma effettuerà la procedura per voi.

Amazon.it

Amazon.it offre un’ulteriore facilitazione. Al momento, se l’acquisto soddisfa i seguenti requisiti:

  • Articoli venduti e spediti da Amazon.it.
  • Valore complessivo dei beni acquistati superiore a 154,94 EUR (IVA inclusa).
  • L’ordine deve essere spedito in Italia.
  • L’indirizzo associato alla modalità di pagamento deve corrispondere con l’indirizzo di residenza estera.

è possibile inviare tramite email una prova di residenza all’estero (consigliamo il certificato di iscrizione all’AIRE) e ottenere il rimborso diretto dell’IVA non appena l’acquisto viene consegnato a un indirizzo in Italia, senza necessità di formalità doganali successive. Si tratta di una procedura temporanea che, però, è in vigore da oltre un anno e risulta in vigore al momento di scrittura di questo articolo.

Suggeriamo tuttavia di sincerarsene prima di effettuare l’acquisto: per maggiori dettagli è possibile contattare l’indirizzo email [email protected]. Se qualcosa fosse cambiato, fateci sapere!

Dogana UK

Il rimborso dell’IVA per i residenti nel Regno Unito rappresenta una significativa opportunità di risparmio, oltre ad un incoraggiamento ad effettuare acquisti in Italia. Ricordiamo che (raramente) per alcuni tipi di beni potrebbe dover essere necessario dichiararli alla dogana del Regno Unito ed eventualmente pagare dazi o tasse. Esistono limiti specifici relativamente ad alcune categorie di beni, e inoltre una generica soglia di valore di £390. Tuttavia, anche se si supera quella soglia, su alcune categorie di beni i dazi da pagare sono azzerati o molto bassi, come indicato qui, e quasi sempre inferiori all’IVA risparmiata. Le procedure doganali sono complesse, e non ci occupiamo del tema in maniera più approfondita di così.

Approfondimenti

Per ulteriori approfondimenti tecnici, fonti normative, e per analizzare la procedura dal punto di vista del rivenditore, è possibile consultare questo link.

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