Negli ultimi anni l’accesso a molti servizi online è diventato più frammentato: restrizioni sui cookies, banner sulla privacy, account obbligatori e verifiche dell’età hanno reso la navigazione meno immediata rispetto al passato. Nel Regno Unito dal 25 luglio 2025 i siti e le app che permettono l’accesso a contenuti per adulti devono usare sistemi robusti di verifica dell’età: scansione del volto o di un documento di identità, utilizzo di una carta di credito, e così via. Dal 2027 il tema potrebbe allargarsi anche ai social media, con nuove proposte per limitare l’accesso dei minori di 16 anni e controllare meglio alcune funzioni delle piattaforme. Anche l’Italia ha introdotto alcune restrizioni di questo tipo.
Molti servizi online applicano regole diverse in base al paese da cui risulta provenire la connessione. A tale scopo viene utilizzato come fonte primaria l’indirizzo IP, che è un codice numerico che identifica il proprio dispositivo sul web e che è, di solito, facilmente possibile localizzare. Trattandosi dell’indirizzo necessario per ricevere i dati del sito che si visita, non è possibile occultarlo. Una VPN interviene su questo aspetto tecnico. Il dispositivo dell’utente si collega prima a un server della VPN, e da quel server prosegue poi verso il sito richiesto. Il sito vede quindi la connessione come proveniente dal server VPN, non direttamente dalla rete domestica o mobile dell’utente. Questo può permettere di scegliere il paese da cui appare provenire la connessione.
Le verifiche dell’età hanno una finalità dichiarata: impedire ai minori di accedere a contenuti non adatti. Per gli adulti, però, questi sistemi pongono anche questioni pratiche di privacy e sicurezza. Alcuni strumenti richiedono dati biometrici, fotografie di documenti, dati finanziari o verifiche tramite soggetti terzi. La mancanza di un sistema unico e riconoscibile può inoltre rendere difficile distinguere un servizio affidabile da uno costruito male, da uno che espone l’utente a rischi inutili o addirittura da uno costruito per rubare dati personali.
In questo contesto, per un adulto è opportuno valutare di dotarsi di una VPN come strumento di protezione della connessione, riduzione del tracciamento basato sull’indirizzo IP e gestione più flessibile della propria presenza online.
In breve: noi consigliamo NordVPN (a pagamento) o ProtonVPN (gratuita).
Cos’è una VPN?
Una VPN, sigla di Virtual Private Network, è uno strumento che crea una connessione protetta tra il proprio dispositivo e internet. Con una VPN il proprio dispositivo non si collega direttamente ai siti che si visitano: invece, si collega prima a un server della VPN, ed è da quel server che parte poi la connessione verso il sito richiesto. Il sito non vede direttamente l’indirizzo IP della connessione domestica o mobile, ma quello del server della VPN, e pensa quindi che la connessione provenga da quell’indirizzo IP.
Ad esempio se si attiva una VPN il cui server si trova in Italia, tutti i siti web che si visitano vedranno una connessione italiana e si comporteranno di conseguenza. Ad esempio i siti web di streaming mostreranno, di solito, il catalogo italiano e i siti web applicheranno le impostazioni italiane su blocchi, restrizioni e funzionalità.
La maggioranza delle VPN commerciali possiede server in (quasi) tutti i paesi del mondo, e permette all’utente di scegliere dove trovarsi.

Un altro utilizzo comune di una VPN è nel business: molti lettori ne avranno una fornita dal proprio datore di lavoro che è obbligatorio utilizzare per accedere ai contenuti web e server interni dell’azienda.
A cosa serve una VPN
Il primo vantaggio di una VPN riguarda la sicurezza della connessione. Infatti praticamente ogni VPN applica crittografia al traffico tra il dispositivo e il server VPN, rendendolo illeggibile. Questo risulta molto utile quando si usa una rete Wi-Fi pubblica, per esempio in aeroporto, in hotel, in biblioteca o in un bar, perché impedisce a chiunque si trovi sulla stessa rete di “spiare” la vostra attività: vedrebbe solo traffico da e per un server VPN.
