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Avere un bambino in Inghilterra

Alcune informazioni in questo articolo sono state raccolte grazie al sito web Italian Mums (italianmums.co.uk – ora offline). Le informazioni in questo articolo non costituiscono legal advice, financial advice o immigration advice.

Soprattutto dopo la Brexit, ci sono varie informazioni che è opportuno che tutti i neo-genitori conoscano. Le raccogliamo in questo articolo, partendo dalla gravidanza fino ai mesi successivi al parto.

La gravidanza in Inghilterra

Dopo aver scoperto la gravidanza attraverso un test, è opportuno informare il proprio GP, che con ogni probabilità vi metterà in contatto con una midwife (traducibile come ostetrica, levatrice). In Inghilterra questa figura è centrale durante la gravidanza, fornendo assistenza e informazioni a ogni passo. Specialisti come ginecologi e pediatri intervengono solo in casi specifici o anomalie durante la gravidanza.

Tramite la midwife, si seguirà il protocollo NHS che prevede esami, screening, ecografie secondo un calendario preciso, che garantirà di ricevere tutte le cure, e le eventuali terapie, necessarie fino al momento del parto. Riceverete inoltre il vostro Personal Maternity Record (o maternity notes), un libricino (o un portale accessibile online) che ha il compito di raccogliere tutte le informazioni su visite, esami, e progressione della gravidanza, che dovrete portare a tutte le visite e gli esami successivi. La midwife che vi segue durante la gravidanza potrebbe non essere la stessa presente durante il parto, e a volte potrebbe cambiare da visita a visita (soprattutto se si è seguiti da un team). In linea di massima, vengono offerti:

  • Un’ecografia tra l’8° e la 14° settimana, che aiuta a determinare la data prevista del parto e a verificare se si tratta di una gravidanza multipla.
  • Un’ecografia tra la 18° e la 21° settimana, per esaminare l’anatomia del bambino e individuare eventuali anomalie strutturali.
  • Test per valutare il rischio di condizioni genetiche come la sindrome di Down, la sindrome di Edwards e la sindrome di Patau.
  • Test per la sifilide, HIV e epatite B, per garantire che queste condizioni siano identificate e gestite correttamente se presenti.
  • Test per anemia e per verificare il gruppo sanguigno e il fattore Rh.
  • Test per l”anemia falciforme e la talassemia, condizioni emoglobiniche ereditarie che possono influenzare la salute del bambino.
  • Fornitura di materiali informativi, come volantini e libretti, che spiegano il percorso della gravidanza e i servizi disponibili.
  • Accesso a gruppi di supporto e consulenza, se necessario, per affrontare eventuali preoccupazioni o ansie relative alla gravidanza.
  • Ulteriori ecografie o test diagnostici se emergono preoccupazioni durante la gravidanza.

La prima visita è particolarmente importante: è consigliato non attendere oltre l’ottava settimana per prenotarla e, se possibile, di accompagnarsi con il partner: infatti durante questa visita si discuteranno le storie mediche familiari di entrambi i genitori, che potrebbero determinare la necessità di eseguire alcuni test aggiuntivi.

Inoltre, potete iscrivervi alla newsletter Start4Life, che vi invierà email settimanali con informazioni rilevanti per il momento della gravidanza in cui vi trovate, o successivamente dell’infanzia del bambino. In aggiunta a vari workshop gratuiti offerti da ospedali o strutture NHS, esistono moltissimi corsi pre-parto a pagamento organizzati dalla charity NCT.

In Inghilterra, di solito vengono effettuate due ecografie standard durante la gravidanza, una alla dodicesima e una alla ventesima settimana, ma ecografie aggiuntive non ritenute strettamente necessarie possono essere effettuate a pagamento presso centri privati, per ulteriori rassicurazioni o verifiche.

Benefit e congedo durante la gravidanza

Le donne in gravidanza in Inghilterra hanno diritto all’NHS Maternity Exemption Certificate per accedere a medicinali gratuiti fino al primo anno di vita del bambino, e a trattamenti dentali gratuiti.