Un altro dei vantaggi più comuni di una VPN è che permette di mascherare la propria posizione, potendo comunicare di trovarsi altrove nel mondo. Ancora, una VPN è molto utile se ci si trova all’estero e si desidera navigare sul web come se ci si trovasse ancora a casa propria.
Ci sono inoltre vantaggi notevoli riguardo la privacy: se è vero che non basta cambiare indirizzo IP per rendersi anonimi sul web, certamente farlo aiuta molto.
Concretamente, un italiano in Inghilterra potrebbe beneficiare di una VPN commerciale per:
- Visualizzare contenuti riservati a chi si collega dall’Italia, come dirette televisive o streaming.
- Visualizzare i cataloghi italiani di servizi di streaming on-demand come Youtube, Netflix o RaiPlay.
- Gestire il paese da cui appare provenire la connessione: questo può essere rilevante in un contesto in cui alcuni siti applicano controlli diversi a seconda del paese.
- Tutelare la propria privacy sul web mascherando il proprio indirizzo IP.
- Utilizzare connessioni wifi pubbliche o aperte in modo più sicuro.
- Utilizzare siti web, account o applicazioni ristrette in alcuni paesi esteri. Questo può riguardare, per esempio, servizi bancari, app di supermercati, piattaforme commerciali o account digitali che limitano alcune funzioni quando l’utente si trova all’estero.
Sapevate, ad esempio, che i siti di alcuni enti pubblici italiani sono accessibili solamente dall’Italia? E anche per quelli di solito accessibili dall’estero a volte non è così: nel caso di attacchi ddos in corso, l’accesso viene limitato agli IP italiani. È accaduto ad esempio nel 2024 per i siti consolari per un’intera settimana. Accade spesso anche per Prenot@mi.
È legale usare una VPN?
Nel Regno Unito l’uso di una VPN è legale. Le VPN vengono utilizzate ogni giorno da aziende, studenti, governo, lavoratori da remoto e in generale da chiunque desideri proteggere la propria connessione o accedere a reti interne. È stato stimato che, nel 2025, circa il 19% degli utenti nel Regno Unito ha usato regolarmente una VPN.
Naturalmente non è legale usare una VPN per qualsiasi attività illegale, proprio come per qualsiasi altro strumento. Un’attività lecita resta lecita anche se svolta tramite VPN. Un’attività illecita resta illecita anche se svolta tramite VPN.
Anche nell’ambito dell’Online Safety Act, il governo britannico ha chiarito che le VPN restano legali e non sono vietate, anche se ha ammesso che rappresentano un grosso ostacolo riguardo l’applicazione pratica dei controlli basati sulla localizzazione geografica. È un orientamento diffuso nei paesi democratici: pensate che gli unici paesi nel mondo a bloccare o limitare l’utilizzo delle VPN commerciali sono Corea del Nord, Turkmenistan, Bielorussia, Iraq, Cina, Russia, Iran, Emirati Arabi Uniti, Oman, Turchia, Pakistan e Myanmar.
Limiti e svantaggi
Esistono anche alcuni possibili svantaggi, che elenchiamo qui sotto. È opportuno però menzionare che è, di solito, molto semplice disattivare la VPN (anche temporaneamente) se necessario.
- Una VPN può ridurre la velocità della connessione, anche se le principali VPN commerciali garantiscono velocità più che accettabili per l’utilizzo quotidiano.
- Alcuni siti possono bloccare o limitare le connessioni VPN. Ad esempio Wikipedia non permette di modificare alcun articolo se ci si collega con una VPN, per combattere lo spam.