  • Quasi sempre sarà la midwife a occuparsi delle pratiche burocratiche necessarie per ottenerlo: se utilizzerà il sistema online, riceverete un certificato per email, altrimenti lo riceverete per posta a casa nei 10 giorni successivi.
  • Il Maternity Exemption Certificate è valido sin da un mese prima della data in cui la richiesta viene ricevuta fino a dodici mesi dopo la data prevista per la nascita del bambino. Nel caso che il bambino nasca in ritardo, è possibile chiedere un’estensione.
  • Se avete pagato dei medicinali prima di ricevere il certificato, è possibile richiedere il rimborso per ogni medicinale pagato dall’inizio della data segnata sul vostro certificato, che di solito partirà un mese prima del giorno in cui viene ricevuta la vostra richiesta. Non è però possibile richiedere il rimborso per ogni medicinale, ma solamente quelli per cui avrete richiesto al farmacista uno scontrino FP57 e il relativo modulo per la richiesta del rimborso. È importante notare che questi ultimi devono essere richiesti al momento del pagamento, poiché non possono in alcun modo essere rilasciati successivamente.
  • Un altro certificato, il Maternity Certificate (MAT B1) sarà necessario per richiedere congedo dal lavoro, vari benefit e eventualmente fare domanda per poter partorire in Italia.

Inoltre, tutte le donne in gravidanza hanno diritto per legge a un periodo di congedo dal lavoro, la Statutory Maternity Leave, che può durare fino a 52 settimane, che possono iniziare a partire da 11 settimane prima la data prevista per il parto. Non è obbligatorio usufruirne, con un’eccezione: è obbligatorio prendere 2 settimane di ferie dopo il parto (4 per chi lavora in fabbrica).

Durante questo periodo, si percepisce la Statutory Maternity Pay, che dà diritto a ricevere il 90% della propria paga normale per le prime 6 settimane, £172.60 a settimana (o il 90% della paga normale, se inferiore) per le successive 33 settimane, e nulla per le successive 13. Molte aziende hanno policies aggiuntive migliori incluse nei contratti di lavoro o nelle condizioni.

È possibile condividere la maternity leave con l’altro genitore, tramite la Shared Parental Leave e la Statutory Shared Parental Pay: in questo caso un massimo di 50 settimane può essere condiviso tra i due genitori, e fino a 37 settimane di paga che, però, è da subito fissata a un massimo di £172.60 a settimana.

Una prassi diffusa è usufruire delle sei settimane di paga al 90% della Statutory Maternity Leave per la partoriente, per poi dividersi la Shared Parental Leave a seconda delle necessità familiari. Esistono criteri precisi e regole particolari in varie situazioni, e consigliamo di utilizzare il tool del governo per pianificare la propria situazione e dare ampia notifica ai propri datori di lavoro.

Qualora si fosse self-employed (lavoratori autonomi), o in altri casi in cui non si applica la SMP, si ha invece diritto alla Maternity Allowance, pagata da JobCentre Plus. Si riceveranno £172.60 a settimana (o il 90% dei guadagni normali, se inferiori), ma solo se si è in regola con le National Insurance Contributions – altrimenti l’importo potrebbe essere ridotto.

Chi non avesse diritto né alla SMP, né alla MA, potrebbe avere diritto alla New Style Employment and Support Allowance – ciò dipende ancora dalle National Insurance Contributions,e dalla propria situazione.

Partorire

In Inghilterra, il percorso verso il parto è un’esperienza ricca di informazioni, supporto e opzioni personalizzate, grazie all’assistenza costante delle midwife, professioniste che guidano le future mamme attraverso ogni fase della gravidanza fino al momento del parto.

L’esperienza inizia con la creazione di un birth plan, un documento che racchiude le preferenze e i desideri delle future mamme per il giorno del parto. Questo piano, che viene discusso e sviluppato in collaborazione con la midwife, serve a comunicare al team medico le scelte personali su vari aspetti del parto, come il tipo di terapia antidolorifica desiderata, chi si vuole accanto durante il parto, e la preferenza per un contatto immediato pelle a pelle con il neonato post-parto, e le proprie preferenze in merito all’allattamento naturale.

La scelta del luogo del parto è un altro aspetto fondamentale del percorso. Le future mamme hanno diverse opzioni tra cui scegliere:

  • Le Midwifery Units o i Birth Centre, delle strutture apposite che offrono un ambiente meno medicalizzato e più accogliente, con un’atmosfera rilassata che molte donne trovano rassicurante. Si trovano negli ospedali, quindi in caso di emergenza medica o necessità è possibile il trasferimento rapido in reparto per intervenire.
  • Una birthing pool, anch’essa situata in ospedale, che permette di partorire in acqua. Questa è un’opzione abbastanza popolare in Inghilterra.
  • Il reparto di maternità: indicato per chi desidera ricevere un’epidurale, fornisce l’accesso immediato a specialisti e attrezzature avanzate in caso di complicanze, rendendolo una scelta sicura per chi ha una gravidanza considerata ad alto rischio o per chi desidera avere a disposizione tutte le opzioni mediche disponibili.
  • La propria casa: il parto a casa è una scelta rara, ma possibile: richiede una valutazione accurata delle possibili emergenze e della prontezza nel trasferimento in ospedale se necessario. Sareste comunque assistiti da una midwife o più membri del team, anche se è possibile rifiutare quest’offerta e avere un’unassisted birth.

In Inghilterra la tendenza è quella di promuovere il parto naturale, con il parto cesareo suggerito solo in caso di rischi specifici per la madre o il bambino. Tuttavia, chi desiderasse un parto cesareo ha il diritto di richiederlo, ed è frequente farlo. In Inghilterra, soprattutto nei reparti maternità, è molto più comune che in Italia l’utilizzo di forcipe e ventose, che sono utilizzati in circa 1 parto su 8. Di nuovo, è possibile rifiutarne l’utilizzo nel proprio birth plan.

Durante la preparazione al parto ci sono corsi o volantini appositi dedicati ad ogni aspetto del parto, fornendo informazioni su come gestire il dolore, su quali sono le procedure standard in caso di complicanze, e su come personalizzare l’esperienza del parto per rispecchiare le proprie preferenze e necessità.

Dal punto di vista economico, NHS copre la maggior parte dei costi associati al parto, rendendo il ricorso ad un ospedale privato meno comune e molto più costoso, a meno che non si disponga di risorse economiche considerevoli.

Insomma, NHS consente a ognuno di orientarsi e fare le scelte che desidera per l’esperienza del parto. Per i più confusi e per aiutare a capire la prassi locale, diamo qualche statistica:

Statistiche NHS 2021-22

Dopo il parto, una volta dimessi dall’ospedale, è possibile farsi assistere da una doula, una figura professionale che si occupa di affiancare i neo-genitori nei primi giorni di convivenza con il neonato.

Partorire in Italia: modalità e conseguenze

Molti italiani in Inghilterra valutano l’opzione di far nascere il proprio bambino in Italia, per poter essere vicini alla propria famiglia, avere una rete di supporto migliore o per una preferenza personale riguardo le scelte cliniche italiane. Ricordiamo infatti che in Italia il ricorso al parto cesareo è assai più comune ed è molto raro venga utilizzato il forcipe.

Tuttavia, come sappiamo, gli italiani iscritti all’AIRE perdono la copertura sanitaria in Italia: è vero, come turisti possono utilizzare la propria NHS EHIC/GHIC per accedere al sistema sanitario italiano, ma solo per cure necessarie non programmate. Ebbene, esiste per fortuna un’eccezione apposita: è possibile compilare un Giving birth abroad application form, e richiedere a NHS di coprire le spese del parto in Italia. Si può fare domanda per email o per posta, e occorrerà allegare il proprio certificato di maternità MAT B1. Ciò coprirà solo il parto e le spese relative alla gravidanza, dunque vi servirà comunque una EHIC/GHIC per ogni altra prestazione sanitaria associata. Ricordiamo, a scanso di equivoci, che tutto ciò è valido anche dopo la Brexit: infatti, l’accordo di recesso mantiene gli accordi sanitari tra Italia e Regno Unito.