- Utilizzare una VPN presume fiducia implicita nel fornitore: infatti, tutto il proprio traffico passerà attraverso i server del servizio scelto (anche se, se si usa https, sarà ulteriormente crittografato). Per questo è opportuno usare fornitori conosciuti, con politiche chiare sulla gestione dei dati e verifiche indipendenti. In particolare è opportuno stare molto attenti alle VPN gratuite, perché il modello economico può prevedere limiti tecnici, pubblicità, raccolta di dati o altri compromessi… a meno che non vengano fornite come parte di un pacchetto più ampio di servizi come Proton VPN.
- Usare una VPN, soprattutto dall’estero, può causare violazioni dei termini di servizio o delle regole (ad esempio a lavoro) in molte situazioni.
Noi vi consigliamo NordVPN
NordVPN è uno dei servizi VPN più noti e utilizzati a livello internazionale. Si tratta della VPN che usiamo anche noi del team!
Il motivo principale per cui ve lo consigliamo tra i tanti è la semplicità di utilizzo, che permette anche ad utenti non esperti di avvalersi di una VPN con notevole facilità. Con il nostro link di referral, oltre a sostenere I3Italy, avrete tre mesi gratis di prova (acquistando un piano annuale). Se non vi piacesse, cancellare è molto semplice tramite il pannello di controllo del proprio account.
NordVPN è disponibile per computer, smartphone, tablet e molti altri dispositivi. È anche possibile, per utenti esperti, configurare direttamente il proprio router per utilizzare NordVPN. Un singolo abbonamento permette di usare il servizio su più dispositivi.
Il servizio dichiara una politica no-logs, cioè afferma di non conservare registri dell’attività online degli utenti. Tale politica è stata sottoposta più volte a verifiche indipendenti, l’ultima volta da Deloitte a dicembre 2025.
NordVPN include anche diverse funzionalità aggiuntive incluse nel piano che possono essere utili:
- Server offuscati: alcuni siti web bloccano le VPN o ne limitano la navigazione. Questa è una funzione pensata per rendere più stabile l’uso della VPN su reti che limitano o interferiscono con questo tipo di traffico.
- Protezione da malware e truffe: questa funzionalità opzionale permette di bloccare alcuni siti web con bassa reputazione o fasulli.
- Meshnet: permette di collegare i propri dispositivi in una rete interna unica e spostare facilmente files.
- Dark Web monitor: un servizio che avvisa l’utente quando la propria email appare in dei dati sottratti ad un’azienda, consigliando di cambiare la password.
Altre funzionalità a pagamento includono un indirizzo IP personale (anziché condiviso con altri utenti) e un password manager.
Anche dal punto di vista del costo NordVPN risulta conveniente, in particolare su piani annuali o pluriennali, con un costo contenuto (noi paghiamo £2.59 al mese, e cliccando sul link vedrete il prezzo del momento).

La migliore VPN gratuita: ProtonVPN
Per chi non desiderasse un servizio a pagamento, esistono anche VPN gratuite ma, come già detto, è più complicato fidarsi di un servizio gratuito. Prima di usare una VPN gratuita è opportuno verificare come si finanzia il servizio, quali dati raccoglie e a chi li cede o vende.
Alcune VPN commerciali offrono anche una VPN gratuita, ma spesso è molto lenta o ha significativi limiti di utilizzo. Ne abbiamo provate varie ed è emerso un chiaro vincitore: ProtonVPN.
Proton è un’azienda leader nel campo della privacy e della protezione dei dati personali, e offre una VPN gratuita (per un singolo dispositivo). Proton dichiara che il piano gratuito non contiene pubblicità, non registra l’attività online dell’utente e non prevede un limite mensile di dati.
Altre VPN
Per quanto riguarda le VPN a pagamento, un’altra opzione popolare e con un’ottima reputazione è Mullvad VPN che, però, costa circa il 40% in più.
Tra quelle più economiche c’è anche Surfshark, ma provandola ci è sembrata meno facile da utilizzare e leggermente più lenta.