Se dunque l’aspetto economico non è un problema, esistono tuttavia alcuni aspetti da considerare prima di prendere una decisione:

  • Se almeno uno dei due genitori è cittadino britannico, il bambino nato all’estero sarà britannico nella maggioranza dei casi. Non occorre registrarne la nascita. Esistono alcuni casi particolari più complessi, consultabili qui.
  • Se almeno uno dei due genitori ha il settled status, o un’altra forma di indefinite leave to remain, un bambino nato nel Regno Unito è automaticamente cittadino britannico. Per un bambino nato all’estero, invece, non è così.
  • Se almeno uno dei due genitori ha il presettled o il settled status (ottenuto sulla base dei propri diritti acquisiti di residenza prima della Brexit, e non tramite ricongiungimento familiare con terzi) prima di tornare nel Regno Unito con il proprio bambino nato in Italia sarà necessario fare domanda di presettled o settled status (gratuitamente, tramite l’app, collegandola allo status di uno dei genitori) e, in teoria, attendere risposta prima di viaggiare verso il Regno Unito. Sappiamo da vari riscontri della charity Settled che al momento alla frontiera sono permissivi in caso di domande effettuate ma in sospeso, ma non c’è garanzia che ciò rimanga vero in futuro.
  • In caso di genitori con visto o comunque senza uno status EUSS, le pratiche per portare il proprio bambino in UK con se potrebbero essere più lunghe e costose.

Qualora il bambino nascesse in Italia, consigliamo a tutti di chiedere al proprio Comune il rilascio del certificato di nascita in formato plurilingue, per evitare di doverlo far tradurre. Le modalità variano da Comune a Comune, e ci è impossibile indicarvele tutte.

Registrazione della nascita nel Regno Unito

Tutte le nascite in Inghilterra e Galles devono essere registrate entro 42 giorni dalla nascita del bambino. Puoi farlo presso l’ufficio locale di registrazione dell’area in cui è nato il bambino o direttamente in ospedale, prima delle dimissioni. Ci si può anche recare presso un altro ufficio di registrazione, e saranno loro poi a mandare i dettagli all’ufficio corretto. Le regole per la registrazione delle nascite sono diverse a seconda che il bambino sia nato in ScoziaIrlanda del Nord.

Occorre avere con se un documento di identità/proof of address/certificato di nascita o simili. Basta un genitore qualsiasi a registrare la nascita, ma nel caso di genitori non sposati per far sì che sul certificato appaiano entrambi i nomi è necessario o andare insieme (consigliato) o far compilare al genitore assente una dichiarazione scaricabile seguendo il link sottostante.

Un consiglio: chiedete più copie del certificato di nascita: una andrà, ad esempio, inviata al Consolato italiano. Esistono inoltre due tipi di certificato di nascita: breve e integrale. Consigliamo di richiedere e usare sempre quella integrale, e di portarlo con se quando si viaggia – soprattutto viaggia accompagnato solo da un genitore: in quel caso, leggete qui cosa fare.

A seconda della situazione familiare, potrebbe inoltre essere necessario comunicare la nascita del bambino a vari enti, come il council, HMRC o DWP. Raccomandiamo una veloce analisi delle proprie circostanze e di cosa potrebbe cambiare, oltre alla lettura della sezione in merito ai Child benefit di questo articolo.

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Registrazione della nascita al Consolato e passaporto italiano

Un bambino che nasce in Inghilterra o Galles da almeno un genitore italiano è automaticamente italiano, ma occorre registrarne la nascita al Consolato di riferimento entro il diciottesimo compleanno (va da se, meglio farlo prima possibile!).

La procedura è postale, e occorre inviare al Consolato di riferimento (Londra o Manchester):

  • L’originale del certificato di nascita britannico, apostillato e tradotto da un traduttore certificato (lista Londra, lista Manchester). Non occorre apostillare la traduzione. Attenzione: il Consolato non restituirà l’originale!
  • Il modulo di registrazione compilato e firmato da tutti i genitori che compaiono sul certificato di nascita.
  • Fotocopie dei documenti di identità di tutti i genitori che compaiono sul certificato di nascita.
  • Se i genitori non sono iscritti all’AIRE, la procedura si complica perché la nascita andrebbe teoricamente registrata presso il Comune italiano di residenza, o occorre iscriversi contestualmente. Se state leggendo questo articolo e avete in programma di avere un bambino in UK, ma siete illegittimamente non iscritti all’AIRE, consigliamo di iscrivervi!
  • Se il matrimonio dei genitori non è registrato con il Consolato, di nuovo non è possibile procedere prima di averlo registrato. Occorrerà quindi allegare, nella stessa busta, anche tutti i documenti relativi a questa richiesta. Questo si applica anche se uno dei genitori non è italiano!

Entrambi i Consolati permettono inoltre di allegare le pratiche per l’emissione del primo passaporto italiano del neonato nella stessa busta: vi rimandiamo all’articolo dedicato (sezione “Passaporto per minori di 12 anni”).

Una volta inviato il plico, di solito si riceve una notifica tramite email dal Consolato di avvenuto invio al Comune AIRE di riferimento della pratica, e successivamente una notifica dal Comune di avvenuta trascrizione dell’atto di nascita. Tuttavia, purtroppo per disguidi logistici non è infrequente che queste notifiche non vengano recapitate. In tal caso consigliamo di controllare periodicamente il proprio stato di famiglia sull’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente, a cui si può accedere tramite SPID o CIE: quando il bambino appare, la procedura è completata! Ricordiamo anche che l’emissione del passaporto è procedura successiva e separata alla registrazione, anche se allegata nella stessa busta.

Come avete letto, è necessario avvalersi di un traduttore certificato. Per questo motivo, molti traduttori offrono un servizio all-in-one in cui sbrigano tutte le pratiche per voi tramite posta, garantendo anche che i moduli vengano compilati correttamente e evitando potenziali errori o ritardi. Per questo servizio vi consigliamo Baraka Translations, sia per affidabilità che per prezzi.

Sottolineamo che non è obbligatorio richiedere un passaporto italiano quando si registra un bambino come cittadino italiano! Ricordiamo infatti che il primo passaporto dura solo tre anni, e viene emesso al costo di circa £130: se per i bambini con una sola cittadinanza è indispensabile procurarsene uno, molti genitori di bambini con più di una cittadinanza scelgono di non richiedere il passaporto e limitarsi alla carta di identità, o a nessun documento italiano. Vi rimandiamo all’articolo “doppia cittadinanza” per informazioni in tal senso.

Presettled o settled status per il neonato: entro 90 giorni

Come abbiamo visto, se almeno uno dei due genitori ha la cittadinanza britannica, o ha il settled status, o ha maturato il diritto al settled status*, o ha un’altra forma di indefinite leave to remain, un bambino nato nel Regno Unito è automaticamente cittadino britannico. Ciò vuol dire che non necessita di alcun permesso o status, e può richiedere il suo primo passaporto britannico (al genitore sarà richiesto di fornire il proprio UAN, numero di 16 cifre in alto a destra nella propria lettera di conferimento dello status, o reperibile online, come da guidance).

Tuttavia un bambino che nasce da due genitori senza uno dei requisiti di cui sopra, e non è dunque cittadino britannico, deve fare domanda di un permesso per rimanere nel Regno Unito entro 90 giorni dalla nascita. Se uno dei due genitori ha il presettled status (ottenuto sulla base dei propri diritti acquisiti di residenza prima della Brexit, e non tramite ricongiungimento familiare con terzi) questo permesso è a sua volta il presettled status. Esistono due modi di fare domanda di presettled status per il neonato:

  • Tramite app (come descritto qui), collegando la domanda allo status del genitore fornendo il proprio UAN (reperibile come indicato qui). Per procedere così, tuttavia, occorre essere in possesso di un documento biometrico per il bambino, e (stante l’attuale difficoltà nell’ottenere una carta di identità elettronica) avere dunque registrato la nascita e ricevuto il passaporto dal Consolato. Non sempre ciò è possibile entro 90 giorni, purtroppo.
  • Tramite moduli cartacei. Se non si riesce ad ottenere il passaporto in 90 giorni, si può anche fare l’application solamente fornendo il certificato di nascita. Bisogna contattare l’EU Settlement Resolution Centre telefonicamente che invierà per posta la documentazione da compilare e rispedire. Consigliamo di muoversi il prima possibile in quanto possono essere necessari anche 10 giorni lavorativi a inviare la documentazione.
    In questo caso, una volta ottenuto un documento biometrico bisognerà collegare lo status del bambino al nuovo documento cliccando qui, rispondendo alla domanda “What identity document did you use in your application?” con “Passport” ma inserendo poi il numero di riferimento della domanda cartacea. Vi verrà chiesto di inviare il documento all’Home Office via posta, usando una busta assicurata (recorded delivery). Suggeriamo di includere anche una busta pre-pagata con su scritto l’indirizzo di casa per il ritorno, per velocizzare e facilitare il tutto e scongiurare errori o smarrimenti.

I bambini otterranno lo stesso status del genitore, quindi il presettled. Quando, in futuro, uno dei genitori farà domanda di settled status, potrà farne immediatamente un’altra per tutti i propri figli sotto i 21 anni per fargli ottenere immediatamente il settled status.

Cosa succede se non si riceve risposta in tempo? Nulla, l’aver presentato domanda è sufficiente a conservare i diritti fino all’esito.
Cosa succede se si fa domanda in ritardo? La domanda è considerata una late application, occorre quindi giustificare il ritardo e i tempi possono allungarsi.
Cosa succede se non si fa domanda? Il bambino è di fatto illegalmente nel Regno Unito dopo 90 giorni dalla nascita: si potrebbero avere problemi nel rientrare in UK dall’estero, e inoltre potrebbe essere richiesto il pagamento di eventuali cure NHS “secondarie” per il bambino successive al 90mo giorno (ad esempio, cure specialistiche).
Cosa succede se la domanda viene rifiutata? Sarebbe davvero insolito. In tal caso sarebbe importante rivolgersi velocemente a un legal advisor abilitato, come la charity Settled.

Se il presettled status del genitore in questione fosse invece ottenuto tramite ricongiungimento familiare con terzi, è essenziale rivolgersi a un advisor esperto in immigrazione come la charity Settled per capire il da farsi.

Se un bambino che nasce da due genitori senza i requisiti di cui sopra, e uno dei due genitori ha un visto, occorre fare domanda per un visto per il bambino entro 90 giorni dalla nascita (di solito associandolo come dependant, si veda ad esempio qui per student visa e qui per skilled worker visa), e potrebbe essere necessario pagare anche l’Immigration Health Surcharge. Le modalità possono variare a seconda del tipo di visto, e consigliamo di rivolgersi a advisor abilitati a dare consigli se servisse supporto.

Se i genitori non hanno alcun tipo di permesso (pensiamo al figlio di due turisti/visitatori), raccomandiamo di rivolgersi al Consolato per ottenere un Emergency Travel Document (Londra, Manchester) per poter rientrare in Italia: prima di partire potrebbe essere una buona idea far apostillare il certificato di nascita – vi servirà per registrare la nascita al Comune in Italia!

Bambino con due passaporti

Un bambino che nasce in Italia da almeno un genitore italiano è automaticamente italiano, e la nascita è registrata con l’emissione del certificato. Il bambino viene solitamente inserito nel nucleo familiare dei genitori, e non ci sono dunque problemi a farlo risultare al Consolato se è iscritto all’AIRE. Per riportarlo in UK occorrerà richiedere il passaporto italiano in questura, o (solo se il bambino ha diritto ad uno status EUSS) la carta di identità in Comune.

Un bambino che nasce in un paese terzo dovrà registrare il proprio certificato di nascita presso il Consolato di riferimento dei genitori, ma seguendo per la legalizzazione del certificato le modalità previste dal Consolato di riferimento per il luogo di emissione del certificato. Ad esempio, un bambino nato a Pechino da genitori residenti a Londra dovrebbe inviare il proprio certificato con tutti i moduli al Consolato di Londra, ma legalizzando il proprio certificato seguendo queste istruzioni dell’Ambasciata italiana a Pechino.

Passaporto britannico

Come abbiamo visto, se almeno uno dei due genitori ha la cittadinanza britannica, o ha il settled status, o ha maturato il diritto al settled status*, o ha un’altra forma di indefinite leave to remain, un bambino nato nel Regno Unito è automaticamente cittadino britannico. Ciò vuol dire che non necessita di alcun permesso o status, e può richiedere il suo primo passaporto britannico (al genitore sarà richiesto di fornire il proprio UAN, numero di 16 cifre in alto a destra nella propria lettera di conferimento dello status, o reperibile online, come da guidance).

*questa è una conseguenza recente della sentenza dell’High Court che non è ancora stata testata in corte, e non si conoscono le modalità precise di domanda: se avevate diritto al settled status, ma non avevate ancora ottenuto il settled status, al momento della nascita del bambino, non date per scontato che sia britannico e chiedete un consiglio legale prima di procedere.

Se invece il bambino non fosse automaticamente cittadino britannico, una volta ottenuta l’indefinite leave to remain (ad esempio il settled status) è possibile fare domanda di cittadinanza per il bambino al costo attuale di £1012. Si tratta di una scelta personale e non vi è, naturalmente, alcun obbligo.

Child benefit

Il Child Benefit è un sostegno finanziario fornito dal governo ai genitori o a chi si prende cura di un bambino di età inferiore ai 16 anni, o sotto i 20 anni se il figlio rimane studente in un’istituto o formazione approvata. Importante notare che solo uno dei genitori può ricevere il Child Benefit per ogni bambino, ma non c’è un limite al numero di bambini per cui si può richiedere.

Il Child Benefit è, appunto, un benefit: se chi ha il settled status e vive in UK può dare per scontato di avere diritto, chi ha invece il presettled status non ha automaticamente diritto e sarà chiamato a dimostrare di averlo. I criteri si trovano qui e possono essere complessi, a seconda della situazione personale: consigliamo di rivolgersi a Citizens Advice o a una delle molte charities che assistono gratuitamente chi ha bisogno di fare domanda di benefit.

Il sistema funziona attraverso un’allocazione finanziaria erogata di solito ogni quattro settimane. Al momento (2023) per il primo o unico figlio l’importo settimanale è di £24.00, mentre per i figli successivi l’importo è di £15.90 per bambino. Il Child Benefit viene pagato direttamente sul conto bancario ogni mese, e può essere ricevuto settimanalmente se si è un genitore single o se si ricevono alcuni altri benefici, come l’Universal Credit. Chi ha un reddito (individuale!) superiore a £50000 vedrà l’importo del proprio child benefit ridursi, fino all’azzeramento raggiunti i £60000. Questo fatto dà origine alla famosa “tax trap” per cui molti genitori con salari tra £50000 e £60000 scelgono di versare contributi aggiuntivi nella propria pensione e mantenere il diritto ai child benefit.

Oltre al sostegno finanziario diretto, il Child Benefit offre anche National Insurance Credits che contribuiscono alla vostra pensione statale fino a quando il vostro bambino non compie 12 anni. Questo è particolarmente vantaggioso se non state lavorando o se non guadagnate abbastanza da pagare i contributi alla National Insurance. Dunque anche se l’importo fosse azzerato potreste ancora decidere di richiedere il Child Benefit per ottenere i National Insurance Credits.

L’erogazione non è automatica, ed è necessario fare domanda per il Child Benefit a partire da 48 ore dopo aver registrato la nascita del vostro bambino, o una volta che il bambino viene a vivere con voi. Il processo di domanda può essere effettuato online e richiede alcune informazioni di base e documenti come il certificato di nascita o di adozione del bambino e i dettagli del vostro conto bancario.

Il governo paga fino a 30 ore a settimana gratuite di childcare (asilo) per bambini tra i 2 e i 4 anni: potete consultare qui i dettagli. Presto ciò verrà esteso ai bambini a partire dai 9 mesi di età.

Oltre ai child benefit a cui moltissimi genitori hanno diritto, per chi ha già diritto ad altri benefit (ad esempio Universal Credit) esistono varie integrazioni, agevolazioni o schemi per aiutarli a sostenere i propri figli, come ad esempio Sure Start Maternity Grant, Healthy Start, Free school meals, Guardian’s Allowance, e molti altri. Inoltre, vari council hanno iniziative proprie locali. In questo caso consigliamo di rivolgersi a un benefit advisor che possa aiutarvi a ottenere tutto l’aiuto a cui avete diritto.

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